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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
Di Mario Lavia
Che fare? Schlein congela il PD ma si avvicina la resa dei conti con i riformisti

5/7/2025 - 8:10

Che fare? Schlein congela il Pd, ma si avvicina la resa dei conti con i riformisti


La Direzione del partito è rinviata al 20 luglio, ma cresce il malessere della minoranza (tranne Bonaccini). Dopo il flop al referendum si rischia una spaccatura, e non è detto che la segretaria sia contraria

La Direzione del Partito democratico non si terrà prima del 20 luglio, cioè, tanto per capirci, a un mese e mezzo dai referendum che malgrado tutte le capriole dialettiche e contabili hanno costituito una sconfitta sonora. Mentre la politica viaggia da un capo all’altro del mondo in due secondi, è un tempo irragionevolmente lungo. Tra l’altro, non c’è bisogno di spiegarlo, la situazione internazionale richiederebbe un punto fermo nell’analisi e nelle decisioni da prendere. Se l’idea del gruppo dirigente e del presidente del partito Stefano Bonaccini è quella di diluire i tempi puntando a una riunione balneare è probabile che facciano male i conti. Perché il nervosismo c’è. E, se non trova un qualche sfogo, la situazione è destinata a peggiorare, come ha fatto capire Lia Quartapelle: «Il Pd è l’unico partito strutturato in Italia, il che implica anche vivacità democratica. Certo, se gli organismi dirigenti si riunissero quando serve (per esempio per una valutazione del voto), ci sarebbero meno interviste. Se si soffoca il dibattito interno, questo poi emerge altrove».

In effetti è tutto un fiorire di interviste. Pina Picierno parlando con Domani ha osservato che «nel Pd ormai zero confronto. Il rischio è che diventi un club ideologico». Lorenzo Guerini in una dettagliata intervista alla Stampa ha praticamente rifatto la linea di politica estera del partito. Ieri sul Corriere un personaggio ormai fuori dal giro, ma attento a ciò che si muove, Luigi Zanda, ha detto che «i partiti sono stati trasformati in movimenti comandati da leader che parlano per slogan. Anche il Pd è caduto in questa trappola», che non è esattamente un omaggio a Elly Schlein. Anzi, la segretaria è definita apertis verbis «senza carisma», come pure Giuseppe Conte: forse un indizio, e non sarebbe il primo, che in certe aree del Partito democratico si comincia a pensare che tra i duellanti Elly e Giuseppi forse è meglio pensare a un terzo uomo (da notare che i nomi che girano sono tutti maschi).

La richiesta di tenere una riunione della Direzione, ormai l’unico posto dove si può discutere, essendo la segreteria, che pure non si riunisce mai, quasi monocolore, era stata avanzata formalmente dalla riformista Simona Malpezzi diversi giorni fa e probabilmente non a titolo personale.

L’irritazione dei riformisti per la gestione accentratrice del partito da parte di Schlein e del suo gruppo ristretto è crescente, di pari passo con le perplessità o l’esplicito dissenso sulla linea politica ritenuta schiacciata su Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni. Per cui è assai probabile che in Direzione la pattuglia dei riformisti metterà nero su bianco la propria critica alla segretaria, anche votando contro la sua relazione. Sarebbe un atto che tra le altre cose sancirebbe la rottura della minoranza con Stefano Bonaccini, che a sua volta finora non ha mostrato intenzione di rompere con la leader, tutt’altro. Soprattutto, si sancirebbe la spaccatura del partito, per la prima volta in modo così formale da quando Elly Schlein guida il Pd.

La segretaria ha comunque molti giorni per evitare il patatrac, se vuole. Il che non è detto: potrebbe trovare utile una chiara scesa in campo della minoranza, per batterla meglio.

 
















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