Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano

Il regno dei funghi è sterminato e si contano a migliaia i suoi “sudditi” con uno studio pari alla biologia, botanica e zoologia: la micologia, ritornando alla derivazione greca di múkēs (fungo) e , lógos (studio). Nella presentazione del nostro fungo ho dovuto usare termini molto tecnici (non fosse mai che lo avesse letto un micologo!) come la parola “gasteromicete” che significa semplicemente: “fungo che ha il micelio nello stomaco”, la gleba (nel senso che lo tiene dentro di sé e non nelle lamelle) e “scleroderma” per dire pelle dura. Sono appunto i funghi di quest’ordine che hanno l’interno marmorizzato con i “piselli”.
Ritorniamo al nostro “Tartufo di Boemia” o “dei poveri” per dire la mia sul protagonista: non è vero che è senza radice lo avevo già detto ma lo dimostro con la foto, lui ha un gambo lungo e fibroso e quindi non è vero che ha il micelio con i “piselli” interni, quelli li ha un suo stretto parente, quella grossa palla o biancastra o nocciola che si trova nel bosco e che a maturazione sputa le spore in alto da un buco o fessura che si apre sul dorso, come le comuni commestibili vesce dal simpatico nome “lycoperdon”, da lupo e perdita, che i francesi chiamano “scorreggia di lupo” (noi “scureggia” o loffa).
Scusate il bla bla bla!
Ogni tanto sono serio!