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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Di Mario Lavia
Schlein ci è o ci fa? - L’Europa difende l’Ucraina, e il Pd antiriformista resta ostaggio di Conte

12/7/2025 - 16:03


Schlein ci è o ci fa?-L’Europa difende l’Ucraina, e il Pd antiriformista resta ostaggio di Conte

Alla conferenza di Roma gli alleati europei aiutano Kyjiv con decisioni concrete e una strategia comune. Il Partito democratico tace, e insegue i populisti

Giorno numero 1234 della guerra russa contro l’Ucraina. Mosca bombarda ovunque. Forse è per questo che il mondo sembra muoversi meno timidamente del solito. Tutti con Kijiv. La domanda è se sia da prendere sul serio Donald Trump. Certo, l’annuncio dell’invio di armi all’Ucraina per trecento milioni di dollari «pagati dalla Nato», se verrà concretizzato nei fatti, non è una bazzecola: confermerebbe che il presidente degli Stati Uniti si è abbastanza stufato di Vladimir Putin. I volenterosi diretti da Emmanuel Macron e Keir Starmer – la liberaldemocrazia al potere – sono sempre coesi e sempre più numerosi.

La conferenza di Roma, aperta dallo splendido discorso di Sergio Mattarella, ha partorito decisioni importanti (accordi per dieci miliardi di euro) per il sostegno al Paese di Volodymir Zelensky, il quale ha ricevuto un appoggio da parte di Leone XIV, ben diverso, cioè molto più convinto, più politico, rispetto a quello di Bergoglio.

Questa conferenza di Roma è stata utile. E non è che siccome l’ha organizzata il governo di destra, allora il Partito democratico può altamente disinteressarsene: magari critico, ma un po’ di attenzione poteva mettercela.

Negli scorsi giorni il Parlamento europeo ha autorizzato l’invio dei missili Taurus con il voto favorevole dei riformisti del Pd e quello contrario degli altri dem. Infatti questo è il punto. Le democrazie di tutto il mondo si muovono nel momento forse di massima aggressività russa perché capiscono che questo è il momento di agire. Chi manca? La sinistra non riformista italiana.

Su questo terreno è Giuseppe Conte a dirigere la sinistra e, per manifesta subalternità, il filoputinismo di fatto dell’avvocato finisce per contaminare e orientare i comportamenti concreti del Pd non riformista. Non c’è convinzione né grande passione per la causa ucraina, lo si è capito da tempo, almeno dalla Direzione del Pd di febbraio, quando la leader pronunciò la terribile frase: «Noi non siamo con Trump e il suo falso pacifismo e non siamo con l’Europa per continuare la guerra».
Siamo sempre lì. L’Ucraina resta una questione che la sinistra italiana non riformista affronta con il retropensiero che, insomma, ’sto Zelensky perché non fa un accordo, visto che non vincerà mai? È la linea cinica e bara di Marco Travaglio, espressa a voce bassa. Per converso, a voce alta è stata santificata Francesca Albanese da parte di Schlein: una cosa bizzarra, dato che la signora non ha mai espresso nessuna condanna verso il terrorismo di Hamas e ha persino messo in dubbio gli stupri del Sette ottobre.

Se ne discuterà nella prossima Direzione: ci saranno un po’ di voti contrari al discorso della leader del Nazareno o finirà tutto, come al solito, a tarallucci e vino?

 

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