Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice.
Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Non me ne vogliano i lettori se parlo sempre del mio paese, ma il “giornale” non si chiama “La Voce del territorio pisano” e vedo stonati decine di articoli di paesi lontanissimi dal nostro Serchio che deve avere un bell’altoparlante per arrivare, a volte, fino a Volterra!
Per gli interessati “nostrani” ecco alcune cartoline di Migliarino riguardanti la stazione ferroviaria dato che su un’altra sezione ha destato interesse e discussione.
Le cartoline. più di cento. sono di mia proprietà e trovate sui mercatini in moltissimi anni di ricerca! Questo mi ha spinto a riunirle in un volumetto dal titolo: “100 anni di saluti da…”.
Un po’ di curiosità non guasta mai!
La stazione.
1) Questa in assoluto la più vecchia cartolina della stazione di Migliarino pisano. Viaggiata da Migliarino il 18 ottobre 1907 a Firenze con due 5 cent. verde V. Emanuele, mostra una vaporiera in transito sul nuovo ponte di ferro costruito dopo le lesioni che il transito dei treni provocavano sul ponte in muratura, quello che sopportava traffico e treni!. Si notano le giovani piante della stazione e i mucchi di pietre ancora da sistemare. Edizioni Baroncini
2) Cartolina viaggiata il 3 luglio 1933 da Migliarino, 30 cent. marrone V.Emanuele. Foto di Giuseppe Petri, colore grigio verde che lo distingueva. I versi del Barsotti non sono riuscito a sapere da quale poesia provenissero, ma i treni che ora passavano da qui non erano più vaporiere (neri mostri), ma moderni convogli elettrici.
Nella stazione di Migliarino, come in tutte le altre piccole stazioni, si attraversavano i binari per andare sull’altro marciapiede per l’altra direzione, e questo sempre sotto il vigilissimo occhio del capostazione o del manovratore.
3) Altra stupenda cartolina della stazione di Migliarino pisano.
Anche questa è viaggiata da Migliarino a Firenze il 25 agosto 1930 con 20 cent. rosso centenario F. Ferrucci.
I saluti scritti sul retro evidenziano che sono mandati da una colonia a Bocca di Serchio. Edizioni Giuseppe Petri
4) Cartolina viaggiata da Migliarino il 12 settembre 1938 con un 30 cent. marrone V. Emanuele III°, colore ocra, Proprietà riservata Baroncini.
Ecco come il tipografo, o meglio il Baroncini, chiama ora la via Aurelia: Viale stazione! Sono stati piantati platani sulla strada statale, si è ripulita la zona di fronte al Bar, forse non vi sarà neanche più lo stallaggio, cominciano le pubblicità stradali e una parvenza di nuova strada appare in curva (andrà all’autostrada).
5) Foto di Giuseppe Petri. Anni ’40. Cartolina in bianco e nero, non viaggiata. La stazione aveva una pergola di vite di fianco al caseggiato viaggiatori dove Beppino aveva aperto un bar. I clienti non erano certo i pochi viaggiatori, ma moltissimi paesani andavano a giocare a carte, bere il “ponce” o chiacchierare e addirittura giocare la “schedina” del Totocalcio e non più tardi delle ore 20 della sera del sabato perché le matrici andavano consegnate all’ultimo treno che fermava a Migliarino.
6) Cartolina viaggiata da Migliarino il 28 maggio 1949, edizioni Baroncini, color seppia, serie dentellata, bollo 10 lire rosso. Dalla foto si presume che il traffico viaggiatori sia aumentato data la presenza di ben TRE panchine.
Ai lati della porta di sinistra, la sala d’aspetto con la biglietteria alle spalle, si possono notare due affaretti attaccati al muro in alto. Erano due campanelle che venivano fatte suonare all’arrivo del treno, ognuna dalla parte della provenienza del convoglio, ma i pendolari abituali non guardavano in alto, ascoltavano il suono che facevano i martelletti di bronzo: din-din-din per Viareggio e den-den-den per Pisa, e si preparavano!
Mettetevi nei miei panni e così capirete il perchè sono così attaccato al treno e al paese! Vivevo con la famiglia di mio nonno, ferroviere, nella stazione ma sono stato partorito nel casello che era di là dal Serchio, davanti al passaggio a livello, che costrinse mio padre ad andare a registrarmi a San Giuliano...e me lo porto dietro sui documenti!!