Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano
Appunti per Schlein - La premier socialista danese spiega (senza ambiguità) perché aiutare l’Ucraina è di sinistra
Mette Frederiksen è intervenuta al Globalsec forum di Praga, mostrando come si possa essere allo stesso tempo una leader progressista e affermare con chiarezza il sostegno a Kyjiv: «Non vedo segnali, nel comportamento russo in Europa o nel mondo, che mi convincano che si fermeranno all’Ucraina»
Mentre la leader del Partito democratico Elly Schlein si barcamena tra dichiarazioni contraddittorie e melliflue sul sostegno all’Ucraina, la premier danese Mette Frederiksen ci ha messo solo novantacinque secondi per dimostra come si possa essere allo stesso tempo una leader di sinistra e affermare con chiarezza il sostegno a Kyjiv. Lo ha fatto sabato 31 agosto, intervenendo al Globalsec security forum di Praga, una delle conferenze internazionali più importanti dedicate alla sicurezza globale, politica estera, economia e affari internazionali, organizzata dall’omonimo think tank slovacco.
Sul palco, accanto al presidente della repubblica finlandese, Alexander Stubb e al premier albanese Edi Rama, Frederiksen ha ribadito che il suo governo non impone restrizioni sull’uso degli F-16 donati all’Ucraina, a differenza del governo italiano (e anche dell’opposizione) che si è detto contrario a ogni ipotesi di interventi militari fuori dai confini ucraini.
La premier danese non ha dubbi sul sostegno a Kyjiv: «Il mio non è principalmente un interrogativo sull’Ucraina, ma piuttosto sulla Russia e sui suoi sogni imperiali. Non vedo segnali, nel comportamento russo in Europa o nel mondo, che mi convincano che si fermeranno all’Ucraina, indipendentemente da come alcuni pensano che potremmo porre fine a questa guerra. Quando osservo le loro azioni nei Balcani occidentali, quando vedo come cercano di destabilizzare la mia società con vari tipi di attacchi, o quando considero il loro comportamento in Africa, in particolare nella regione del Sahel, li considero la minaccia più grande per l’Europa».
La premier danese ha aggiunto che non accetterebbe mai che un Paese europeo come l’Ucraina sia attaccato da un aggressore, sottolineando che, sebbene in passato i conflitti venissero risolti con la forza, oggi non è più accettabile: «Daremo all’Ucraina tutto ciò di cui ha bisogno e saremo al suo fianco per tutto il tempo necessario. Ritengo che questo dibattito accademico molto astratto su linee rosse e restrizioni debba finire ora. Si tratta di garantire che gli ucraini vincano la guerra, e sono felice di aver ricevuto il sostegno dell’intero parlamento danese, di tutti i partiti politici e della popolazione. Il popolo danese è molto vicino all’Ucraina, sostiene la sua causa e il governo danese è in prima linea quando si tratta di fatti e non solo di parole».