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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
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Vivere come la camelia.

13/3/2025 - 21:32



Ecco  un  meraviglioso fiore di fine inverno: la camelia.
La bellezza dei petali disposti in maniera eccentrica e la loro particolarità di non cadere fino alla completa morte del fiore, fa sì che questo sia simbolo di eterno amore, ma con piccole diversità rispetto al colore.
Un'altra caratteristica della camelia è la mancanza di profumo, come scrisse Giuseppe Giusti:
…spunteranno foglie e fiori

senza puzza e senza odori,

come le camelie…

Ma qui occorre il mito, greco ovviamente!
Venere volle punire il figlio Eros, Dio dell’Amore ma che,  per la mamma, restava sempre un ragazzino insolente. Ordinò quindi alle Grazie di dare una punizione severissima: 

“Frustatelo e per flagellarlo usate rami di rose, affinché le spine gli lacerino la pelle!”

Tutti gli Dei rimasero sconvolti da tanta crudeltà, ma a Flora venne un’idea…Ordinò a Zefiro di volare nella Terra ove si levava il Sole e di raccogliere i rami di una rara pianta dai fiori rossi assai simili a quelli della rosa, ma dal gambo totalmente privo di spine. Zefiro ubbidì e il bimbo non sentì alcun dolore. Tutto  l’Olimpo rimase estasiato dalla bellezza di quei fiori gentili e soprattutto dal loro profumo intensissimo, che ricordava quello dell’Ambrosia. Venere, scoperto l’inganno si sdegnò nuovamente e stavolta decise di vendicarsi sulla pianta stessa ordinando che venisse esiliata in un’isola sconosciuta e lontana e, come punizione finale, le tolse lo splendido profumo.


A me del profumo non interessa, ma la sua fantastica morte, rimanendo intera e colorata, la vorrei per me: cadere senza perdere le foglie,  così come sono stato nella mia vita!

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15/3/2025 - 10:26

AUTORE:
Sofy

Carissimo Umberto, a noi uomini, poveri mortali fragili e impotenti, e toccata la sorte di morire spelacchiati, sdentati, sordi, ciechi, zoppi, gobbi, brutti e rugosi e per lo più depressi o sconsolati...per avere il privilegio di morire come i fiori carnosi e coloriti come quelli della camelia...bisogna distaccarci precocemente, dissolverci troppo presto...solo allora avremo il compatimento e il rimpianto anche delle persone che non fanno parte della cerchia di amici parenti o familiari!