none_o

Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com


Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
none_a
di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
none_a
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Mario Lavia
Prodi cercasi - Il campo largo si allarga al centro, ma Schlein non può più essere il punto di equilibrio

2/7/2025 - 8:48

Prodi cercasi - Il campo largo si allarga al centro, ma Schlein non può più essere il punto di equilibrio

Nel centrosinistra molti pensano che sia impari il duello politico tra la segretaria del Pd e Meloni, si moltiplicano le iniziative moderate e riformiste. Serve inventarsi qualcosa, e qualcuno

A meno di sfracelli, oggi imprevedibili, le elezioni non sono vicine, eppure nel centrosinistra si registrano iniziative di vario tipo: come se il puzzle del campo largo si andasse in qualche modo ridefinendo. Si cerca di costruire qualcosa di nuovo, che irrobustisca la coalizione sin qui troppo stretta, andando oltre il tripartito Pd-M5S-AvS: per ora siamo nel campo delle geometrie politiche e non dei contenuti, e vedremo, se nel centrosinistra largo si aprirà un confronto sulla sua proposta politica generale.

Oppure, più prosaicamente, si stanno solamente calando in acqua delle scialuppe, in grado di traghettare gli interessati in Parlamento, da soli o nelle liste del Partito democratico. Si tratta, per ora, di tentativi, esperimenti, cose relativamente piccole. Gli amministratori riformisti, dalla sindaca di Genova Silvia Salis a quello di Napoli Gaetano Manfredi, al gualtieriano Alessandro Onorato; i super-pacifisti legati alla comunità di Sant’Egidio; la lenta scesa in campo di Ernesto Maria Ruffini; e poi ci sono Più Europa, i socialisti, i repubblicani e chissà quante altre cose verranno fuori.

Il processo, dunque, sembra quello di una fioritura di situazioni e nomi diversi: una sorta di ulivizzazione del centrosinistra. Un arricchimento o un intralcio? Dipenderà dalla saggezza dei principali leader di una coalizione, a questo punto, da considerare in fieri e si saprà presto se i tre grandi – Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni – aiuteranno questo processo più plurale e complicato del tripartito, o lavoreranno per ridurne l’impatto mediante il semplice assorbimento nelle loro liste.

Sta di fatto che un’alleanza più movimentata ripropone la stessa questione di trent’anni fa, quando appunto nacque l’Ulivo: serve o no un federatore? All’epoca Romano Prodi aveva tutto per ricoprire quel ruolo: e i partiti di allora, con qualcuno (il Partito democratico della sinistra di Massimo D’Alema) più riluttante degli altri, fecero un passo indietro.

Ma oggi, che un Prodi non sembra alle viste, il problema potrebbe non essere di facile soluzione o perlomeno non risolvibile in un solo modo, cioè, quello di conferire a Elly Schlein, in quanto leader del partito più grande (criterio che vale a destra ma finora non a sinistra), il ruolo di federatrice e candidata premier. Se l’alleanza si allargasse, diciamo così, a destra, ecco che la segretaria del Pd potrebbe non essere il giusto punto di equilibrio tra le diverse istanze politiche e culturali.
Forse Goffredo Bettini, come al solito, autoassegnatosi il ruolo di architetto della coalizione, pensa a un problema del genere quando dice che il Pd «ambisce a promuovere un’idea unitaria e generale del Paese, rifuggendo settarismi ed egoismi di parte». Sembra un invito al Nazareno a non porre la pregiudiziale di Schlein candidata presidente del Consiglio, e questa idea potrebbe anche essere sostenuta da aree del partito che, in questi ultimi tempi, ritengono che la spinta propulsiva di Elly si sia un po’ fermata.

Sono opinioni che hanno preso a circolare in certi ambienti romani dei famosi ceti medi riflessivi e che si saldano con pezzi di Pd che praticamente non hanno più rapporti con la segretaria, soprattutto da Roma in giù. Non a caso Giorgia Meloni, che conosce le magagne in casa degli avversari, farà la legge elettorale che prevederà il nome dei candidati premier sulla scheda elettorale: primo, perché questo getta scompiglio nel centrosinistra; e soprattutto perché lei pensa che il duello Meloni–Schlein è vinto in partenza dalla presidente del Consiglio. Il bello, è che cominciano a pensarlo anche a sinistra.





+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri