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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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Rimembranze.

23/1/2025 - 17:51


Nulla di più appropriato dell’intestazione della sezione per raccontare piccole storie che mi sono accadute negli anni che lavoravo nel mondo per il Ministero degli affari esteri nella sezione I.C.E. (Istituto Commercio Estero).

Noi, un gruppo di sei o sette tecnici ogni uscita, ci occupavamo dell’allestimento dei padiglioni dell’Italia nelle fiere campionarie nei vari continenti. Un lavoro, a volte faticoso, che doveva essere completato la sera prima dell’inaugurazione ma che poteva anche impegnare le prime ore dell’apertura per cause non certamente dovute a nostra negligenza come successe per la fiera di Dar es Salaam.

Tutto l’occorrente, padiglioni e allestimento interno, era stato spedito dal porto di Napoli in anticipo calcolato, ma imprevisti monsoni tropicali avevano bloccato la navigazione e il tempo passava e noi fremevamo e gli altri paesi gioivano e le scommesse sull’apertura o meno dell’Italia era diventato uno sport che coinvolgeva gli abitanti e le nazioni partecipanti.

Lavorammo tre giorni e tre notti senza riposo e gli altri 15 ore, ma ce la facemmo con titoloni sui giornali locali che osannavano il Tricolore. Venne un po’ di tremarella e strizzotti al petto quando entrarono le autorità e i primi visitatori con la speranza che non strusciassero le pareti appena appena finite di verniciare!

La sera fummo invitati ad una cena all’ambasciata che, guarda caso, era confinante con quella della Cina, paese permaloso, ma che non fece rimostranze quando, spinti da una tifosa ambasciatrice, alzammo di due o tre metri il pennone che portava la nostra bandiera!
La mattina dopo, quando i colleghi dormivano ancora, sono andato a dare una mano per tirare la sciabica con amici locali che mi avevano dato una mano, anzi più mani.

Tre pesci palla spinosi, un pesce ago secco e duro e tante alghe! 

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