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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Umberto Mosso
LASSATECE PIAGNE SOLI!

19/7/2025 - 19:20

LASSATECE PIAGNE SOLI!

 

Il 19 luglio 1943 600 bombardieri americani scaricarono su Roma 4000 bombe per un totale di 1000 tonnellate di esplosivo. I morti furono oltre 3000 e i feriti 11mila.

L’obbiettivo militare era lo Scalo San Lorenzo, snodo ferroviario strategico di comunicazione col nord Italia, ma l’ampiezza del bombardamento colpì anche i quartieri limitrofi Tiburtino, Labicano, Prenestino, Tuscolano e soprattutto San Lorenzo, situato proprio tra lo Scalo omonimo e la stazione Termini, facendo nel quartiere la metà dei mortiDopo meno di una settimana il fascismo sarebbe caduto, ma già in quei giorni il regime era allo sbando e Roma era stata lasciata senza alcuna difesa.Subito tutta la città si rese conto dell’immane tragedia e molte migliaia di persone raggiunsero i quartieri colpiti per dare aiuto. Nessuna autorità si recò sul posto. Non il Re o un qualche membro della famiglia Savoia, non il capo del governo, Mussolini. Come se il fatto non li riguardasse, o più probabilmente per paura di una reazione popolare difronte al disastro che loro avevano provocato.

Solo il Vescovo di Roma, Papa Pio XII, volle recarsi immediatamente nei quartieri colpiti per portare conforto e solidarietà, per benedire le vittime e condividere il dolore dei superstiti.La figura di Papa Pacelli che apre le braccia come per stringere a se e dare coraggio ai romani resta, per me, una delle immagini più commoventi e significative della storia di questa città.Canta De Gregori: "E il Papa la mattina, da San Pietro/Uscì tutto da solo tra la gente/E in mezzo a San Lorenzo spalancò le ali/Sembrava proprio un angelo con gli occhiali".

Lo confesso, da non credente e forse scomunicato da quel Papa perché un tempo iscritto al Pci, ho sempre avuto non solo grande rispetto per la sua figura, ma anche una forma di solidarietà per un uomo al quale la storia non ha reso giustizia. Molte calunnie e falsi storici su di lui. Molta voluta incomprensione per uno tra i più difficili, forse il più difficile Pontificato del XX secolo.Mia madre, che era stata dirigente diocesana delle giovani dell’Azione Cattolica di Roma, e in quella veste aveva incontrato più volte Pio XII anche in udienze private dove il Papa parlava fuori dall’ufficialità, mi raccontava un aneddoto riferitole direttamente da lui.Dopo il bombardamento subito Pio XII chiede di preparare un’auto per raggiungere San Lorenzo. Attraversa una città sotto shock, semideserta. Ad un certo punto il Papa vede quattro o cinque ragazzini che corrono verso la zona bombardata. Si preoccupa per loro e fa fermare la macchina.“Ma dove andate?”, gli chiede, “dove hanno bombardato è pericoloso”. E uno di loro gli risponde “Annamo a San Lorenzo a fa i sfollati”. Papa Pacelli lo raccontava in perfetto romanesco.Ridere per l’arguzia popolare, o piangere per le condizioni di abbandono di una popolazione affamata che cercava di sbarcare il lunario anche sfruttando la tragedia?

Il giorno dopo su un muro di San Lorenzo, perché a Roma dai tempi di Pasquino i muri parlano, apparve una scritta “Lassatece piagne soli!”. Dignità e onore, la certificazione del definitivo distacco degli italiani dal regime monarchico – fascista.

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