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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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Vivere come la camelia.

13/3/2025 - 21:32



Ecco  un  meraviglioso fiore di fine inverno: la camelia.
La bellezza dei petali disposti in maniera eccentrica e la loro particolarità di non cadere fino alla completa morte del fiore, fa sì che questo sia simbolo di eterno amore, ma con piccole diversità rispetto al colore.
Un'altra caratteristica della camelia è la mancanza di profumo, come scrisse Giuseppe Giusti:
…spunteranno foglie e fiori

senza puzza e senza odori,

come le camelie…

Ma qui occorre il mito, greco ovviamente!
Venere volle punire il figlio Eros, Dio dell’Amore ma che,  per la mamma, restava sempre un ragazzino insolente. Ordinò quindi alle Grazie di dare una punizione severissima: 

“Frustatelo e per flagellarlo usate rami di rose, affinché le spine gli lacerino la pelle!”

Tutti gli Dei rimasero sconvolti da tanta crudeltà, ma a Flora venne un’idea…Ordinò a Zefiro di volare nella Terra ove si levava il Sole e di raccogliere i rami di una rara pianta dai fiori rossi assai simili a quelli della rosa, ma dal gambo totalmente privo di spine. Zefiro ubbidì e il bimbo non sentì alcun dolore. Tutto  l’Olimpo rimase estasiato dalla bellezza di quei fiori gentili e soprattutto dal loro profumo intensissimo, che ricordava quello dell’Ambrosia. Venere, scoperto l’inganno si sdegnò nuovamente e stavolta decise di vendicarsi sulla pianta stessa ordinando che venisse esiliata in un’isola sconosciuta e lontana e, come punizione finale, le tolse lo splendido profumo.


A me del profumo non interessa, ma la sua fantastica morte, rimanendo intera e colorata, la vorrei per me: cadere senza perdere le foglie,  così come sono stato nella mia vita!

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15/3/2025 - 10:26

AUTORE:
Sofy

Carissimo Umberto, a noi uomini, poveri mortali fragili e impotenti, e toccata la sorte di morire spelacchiati, sdentati, sordi, ciechi, zoppi, gobbi, brutti e rugosi e per lo più depressi o sconsolati...per avere il privilegio di morire come i fiori carnosi e coloriti come quelli della camelia...bisogna distaccarci precocemente, dissolverci troppo presto...solo allora avremo il compatimento e il rimpianto anche delle persone che non fanno parte della cerchia di amici parenti o familiari!