Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice.
Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
In Redazione è arrivato questo scritto e lo pubblichiamo.
Ho una amica che studiava appassionatamente per fare ricerca all’università ma nessun concorso si è aperto e per vivere ora fa la l’impiegata in un ufficio postale della provincia di Pisa.
La provincia di Pisa comprende decine di piccolissimi paesi con un ufficio postale che non possono chiudere perché è dove si ricevono le pensioni. L’ufficio sta aperto una due volte alla settimana con una sola persona allo sportello.
Non ci sono soldi per un servizio migliore, dicono in alto….ci sono per quello che vi pare…rispondono dal basso in modo generico e confuso.…Quello che segue è l’esperienza narratami dalla mia amica che non farà nomi né di posti né di persone. Una testimonianza.
Nei paesini vivono ancora persone spesso anziane spessissimo donne sole che sappiamo sono più longeve dei loro mariti. La tecnologia e l’informatica procede senza pietà: ora si chiedono a queste donne abilità che non hanno, strumenti che non sanno usare , che sono indispensabili alla vita giornaliera come ce la stanno proponendo.
E qui entra in scena l’essere donna della mia amica. Spesso arrivano alla posta, mi dice, donne sole che smarrite non sono in grado di usare smartfone, scaricare app capire cosa fare. Le dobbiamo mettere tutte in qualche lager per vecchi ? La mia amica generosa ed empatica si dedica con pazienza a risolvere i problemi che chi fa le leggi crea senza capire a chi si rivolge.
Così a sera mi racconta che la stanza di quel piccolo ufficio è diventata una specie di scialuppa di salvataggio: si sa che lì c’è quella giovane che ci aiuta a riempire un modulo illeggibile, che non si innervosisce se siamo lente. Dice che quando allo sportello c’è un impiegato uomo non è la stessa cosa, che gli uomini sono meno pazienti meno addestrati a risolvere i mille problemini quotidiani.
Anna, come chiamerò la mia amica, è stupita di quanto aiuto stia dando, quanto sollievo. Le dico sempre che quel lavoro così mal pagato, con mille responsabilità di gestione del denaro che a sera deve comunque tornare, col vivere ore da sola, alla mercè di sgarberie e tentativi di furto, è una delle infinite invisibili forme di Volontariato. Anche la direttrice è una donna e cerca di fare del suo meglio per risolvere questa valanga di necessità, per denunciare a chi sta sopra di lei la insostenibile situazione.
Le donne, come sempre nelle guerre, perché noi siamo in guerra aggredite dalla tecnocrazia, e questo si è capito, noi donne dobbiamo organizzare e denunciare, organizzare e denunciare. Si riattivino i luoghi di aggregazione smantellati senza essere sostituiti da altri più adatti. . Punti di riferimento di donne che aiutano e si aiutano? E perché no?
Negli anni ’70 nacquero soccorsi di ogni tipo con professionisti che aiutavano la cittadinanza contro gli abusi delle norme e delle leggi. Noi le norme le vogliamo rispettare ma che siano norme praticabili da tutte e da tutti e non solo da chi può pagare commercialista, aiutante informatico eccecc solo per sopravvivere. Questo è un appello. Che la nostra e la creatività femminile ci siano consigliere.
Matilde Baroni 84 anni laurea in fisica e una in psicologia disperata a rincorrere sulle gazzette ufficiali le nuove norme del giorno Perché la Legge non ammette ignoranza . Buon lavoro