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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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si ma in questo caso fa l'esatto contrario. Prende .....
. . . copio il programma delle gite di "Quelli del .....
Se la vogliamo mettere sulle coglionate allora lei, .....
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
di Umberto Mosso
LASSATECE PIAGNE SOLI!

19/7/2025 - 19:20

LASSATECE PIAGNE SOLI!

 

Il 19 luglio 1943 600 bombardieri americani scaricarono su Roma 4000 bombe per un totale di 1000 tonnellate di esplosivo. I morti furono oltre 3000 e i feriti 11mila.

L’obbiettivo militare era lo Scalo San Lorenzo, snodo ferroviario strategico di comunicazione col nord Italia, ma l’ampiezza del bombardamento colpì anche i quartieri limitrofi Tiburtino, Labicano, Prenestino, Tuscolano e soprattutto San Lorenzo, situato proprio tra lo Scalo omonimo e la stazione Termini, facendo nel quartiere la metà dei mortiDopo meno di una settimana il fascismo sarebbe caduto, ma già in quei giorni il regime era allo sbando e Roma era stata lasciata senza alcuna difesa.Subito tutta la città si rese conto dell’immane tragedia e molte migliaia di persone raggiunsero i quartieri colpiti per dare aiuto. Nessuna autorità si recò sul posto. Non il Re o un qualche membro della famiglia Savoia, non il capo del governo, Mussolini. Come se il fatto non li riguardasse, o più probabilmente per paura di una reazione popolare difronte al disastro che loro avevano provocato.

Solo il Vescovo di Roma, Papa Pio XII, volle recarsi immediatamente nei quartieri colpiti per portare conforto e solidarietà, per benedire le vittime e condividere il dolore dei superstiti.La figura di Papa Pacelli che apre le braccia come per stringere a se e dare coraggio ai romani resta, per me, una delle immagini più commoventi e significative della storia di questa città.Canta De Gregori: "E il Papa la mattina, da San Pietro/Uscì tutto da solo tra la gente/E in mezzo a San Lorenzo spalancò le ali/Sembrava proprio un angelo con gli occhiali".

Lo confesso, da non credente e forse scomunicato da quel Papa perché un tempo iscritto al Pci, ho sempre avuto non solo grande rispetto per la sua figura, ma anche una forma di solidarietà per un uomo al quale la storia non ha reso giustizia. Molte calunnie e falsi storici su di lui. Molta voluta incomprensione per uno tra i più difficili, forse il più difficile Pontificato del XX secolo.Mia madre, che era stata dirigente diocesana delle giovani dell’Azione Cattolica di Roma, e in quella veste aveva incontrato più volte Pio XII anche in udienze private dove il Papa parlava fuori dall’ufficialità, mi raccontava un aneddoto riferitole direttamente da lui.Dopo il bombardamento subito Pio XII chiede di preparare un’auto per raggiungere San Lorenzo. Attraversa una città sotto shock, semideserta. Ad un certo punto il Papa vede quattro o cinque ragazzini che corrono verso la zona bombardata. Si preoccupa per loro e fa fermare la macchina.“Ma dove andate?”, gli chiede, “dove hanno bombardato è pericoloso”. E uno di loro gli risponde “Annamo a San Lorenzo a fa i sfollati”. Papa Pacelli lo raccontava in perfetto romanesco.Ridere per l’arguzia popolare, o piangere per le condizioni di abbandono di una popolazione affamata che cercava di sbarcare il lunario anche sfruttando la tragedia?

Il giorno dopo su un muro di San Lorenzo, perché a Roma dai tempi di Pasquino i muri parlano, apparve una scritta “Lassatece piagne soli!”. Dignità e onore, la certificazione del definitivo distacco degli italiani dal regime monarchico – fascista.

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