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Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Rughe e cicatrici

20/6/2024 - 9:28


Le rughe e le cicatrici del nostro corpo sono trame di un'esistenza intensa, segni visibili delle nostre emozioni. Ogni cicatrice narra un passato, una trasformazione del pensiero e del corpo.

Accogliendo questi tratti sulla pelle, onoriamo e ringraziamo per le lezioni che ci hanno donato. Vedere oggi una ruga o una cicatrice in più aggiunge un frammento di memoria, un ricordo ormai trascorso.

In questo ritrovo una saggezza misteriosa che mi sussurra storie di ferite e sofferenze, di guarigioni e rinascite, raccontandomi dove sono stata e quanto ho vissuto.
 
Fabiana



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Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
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25/6/2024 - 15:38

AUTORE:
AUTRICE Simonetta

Sono nata con una grave scoliosi, e fin da bambina sono stata derisa per questo mio difetto fisico. Ho sofferto immensamente, perché i bambini possono essere crudeli, ma è stata l'adolescenza a spezzarmi il cuore. Ero sempre emarginata dai coetanei maschi, non ero bella né particolarmente intelligente, ero solo una ragazza gobba. Oggi, oltre a questo problema fisico, ne ho accumulati molti altri. Anche se non sono più permalosa, la tristezza e la malinconia sono diventate parte integrante del mio carattere. Non mi sono mai sposata, non ho avuto figli, ma almeno ho viaggiato per il mondo grazie a un lavoro ben remunerato che ho trovato dopo grandi sforzi.

Ma sono davvero contenta della mia vita? Non del tutto. Anche se ho tanti amici, la loro compagnia riesce solo a placare temporaneamente il vuoto che sento dentro. Ho un buon lavoro che mi permette di fare ciò che mi piace, ma non è abbastanza per riempire la solitudine che mi accompagna. Alla fine, mi consolo solo pensando che ci sono persone che stanno peggio di me, ma questa è una magra consolazione. Simonetta

22/6/2024 - 17:05

AUTORE:
AUTRICE Clara

Grazie Fabiana per aver con delicatezza posto il tema del come stare in amicizia con le nostre imperfezioni. Essere perfette spinte dalla martellante propaganda dei prodotti e trattamenti "Di Bellezza" generalmente costosissimi da comprare, dall'essere brave bambine/ragazze/donne, da non invecchiare e a nascondere i segni dei traumi del corpo, della mente e dell'anima: traumi piccoli e traumi grandi. Addirittura gruppi di pensiero e religiosi veicolano da sempre, e ora imperversano sui social, l'idea che se ci ammaliamo è nostra la responsabilità; forse la colpa. E così noi cerchiamo di nascondere, di non far vedere i segni di quelle nostre disarmonie per non essere giudicate e forse un po' rimproverate. Ma per mia esperienza credo che si possa, tra donne, trasformare la vergogna che tanto ci fa soffrire nel tentativo di coprire e certe volte camuffare i segni, trasformarla in pudore e di desiderare di condividere le nostre intimità e fragilità fisiche e mentali solo con chi scegliamo in fiducia e in amicizia. La cicatrice come segno di qualcosa che non è andato bene di cui vergognarsi; è terribile. Come organizzarci? Lo scrivere, il raccontare (che non è lamentela ma testimonianza), il capire come altre sono riuscite a trasformare la vergogna in pudore; magari scambiarci libri dove questa metamorfosi mai enfatizzata, sempre molto conquistata passo passo è stata compiuta e descritta.
Vergogna, non ti vogliamo più con noi perché ci fai male e non ci servi a nulla..