Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.
Da Gergiev al gas - Calenda è l’unico leader di partito che ha capito la natura della minaccia russa
Il segretario di Azione condivide l’iniziativa meritoria di Pina Picierno contro il direttore d’orchestra e grande propagandista di Putin, inopportunamente invitato a Caserta. Una posizione moralmente chiara che Schlein e Renzi invece evitano per non disturbare Vincenzo De Luca. Ma l’arte non può coprire l’imperialismo culturale di un regime criminale
Stavolta bisogna dire bravo a Carlo Calenda. Bravo senza se e senza ma. Il leader di Azione ha preso una posizione chiara su questa oscena vicenda del direttore d’orchestra russo Valéry Gergiev che sarà ospitato per un concerto a Caserta dalla Regione Campania di Vincenzo De Luca, improvvisamente impalcatosi a paladino della libertà d’espressione (ma che c’entra? Si esibisca a Mosca, a Pyongyang, a Minsk).
Calenda, citando e condividendo quanto aveva detto Pina Picierno, ha osservato molto semplicemente: «Sono contrario al boicottaggio culturale, ma chi svolge un ruolo politico di fiancheggiamento di un dittatore nemico del nostro Paese non può avere spazio e sostegno in Italia».
D’altronde in questi anni Azione è stato forse il partito più netto nell’opposizione alla Russia, certamente il più intransigente nell’immaginario campo larghissimo: in questa vicenda di Gergiev infatti né Elly Schlein, né Nicola Fratoianni, tantomeno Giuseppe Conte e nemmeno Italia Viva hanno fatto propria l’ammirevole posizione di Yulia Navalnaya, la moglie del dissidente politico russo Alexei Navalny, morto il 16 febbraio del 2024 in un carcere in Siberia in circostanze mai chiarite: «Com’è possibile che nell’estate del 2025, tre anni dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, Valéry Gergiev, complice di Putin e persona inclusa nelle liste delle sanzioni di diversi Paesi, sia stato improvvisamente invitato in Italia per partecipare a un festival?».
Sulla stessa linea di Picierno e Calenda ieri i democratici europei di Renew Europe: «La libertà artistica è sacra, ma non può essere uno scudo per la propaganda. Gergiev non è un direttore d’orchestra imparziale. È uno stretto alleato di Vladimir Putin, la cui guerra criminale in Ucraina ha devastato vite umane e violato il diritto internazionale».
Una posizione non condivisa dal senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto che sarà al concerto con la bandiera dell’Ucraina: «Esistono due diritti: il suo (di Gergiev, ndr) di lavorare nonostante le sue idee e il mio di manifestargli contro. Sono due diritti per cui val la pena battersi proprio perché in Russia di Putin sono cancellati». Una linea che fa a pugni con quella di Renew, ma tant’è: Italia Viva ed Elly Schlein stanno con Vincenzo De Luca (“Delucaschenko”), e forse non si sbaglia a pensare che il Pd e Italia Viva – che tra loro non polemizzano da mesi, mai – non abbiano alcuna voglia di litigare con il quasi ex governatore della Campania alla vigilia dell’accordo su Roberto Fico come candidato in quella regione.
In un certo senso sarebbe persino una lettura meno sconcertante di quella per la quale l’arte è arte, con tanti saluti ai contesti e ai valori. Questi avrebbero ospitato lo scienziato Mengele in un’università italiana?
Ma tornando a Calenda, c’è anche da notare una sua polemica con il Partito democratico su un altro fronte, quella dei canali del gas russo che potrebbero, secondo il documento dell’iniziativa di Andrea Orlando sulla politica industriale, essere riaperti: «Ma potete scrivere sul vostro piano per l’industria “possibilità non inverosimile di una riapertura dei flussi di gas dalla Russia”. Ma veramente oramai siete indistinguibili dai 5S!», è sbottato il leader di Azione.
Chapeau, Calenda.