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Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice. 

Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. 

Tg3 televisione italiana, Rai servizio pubblico, .....
Con il primo maggio 2026 la rubrica Spazio Donna ha .....
Nascera' una casa del grande centro moderato, con .....
Salario minimo: Elly Schlein😪🥵
Salario giusto: .....
spaziodonnarubr@gmail.com
Con gratitudine, senza i vostri sguardi e le vostre voci, questo cammino non sarebbe esistito.
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Ed eccoci arrivati all'ultima tappa.
A traguardo raggiunto
non si vince alcun premio.
Che strana melanconica condizione!
Un vuoto riempie l'anima .....
Domenica 10 maggio si svolgerà la manifestazione Nazionale Chiese aperte 2026. Quest' anno la sede di Archeoclub d’Italia di Pisa organizzerà la visita .....
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Rimembranze.

23/1/2025 - 17:51


Nulla di più appropriato dell’intestazione della sezione per raccontare piccole storie che mi sono accadute negli anni che lavoravo nel mondo per il Ministero degli affari esteri nella sezione I.C.E. (Istituto Commercio Estero).

Noi, un gruppo di sei o sette tecnici ogni uscita, ci occupavamo dell’allestimento dei padiglioni dell’Italia nelle fiere campionarie nei vari continenti. Un lavoro, a volte faticoso, che doveva essere completato la sera prima dell’inaugurazione ma che poteva anche impegnare le prime ore dell’apertura per cause non certamente dovute a nostra negligenza come successe per la fiera di Dar es Salaam.

Tutto l’occorrente, padiglioni e allestimento interno, era stato spedito dal porto di Napoli in anticipo calcolato, ma imprevisti monsoni tropicali avevano bloccato la navigazione e il tempo passava e noi fremevamo e gli altri paesi gioivano e le scommesse sull’apertura o meno dell’Italia era diventato uno sport che coinvolgeva gli abitanti e le nazioni partecipanti.

Lavorammo tre giorni e tre notti senza riposo e gli altri 15 ore, ma ce la facemmo con titoloni sui giornali locali che osannavano il Tricolore. Venne un po’ di tremarella e strizzotti al petto quando entrarono le autorità e i primi visitatori con la speranza che non strusciassero le pareti appena appena finite di verniciare!

La sera fummo invitati ad una cena all’ambasciata che, guarda caso, era confinante con quella della Cina, paese permaloso, ma che non fece rimostranze quando, spinti da una tifosa ambasciatrice, alzammo di due o tre metri il pennone che portava la nostra bandiera!
La mattina dopo, quando i colleghi dormivano ancora, sono andato a dare una mano per tirare la sciabica con amici locali che mi avevano dato una mano, anzi più mani.

Tre pesci palla spinosi, un pesce ago secco e duro e tante alghe! 

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