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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
Ricordo di ENZO FIORI della BRIGATA DEI DOTTORI

13/8/2025 - 16:29


Enzo Fiori, ovvero Otello Falaschi, la maschera del “briao fisso” creata da Giancarlo Peluso per la Brigata dei Dottori.Enzo Fiori ci lasciò ventidue anni fa nel 2003.La sua ultima recita fu alla Villa della Cinquantina a Cecina con la commedia La Malintesa di Giancarlo Peluso. Terminato lo spettacolo era più stanco del solito e durante tutto il viaggio di ritorno rimase stranamente silenzioso stringendo con la mano destra la maniglia superiore dello sportello dell’auto. Lui stesso ci ricordava che fu Giulio Pinori a proporgli di entrare nella Compagnia dopo aver conosciuto i suoi trascorsi di attore di giro con compagnie di avanspettacolo.

In effetti l’esperienza e il mestiere acquisiti gli avevano permesso di crearsi una maschera comica che con il tempo aveva affinato e personalizzato.

Fazzoletto al collo, cappello di paglia in testa e l’immancabile fiasco di vino in mano,  appariva in tutte le commedie con il naso rosso paonazzo e l’andatura barcollante facendo ridere di gusto i numerosi estimatori e tutto il pubblico presente.

Ho avuto l’onore di essere per 20 anni una delle sue spalle e quindi di aver trascorso con lui sul palco tante avventure.

Ma vedremo in seguito, che Enzo non era solo Otello ma sapeva bene interpretare anche altri ruoli sia maschili che femminili con altrettanta capacità e padronanza  dei personaggi.

Le maschere di Otello, delle “prime-donne” Cesira ( Giancarlo Peluso) e Colomba (Atos Davini) unitamente a quella di Arturo di Giorgio Casini hanno costituito per decenni l’anima della gloriosa e celeberrima Compagnia pisana che portò il nostro vernacolo, con successo, anche in molte altre regioni d’Italia fino a Bari, passando per Vicenza, Maranello, Viterbo e Amalfi.

Solitamente Otello aveva anche un suo lungo monologo nella parte finale delle commedie dove risaltava tutta la sua capacità mimica e attoriale.
Enzo se lo aggiustava a suo piacimento  anche in funzione delle reazioni del pubblico della serata.

La sua lunga esperienza di palcoscenico gli permetteva di adattarsi a qualsiasi pubblico e a qualsiasi testo ideando battute estemporanee. Spesso queste frasi a affetto rimanevano poi a copione.
Come quella famosa e originalissima che inventò una sera  alla fine della “Di…vino Commedia”.
Un vento forte impediva l’accendersi del  fiammifero in scena e lui ci creò una memorabile gag: “O ragazzi qui o si compra una scatola nuova di fiammiferi o si cambia il finale della commedia!”

Battuta che è rimasta ovviamente a copione e ripetuta ad ogni successiva rappresentazione.

Altra sua dote era il saper improvvisare e adeguarsi con battute e, soprattutto con la mimica, per far risaltare una sua gag o per sottolineare quella dei colleghi in scena.

Sornione sorrideva spesso con quegli occhi piccoli e vivaci, ma era altrettanto geloso delle sue battute.

Se, per caso, noi non gli davamo la giusta frase per farle risaltare, era capace di “rincicchettarci” per bene” all’uscita dalla scena!E pensare che il nostro “briao fisso” era, nella vita reale, astemio. Il fiasco impagliato che teneva in mano era pieno di Coca-Cola!
Fiasco che però non rimaneva mai ricolmo a causa delle sorsate rubate dai compagni di spettacolo.

Per lavoro viaggiava molto e frequentava le migliori osterie di paese delle quali apprezzava i manicaretti che annaffiava però con la sola acqua frizzante.

A Viareggio begli anni ’90 al Teatro Estate la Brigata dei Dottori presentava almeno due commedie.
Un anno furono addirittura 5 le repliche.
Oltre alle due di luglio e di agosto l’organizzatore Tony Filippini ci chiese di inventare qualcosa per settembre. Nacque così Viareggio-Pisa 1 a 1. Era un varietà di scenette alternate a monologhi comici interpretate nel primo tempo dai viareggini e nel secondo da noi pisani.
La scaletta prevedeva anche la scenetta.

L’intervista scritta da Roberto Birindelli, altra colonna della Compagnia che io considero il mio Maestro.
Io, oltre a presentare la serata, ero la spalla di Enzo Era una delle prime volte che la interpretavo, emozionato dimentico di dire il mio nome Marco Di Schiena, negando a Enzo la riposta “io non marco neanche con il culo!”.
Mi fulminò con lo sguardo e si girò su se stesso, ebbi para che mi lasciasse solo sul palco.
Ma lui superò con maestria l’impasse con una battuta improvvisata per darmi modo di riprendere la recita.

Ricordo ancora il suo sguardo severo dopo, dietro le quinte !

Con Walter Meocci, che in seguito sarà il suo naturale sostituto e degno continuatore del personaggio di Otello, avevano una scenetta nella commedia La Dittatora di Aldo Podestà, tra Otello e l’esattore dell’acqua. Un crescendo di mimiche e di espressioni facciali sempre più marcate e incalzanti portavano a travolgenti risate del pubblico.

Ad ogni replica il tempo della stessa aumentava sempre tra gli applausi degli spettatori.

Un’altra scenetta dal ritmo sempre più travolgente era Ir mi fratello Giorgio che Enzo interpretava sempre con Walter Meocci.

Una sera recitavamo a Marina di Pisa su di un palco eretto proprio sul lungomare.

Io lo presentai chiamandolo sulla scena e lui sbucò dagli scogli retrostanti recitando un lungo monologo Amore pesciaiolo basato su l’elenco di tutti i nomi dei pesci.

Sempre creativo e originale.

Con Giancarlo e Giorgio Casini mettevano in scena un classico della rivista.
La sposa e la cavalla e anche qui il successo era assicurato.Nella commedia L’Assi’urazione Peluso rinuncia alla famiglia Sbrana, si ritaglia un ruolo maschile e lascia a Enzo il personaggio della protagonista: Ardelia.

Sempre Ardelia è la protagonista de La settimana bianca un monologo sulle disavventure trascorse durante una vacanza sulla neve.

Tempi recitativi ad effetto, pause calibrate e battute sempre più imprevedibili un effetto comico dirompente.

Un ‘altro classico dell’avanspettacolo, cavallo di battaglia di tanti comici, anche al cinema, è la cenetta Dalla Dentista.

Enzo che l’aveva in repertorio già nelle  compagnie di giro, l’aveva aggiornata e personalizzata per renderla ancora più comica con interventi di forte capacità mimica!

Quante volte, in seguito, io e Walter l’abbiamo riproposta e sempre con immutato successo.

Durante le mie prime presentazioni degli spettacoli a scenette Enzo mi faceva leggere una descrizione sulle doti di una donna, mentre lui in contemporanea declamava le doti di una lepre. I paragoni creavano degli effetti comici esilaranti.

Per il cinema Enzo fu chiamato da Paolo Benvenuti per il ruolo di un contadino nel film Tiburzi nel 1996.

E anche in questa esperienza il nostro attore si distinse per per padronanza recitativa e adattabilità al ruolo assegnato.

 

Ricordo, infine, una delle sue ultime battute: su di un bus affollato sale una signora che dicendo di essere incinta chiede un posto a sedere. Enzo glielo cede e domanda da quanto tempo attende un bambino .

”Da mezzora” E’ la risposta secca.

Mi rimane un unico rimpianto, quello di non aver mai visto Enzo recitare il monologo del contadino che entra in scena con un lungo guinzaglio che ogni tanto strattona imprecando.

Al termine del monologo comico si scopre, con sorpresa, che al capo del guinzaglio tirato in scena, anziché il cane c’è un fiasco di vino !Ciao Enzo, come vedi ti ricordo sempre e, ti assicuro, che oltre che nel mio cuore sei anche in quello di tutti i componenti della Brigata dei Dottori.

Con Giorgio e Giancarlo ora potete trattenervi tra le nuvole, divertirvi e far ridere tutti i santo del Paradiso.

Foto – Giancarlo Peluso, Valdo Mori, Enzo Fiori, Atos Davini. 

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