Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.
La banda musicale di Migliarino
Fu costituita addirittura avanti la prima guerra mondiale. Era allora una piccola fanfara che animava le serate fra amici nell’ambito delle iniziative di sana ricreazione che i duchi Salviati sostenevano e sviluppavano.
La guerra del 15-18, con i gravi compiti che imponeva a tutte le famiglie, segnò una battuta di arresto per la banda. Essa riprese la sua attività dopo la desolazione della guerra, ed ebbe un notevole impulso con il M° Fratini di Pontasserchio, il quale, benché occupato dal suo lavoro di sellaio, seppe trasmettere la sua passione per la musica a tanti giovani.
La seconda guerra mondiale le impose una nuova battuta d’arresto.
Ma la ripresa fu formidabile!
Giunse ad avere anche 40-45 elementi.
Tutta gente che lavorava la terra, ma che, arrivata la sera a casa, correva dal maestro per la prova. E non si contano i servizi alle processioni, anche fuori del paese o in piazza.
Memorabile la “Peregrinatio Mariae” del 1949 quando la banda soddisfaceva anche a due servizi per sera. I Duchi, in modo particolare il Duca Pietro, provvedevano a fornire gli strumenti e tutto il necessario.
Ma come avviene nelle cose “volontarie” cambiando le persone e i tempi, tutto ha fine.
E così fu per la “gloriosa banda di Migliarino”. Ci resta solo questa fotografia!
Testo preso dal libro “Le nostre radici” Migliarino 1879 - 1979 edito nel settembre 1979 in occasione del 1° centenario della chiesa Parrocchiale a cura del parroco Don Luigi Peretti.
La foto 2 è estrapolata da un'altra (che non trovo più) di una “uscita” della Banda a Roma e mostra una rara immagine del poeta-lavoratore Marco Giunio Barsotti in versione “musicista” mentre la 3 e la 4 sono vecchie ricevute degli strumenti musicali che i Duchi consegnavano ai suonatori. Importante notare la data che assicura il periodo di nascita della banda.