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Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Donne contro la guerra

10/3/2025 - 18:55



La nostra voce per un mondo senza conflitti

L'eco delle notizie sui telegiornali è diventato un sottofondo costante della mia vita quotidiana. Le parole "terza guerra mondiale”, portano con sé un'ansia. Da donna, sento il peso di questi avvertimenti in modo profondamente diverso. Non si tratta solo di statistiche o di analisi geopolitiche; ci sono vite in ballo, storie di famiglie, sogni infranti. Guardandomi attorno, vedo amiche e vicini molto preoccupati.

Le generazioni passate hanno già vissuto questo incubo, ricordi di conflitti e distruzioni ancora stampati nel loro cuore. È difficile non provare dispiacere quando mi rendo conto che i potenti del mondo, quegli uomini avidi, sembrano essere incapaci di apprendere dalle cicatrici del passato. Perché il destino di milioni di esseri umani è relegato nelle mani di chi brama potere e controllo, ignorando la fragile bellezza della pace?

Mi fa arrabbiare pensare a quanto sia semplice per loro manipolare le masse, a quanto le loro decisioni influenzino brutalmente la vita quotidiana di chi vive lontano dai tavoli della diplomazia.

Perché la storia deve ripetersi?

Da sempre, noi donne siamo custodi della vita, della cura e del dialogo. Sappiamo bene che la guerra non è mai la soluzione, perché porta solo dolore, distruzione e perdita. Eppure, le decisioni che portano ai conflitti vengono quasi sempre prese dagli uomini, mentre a noi resta il compito di ricostruire, di consolare, di far ripartire le comunità devastate.

Noi donne non possiamo far sentire la nostra voce?

Ma cosa accadrebbe se fossimo noi a prendere le decisioni nei momenti di crisi? Se potessimo portare la nostra esperienza, il nostro istinto di protezione e il nostro senso di giustizia ai tavoli del potere?

Noi donne possiamo scrivere insieme un nuovo capitolo, dove il potere non sia sinonimo di violenza, ma di responsabilità, compassione e comprensione reciproca.

La storia e gli studi dimostrano che, quando le donne partecipano ai processi di pace, gli accordi durano più a lungo e le soluzioni sono più giuste e inclusive.

Questo non significa che ogni donna sia pacifista per natura, né che gli uomini siano sempre inclini alla guerra. Ma noi abbiamo un modo diverso di affrontare i problemi: non con la competizione e il dominio, ma con il dialogo e la cooperazione. Siamo abituate a mediare, a trovare soluzioni senza sopraffare l’altro, a pensare al futuro delle nostre figlie e dei nostri figli e delle generazioni che verranno.

Sento l'urgenza di un cambiamento, di una voce femminile che si alzi e sfidi il sistema, di una rete di donne unite nella lotta per un futuro migliore.

 Dobbiamo ridisegnare le narrazioni del potere, aprendole a nuove prospettive, a nuove soluzioni.

La nostra forza, la nostra empatia, possono essere le armi più potenti contro l’avidità di un mondo che sembra dimenticare il valore della vita umana. In questi momenti di angoscia, voglio scegliere di sperare. Spero di vedere una generazione di donne pronte a rivendicare il loro diritto di partecipare attivamente alle decisioni che ci riguardano.

Noi donne possiamo e dobbiamo essere protagoniste di un futuro senza guerre. Perché la pace non è un'utopia: è una scelta, noi siamo pronte a fare questa scelta?
Alessandra Orsini



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16/3/2025 - 10:52

AUTORE:
Anonimus

...dottore come è possibile che mia moglie sia rimasta incinta, eppure ci son sempre stato attento...te si ma gli altri?

...e poi venne Golda Maier che aggredita da tutte le parti reagì a dovere per non soccombere lei ed il suo popolo.

16/3/2025 - 10:16

AUTORE:
Anna

donne scendete in piazza e fatevi sentire come abbiamo sempre fatto per i nostri diritti e ancora abbiamo da avere per la parità con gli uomini come se fosse facile cambiare le loro teste figuriamoci se smetterebbero di fare le guerre , il loro gioco preferito Quando ero piccola e giocavamo coi maschi la mia mamma non voleva perchè diceva che mio padre non voleva che usassi pistole o altre armi perchè i ragazzi amavano giocare alla guerra o a guardie e ladri sempre, mentre noi femminucce giocavamo a fare le madri con le bambole che diventavano le nostre figlie. Due ruoli ben distinti anche da piccoli. Addirittura noi mi facevano giocare nemmeno a palla a volo o al calcio con i maschi perchè non stava bene. L'unico gioco che mi era permesso con l'altro sesso era la campana o nascondino tutti insieme e senza litigare. E vero sono di una certa età ho vissuto in un quartiere della Campania negli anni 60 ma vedo che ancora oggi i bambini sono attratti dalle armi e i carrarmati che continuano a costruire e a vendere normalmente come possono da grandi far finta che non esistono armi per poter vincere la guerra e il nemico proviamo giocare ancora no? e meno male che ci sono tante mamme e papà che non comprano armi giocattoli ai loro figli chissà perchè? io nemmeno la pistola ad acqua ho mai comprato a mio figlio ed è tra i pochi che odiano la guerra e le risse. La guerra resterà sempre il gioco preferito dei bambini diventati grandi e come il gioco del calcio che pure affascina così tanto. Entrambi portano in un mondo che affascina pieno di soldi di denaro che ti permette il benessere la ricchezza e come il potere di vincere le guerre conquistare il mondo intero con l'uso delle armi, E noi donne cosa possiamo fare se la mentalità umana maschile è cosi determinata verso il potere e la conquista di terre? Educarli alla pace da piccoli all'amore verso il prossimo ad aiutarsi nel bisogno a non comprare armi sia giocattoli che vere a insegnargli che nella vita non esiste il denaro solo per il potere e che bisogna sempre lottare per i nostri diritti ma sempre con onestà e dignità usando la parola e la cultura che impariamo a scuola e non solo ma per essere tutti uguali senza farsi la guerra gli uni con gli altri e senza odio. Utopia? no è possibile insegnando ai nostri figli fin da piccoli che le guerre portano solo distruzione, fame e morte degli uomini stessi e che potrebbe succedere a noi stessi si donne, mamme, nonne, amiche si può fare con il nostro amore e la nostra forza si può scendere in piazza si può aiutare si può distogliere l'uomo dal suo egoismo e aprire i loro aridi cuori e cervelli malati che la vita è nostra la stessa loro vita è importante per gli altri che perderla per una guerra non vale la pena.

11/3/2025 - 19:15

AUTORE:
Denis

Armiamoci e partite è di lunga data, e non c'è guerra che insanguini anche da molto lontano e coinvolga visceralmente tutti indistintamente!
Sarò visionaria ma mi sembra di vedere che sarà data la cittadinanza agli stranieri per inviarli sul fronte di guerra: e saranno i primi!
Ma poi?! D'ogni guerra se ne conosce l'inzio ma non tutte le tragiche conseguenze a cui le popolazioni vanno incontro! È orribile solo il pensiero e orripilante l'idea che non si possa fare nulla per scongiurarla!
Scendere in piazza a manifestare tutta la nostra contrarietà è d'obbligo vista l'emergenza!