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Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice. 

Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. 

Con il primo maggio 2026 la rubrica Spazio Donna ha .....
Nascera' una casa del grande centro moderato, con .....
Salario minimo: Elly Schlein😪🥵
Salario giusto: .....
Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
spaziodonnarubr@gmail.com
Con gratitudine, senza i vostri sguardi e le vostre voci, questo cammino non sarebbe esistito.
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Ieri mattina, 25 aprile 2026,
ho appeso alla porta d'ingresso
tre palloncini:
un tricolore originale
per una giornata speciale:
l'81esimo anniversario .....
Domenica 10 maggio si svolgerà la manifestazione Nazionale Chiese aperte 2026. Quest' anno la sede di Archeoclub d’Italia di Pisa organizzerà la visita .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Rughe e cicatrici

20/6/2024 - 9:28


Le rughe e le cicatrici del nostro corpo sono trame di un'esistenza intensa, segni visibili delle nostre emozioni. Ogni cicatrice narra un passato, una trasformazione del pensiero e del corpo.

Accogliendo questi tratti sulla pelle, onoriamo e ringraziamo per le lezioni che ci hanno donato. Vedere oggi una ruga o una cicatrice in più aggiunge un frammento di memoria, un ricordo ormai trascorso.

In questo ritrovo una saggezza misteriosa che mi sussurra storie di ferite e sofferenze, di guarigioni e rinascite, raccontandomi dove sono stata e quanto ho vissuto.
 
Fabiana



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25/6/2024 - 15:38

AUTORE:
AUTRICE Simonetta

Sono nata con una grave scoliosi, e fin da bambina sono stata derisa per questo mio difetto fisico. Ho sofferto immensamente, perché i bambini possono essere crudeli, ma è stata l'adolescenza a spezzarmi il cuore. Ero sempre emarginata dai coetanei maschi, non ero bella né particolarmente intelligente, ero solo una ragazza gobba. Oggi, oltre a questo problema fisico, ne ho accumulati molti altri. Anche se non sono più permalosa, la tristezza e la malinconia sono diventate parte integrante del mio carattere. Non mi sono mai sposata, non ho avuto figli, ma almeno ho viaggiato per il mondo grazie a un lavoro ben remunerato che ho trovato dopo grandi sforzi.

Ma sono davvero contenta della mia vita? Non del tutto. Anche se ho tanti amici, la loro compagnia riesce solo a placare temporaneamente il vuoto che sento dentro. Ho un buon lavoro che mi permette di fare ciò che mi piace, ma non è abbastanza per riempire la solitudine che mi accompagna. Alla fine, mi consolo solo pensando che ci sono persone che stanno peggio di me, ma questa è una magra consolazione. Simonetta

22/6/2024 - 17:05

AUTORE:
AUTRICE Clara

Grazie Fabiana per aver con delicatezza posto il tema del come stare in amicizia con le nostre imperfezioni. Essere perfette spinte dalla martellante propaganda dei prodotti e trattamenti "Di Bellezza" generalmente costosissimi da comprare, dall'essere brave bambine/ragazze/donne, da non invecchiare e a nascondere i segni dei traumi del corpo, della mente e dell'anima: traumi piccoli e traumi grandi. Addirittura gruppi di pensiero e religiosi veicolano da sempre, e ora imperversano sui social, l'idea che se ci ammaliamo è nostra la responsabilità; forse la colpa. E così noi cerchiamo di nascondere, di non far vedere i segni di quelle nostre disarmonie per non essere giudicate e forse un po' rimproverate. Ma per mia esperienza credo che si possa, tra donne, trasformare la vergogna che tanto ci fa soffrire nel tentativo di coprire e certe volte camuffare i segni, trasformarla in pudore e di desiderare di condividere le nostre intimità e fragilità fisiche e mentali solo con chi scegliamo in fiducia e in amicizia. La cicatrice come segno di qualcosa che non è andato bene di cui vergognarsi; è terribile. Come organizzarci? Lo scrivere, il raccontare (che non è lamentela ma testimonianza), il capire come altre sono riuscite a trasformare la vergogna in pudore; magari scambiarci libri dove questa metamorfosi mai enfatizzata, sempre molto conquistata passo passo è stata compiuta e descritta.
Vergogna, non ti vogliamo più con noi perché ci fai male e non ci servi a nulla..