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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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La calda Tailandia!

22/3/2025 - 8:46


Salutiamo l’oriente con una fiera d’eccezione: Bangkok, la capitale più “erotica” che ci sia!Già arrivati nell’albergo in città dal malizioso nome “First inn”, ti accorgi che qualcosa di strano ci sia se l’addetto alla reception ti chiede il passaporto e ti dà un elenco di foto di donne da scegliere per “compagnia”!
“No grazie, me le cerco da me!”
Giri per la città di notte e una filza di luci lampeggianti ti invitano a vedere un’incredibile serie di amplessi (chiamiamoli così) del tipo: uomo-donna, donna- donna, uomo-uomo e donna-animale!
Una sera, al rientro in albergo, nel salone – bar- discoteca c’era un gruppetto di soldati americani in divisa mimetica che cercavano compagnia nei pochi giorni di libera uscita dal fronte vietnamita. Le ragazze che giravano nella sala, gonnellino nero corto e camicetta bianca semi aperta, avevano una targhetta cucita con un numero.
La 14 mi stava molto dietro, era stata lei a scegliere, non io, mi sedeva sulle ginocchia, beveva dal mio bicchiere, mi carezzava i capelli, profumava da levarti il respiro, ma io cercavo di allontanarla senza essere sgarbato e il motivo era: tutelare la mia salute! 
Me la sarei vista brutta in una lite con sette americani che avevano già “prenotata” la ragazza che non poteva scegliere, ma solo accettare. Queste considerazioni erano facilmente capibili dai gesti di minaccia dei soldati, chiaritemi anche da un inserviente che venne ad allontanare la ragazza e a chiedermi di uscire prima che scoppiasse una lite.
E GUA’!
Non mi sono mai picchiato in vita mia e lo dovrei fare ora con dei complessati americani?

Per calmare la rabbia che mi assalì non ci fu miglior medicina che andare a tuffarmi nella piscina dell’albergo che aveva un bel trampolino e mi invitava a fare vedere all’oriente come si tuffano “quelli di Bocca di Serchio”.
Sul bordo  c’era una ragazza bionda che si prese un annaffiamento per una “seggiolina” fatta volutamente vicina.
Il secondo tuffo, perfetto, di testa, con l’uscita vicino al bordo dove sbattei sulla faccia di quel tipetto che mi baciò sulla bocca e se ne andò richiamata dai genitori. La sera a cena si avvicinò un cameriere per dirmi che quei signori al tavolo nell’angolo avevano piacere che andassi a mangiare con loro: era la ragazza e padre e madre che mi volevano conoscere. Non potevo rifiutare. Era una famiglia svedese che rimase sorpresa che conoscessi Stoccolma, la loro città, e addirittura la strada dove abitavano. Ci scambiammo l’indirizzo con la promessa che per la prossima fiera nel loro paese sarei passato a salutarli.

Non ricordo il nome della ragazza, ricordo solo che mi faceva piedino ed io che mi facevo forza. Non successe nulla ma l’angelo custode, sotto le spoglie di una cameriera, credo, fece sì che non succedesse perché rientrato in camera trovai sul cuscino la foto di mia moglie!

Qualcuno aveva rovistato nella mia valigia, ma non indagai.

Ma allora il libro dell’amore all’inizio cosa voleva dire? Era solo per ospiti arrapati?

Troppa confusione in città, feste in ogni piazza e strada, lingua incomprensibile, cibo passabile, ma ci pensò a distrarmi il loro modo e luogo dove si svolgeva il più incredibile mercato, quello galleggiante, dove chi vendeva lo faceva nel mezzo dei canali del fiume Chao Phraya e dove chi comprava doveva avere una barca o prendere un passaggio. Una cosa strana erano le barche a motore che avevano una barra lunghissima in modo che l’elica fosse lontana dalla poppa e non si facessero onde. Un’altra meraviglia era un tempio che custodiva una enorme statua dorata, sembrava oro massiccio, di Budda dove bisognava fare la fila per andare a toccarlo. Non pregai certamente, ma sembrava doveroso rispettare il paese che ti ospitava e mi inchinai leggermente. I miei colleghi non vennero con me perché “nelle chiese non c’entravano nemmeno in Italia”! ecco perché parlo sempre al singolare!

 

Bangkok bella e seducente, fatta per scapoli vagamondi che cercano
l’E R O S anche se con feroci O R S E!

Io preferisco quello con profumate vellutate R O S E!

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