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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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Corpi di donne: quando il dimagrimento diventa una lotta contro sé stesse

18/6/2025 - 18:44


Sempre più donne si ritrovano a desiderare un corpo più magro. Un desiderio che non nasce solo da una questione di salute, ma spesso da uno sguardo esterno che giudica, misura, pretende.


Molte iniziano con le diete: restrittive, faticose, frustranti. Provano ogni metodo possibile, incontrano nutrizionistə, seguono consigli contrastanti, alternano speranze e fallimenti. E quando il corpo non risponde come dovrebbe – o meglio, come ci si aspetta che risponda – la delusione si trasforma in colpa.


Così, alcune arrivano alla chirurgia. Liposuzione, bendaggio gastrico, palloncino intragastrico. In certi casi, si arriva a interventi più invasivi e definitivi: riduzione dello stomaco, bypass gastrico. Soluzioni drastiche che modificano per sempre il corpo, lasciando segni visibili e invisibili.


Ma cosa ci sta dietro a questa scelta? Cosa ci porta a vedere nel nostro corpo un nemico da correggere, da tagliare, da ridurre? Ci chiediamo mai se, prima di cambiare il corpo, non sarebbe il caso di ascoltarlo? Di costruire con lui un dialogo gentile, paziente, affettuoso?


Perché non è possibile amare un corpo che si subisce. Non si può entrare in armonia con sé stesse se non si accoglie ogni parte di sé, anche quelle che la società definisce "sbagliate".

Ogni cicatrice è una storia: racconta il dolore, la fatica, la speranza. Ma può anche raccontare l’assenza di una cura profonda, quella che parte dall’anima, dalla mente, dalla consapevolezza.


E allora, prima di affidarci al bisturi, fermiamoci. Chiediamoci: chi ha deciso che il mio corpo non va bene? Per chi sto cercando di essere più magra? Che cos'è davvero la salute?


Essere donne in una società che ci impone modelli impossibili è già una sfida. Ma possiamo scegliere di volerci bene. Possiamo scegliere la cura, non la punizione.

Possiamo scegliere l'ascolto, non il controllo. Perché il corpo non è un progetto da rifare, ma una casa da abitare.


Giovanna Loccatelli



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21/6/2025 - 13:56

AUTORE:
AUTRICE Desire'

Capisco o almeno mi sforzo di capire...
ma la vedo soltanto io tutta quella ciccia in sovrabbondanza che messa in evidenza dalle nudite', sinceramente suscita un certo effetto?
C'è un mercato fiorentissimo e assai menzognero di prodotti fintamente "magri" o di barrette e beveroni che si vocifera che siano miracolosi...e intanto miliardi di euro che girano dalle tasche delle persone illuse a quelle che allettano, ammaliano, incantano col preciso intento di ingannare!