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Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
di Mario Lavia
Elly contro Ursula - Il Pd di Schlein si allontana dalla sinistra europea per rincorrere Conte

26/6/2025 - 23:04

Elly contro Ursula - Il Pd di Schlein si allontana dalla sinistra europea per rincorrere Conte

Nel nuovo corso del Nazareno, l’indifferenza verso l’Europa, il silenzio sulle spese militari e il sostegno implicito a posizioni anti-Nato mostrano un Partito democratico sempre meno affidabile

Ormai il movimentismo di Elly Schlein travalica persino i confini italiani e rischia di creare una crisi politica della Commissione europea: «I nostri voti non sono garantiti e vi assicuro che i nostri voti contano». È un’indifferenza crescente, almeno da quando Ursula von der Leyen presentò il famoso Piano di riarmo, sul quale il Partito democratico ha ballato la tarantella in diverse occasioni, dividendosi, dicendo di no, ma poi di fatto votandolo, seppure nell’ambito di una lunga relazione.

Adesso il casus belli è l’ambiente, dopo la decisione di Ursula, d’intesa con popolari e conservatori, di ritirare una proposta di legge anti-greenwashing, una pratica di marketing o comunicazione che mira a creare un’immagine ingannevolmente positiva di un’azienda, un prodotto o un servizio, presentandolo come più ecologico di quanto non sia in realtà.

Schleiniani e socialisti spagnoli si agitano molto, ma è anche vero che il Partito socialista europeo non pare avere intenzione, considerata anche la situazione internazionale, di aprire una crisi politica al vertice dell’Unione europea. Vedremo cosa succederà. Ma la vicenda evidenzia chiaramente che gli schleiniani (che sono un po’ più della metà della delegazione del Pd a Bruxelles, dove i riformisti sono più forti che a Roma) sono ormai più sulle posizioni della sinistra-sinistra e del Movimento 5 stelle che su quelle delle socialdemocrazie europee.

D’altronde, l’evoluzione (o involuzione, a seconda dei punti di vista) della linea del Nazareno sui dossier più importanti è visibile a occhio nudo da mesi, anche se, nelle ultime settimane, ha subito un’accelerazione impressionante.

Non basta una telefonata domenicale alla presidente del Consiglio per accreditare l’idea di un partito affidabile sul piano del governo, se poi non vola una mosca di fronte a una kermesse estremista come quella organizzata due giorni fa all’Aja da Giuseppe Conte, dove, non a caso, era presente un rappresentante dei rossobruni tedeschi, mezzo fascisti e mezzo comunisti (a modo loro).
Il grande capo del M5S può compiere le peggiori schifezze, tanto Elly Schlein non lo mollerà mai. Per ragioni tattiche: senza i voti del M5S – che poi nessuno sa bene quanti siano – il Pd il governo lo vede col lanternino. Ma anche per un’intima consonanza di vedute: su aspetti decisivi di politica estera, come il no alla Nato che assume l’impegno di aumentare le spese militari a causa di un guerrafondaio che si aggira per l’Europa, chiamato Vladimir Putin.

L’avvocato è andato nella capitale olandese a fare il solito comizio in salsa gialloverde, ripescando il populismo da bar sulle liste d’attesa che sarebbero causate dalle spese per gli armamenti. E sono risuonate le peggiori contumelie contro l’Occidente, versione soft del putinismo in purezza.
Ma lei, niente. Anzi, clap clap a Conte: «Sono d’accordissimo con lui: nessuna polemica tra le opposizioni. Il nostro avversario è la destra e siamo impegnati a costruire un’alternativa a questo governo, testardamente unitari come sempre». Anzi, siamo più uniti di prima – è il suo ragionamento. Ed è vero, purtroppo.

Il punto non è voler mantenere un filo unitario con un partito ritenuto indispensabile per battere la destra, il punto è che gliele si fa passare tutte. Si chiama subalternità, o opportunismo. E di opportunismo si può morire.
Come questa linea possa essere compatibile con gli impegni internazionali dell’Italia è un mistero, e a questo riguardo non è difficile immaginare cosa ne pensi il Quirinale. Che ormai è evidentemente una questione, come si dice a Roma, di cui a Elly Schlein non può fregare di meno.





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