none_o

Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice. 

Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. 

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Moreno domanda a Gemini: il film il mandolino del capitano Corelli ha vinto qualche premio cinematografico?
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
Caro sindaco Cecchelli ieri mi sono recata a fatica in via Niccolini presso l'ufficio competente a ritirare i sacchi per l'indifferenziata, previo appuntamento .....
Di Stefano Ceccanti
In Francia è l'ora dell'incertezza.

9/9/2025 - 12:25

In Francia è l’ora dell’incertezza. Gli scenari: decisivi i socialisti
Il prossimo premier verrà dal centro o dai riformisti. È l’unica alternativa possibile allo scioglimento

Roma, 9 settembre 2025 – Con la sconfitta del governo Bayrou si apre una fase di incertezza. Si tratta della terza crisi parlamentare sotto la V Repubblica, ma mentre le due precedenti (Pompidou 1962, Barnier nel 2024) provenivano da mozioni di sfiducia dei gruppi di opposizione, in questo caso è stato Bayrou a porre la fiducia per verificare se fosse ancora in grado di governare, vista la necessità di varare un bilancio austero con mobilitazioni sociali. Non volendo tirare a campare ha preferito lasciare in modo solenne. Il nodo sta nella composizione dell’Assemblea uscita dalle elezioni 2024, che è in sostanza formata da cinque forze: le estreme dei lepenisti e dei seguaci di Mélenchon, i centristi macroniani, che hanno ai loro lati i Repubblicani sul centrodestra, socialisti e verdi sul centro-sinistra. Per riuscire a governare, posta la irresponsabilità delle estreme, le uniche soluzioni passano per accordi che vadano dai Repubblicani alla sinistra riformista passando per il centro macroniano. La legislatura è iniziata col governo Barnier, spostato sul centrodestra, anche perché in quella fase socialisti e Verdi facevano fatica a staccarsi da Mélenchon; si è poi passati a Bayrou, una delle personalità del centro macroniano; ci si attende infine un esecutivo con un premier a cavallo tra centro e sinistra riformista, l’unica alternativa allo scioglimento.

Sullo sfondo l’appuntamento centrale, dato che Macron non si dimetterà anzitempo, resta quello delle Presidenziali 2027, dopo le quali, con tutta probabilità, il neo-eletto scioglierebbe l’Assemblea per sperare sul fatto che gli elettori (come sempre accaduto dal 2002, tranne che nel 2022) nelle successive elezioni parlamentari gli potrebbero dare una maggioranza coerente a suo sostegno, rimettendo il sistema nella sua fisiologia. Questo ammesso che non si producano nel frattempo due variabili che potrebbero mettere in discussione questo esito. Il primo è l’adozione di un sistema proporzionale per impedire che qualcuno possa vincere in modo chiaro le elezioni parlamentari, al fine di rendere stabile un sistema basato sull’aggregazione al centro, in particolare stabilizzando l’autonomia della sinistra riformista da Mélenchon e che continui a tagliare le ali estreme. Si teme altrimenti che un’estrema possa vincere da sola.

Ma cosa accadrebbe se Le Pen e Mélenchon, che non sono sommabili in positivo, con la proporzionale avessero insieme la maggioranza? Non sarebbe questa paralisi un male maggiore? Il secondo è una navigazione debole del nuovo governo successivo a Bayrou che potrebbe portare a uno scioglimento prima delle Presidenziali, dall’estate 2026. In quel caso, visto che l’Assemblea ha una durata minima di un anno, il presidente eletto nel 2027 non potrebbe sciogliere di nuovo e quindi la formazione di una maggioranza coerente per effetto di trascinamento non vi sarebbe. La formazione di un nuovo governo, la cui chiave sta oggi nei Socialisti, può quindi essere un passaggio positivo, ma a patto di evitare questi due rischi.



 

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

9/9/2025 - 16:45

AUTORE:
Elettore di centrosinistra

Di Francia m'intendo poininino, ma da noi non credo che Prodi vincesse due volte su Berlusconi perche il berlusca fosse rincoglionito improvvisamente; come vedi siam passati dai migliori PdC degli anni 2000 Renzi e Draghi e poi alla Meloni che partendo da un 3,5% ora è il maggior partito italiano e la stessa Meloni ha strabattuto tre uomini: Letta del centrosinistra e Salvini/Taiani del centrodestra e...visto che una donna per la prima volta in Italia è al comando del suo partito e del nostro governo, gli emuli PD han giocato la stessa carta con Elena Etel detta Elly Schlein.
Epperò Elena ha vinto facilmente al Nazareno piccionando degli sprovveduti, ma per Chigi la vedo (a suo tempo) dietro Ginevra Giambruno😉.

nb: nei paesi comunistichi vincono sempre i soliti facendo fuori i concorrenti facendo leggi ad personam, o per dinastia come a Cuba e Corea del Nord.

9/9/2025 - 15:47

AUTORE:
Tommaso

Se c'è un responsabile in tutto questo è proprio Macron. E' lui che ha sciolto l'Assemblea Nazionale nel 2024 dopo aver perso le Europee. Nessuno lo obbligava. Ha voluto, narcisisticamente, la prova di forza e si è ritrovato con 66 seggi in meno e senza maggioranza. Aveva chiamato a raccolta tutto il fronte democratico per contrastare Marine Le Pen e il suo RN, cosa che poi è avvenuta. Difatti il Nuovo Fronte Popolare è stato uno dei vincitori delle elezioni, l'altro purtroppo è stato anche il RN, ma nonostante ciò Macron, dopo, ha snobbato la sinistra, e i suoi candidati Primi Ministri, dando l'incarico prima a Barnier, durato 3 mesi, e poi all'esponente dei Republican Bayrou. Partito di destra arrivato ultimo alle elezioni. Ora, come disse " dispetto " nel luglio dello scorso anno, paga il conto e sarà salato. Se si rivolge ai socialisti e al NFP ( però questi lo vogliono far dimettere ) dovrà cambiare politiche, se viceversa scioglie l'Assemblea Nazionale il rischio di prendere una sonora batosta elettorale è pressoche certo. Ricordo che lo scorso anno in termini di voti le destre presero il 37% dei voti e con questi chiari di luna, con la protesta che sta montando ( domani 10 settembre ci sarà una specie di sciopero generale " On bloque tout " ) il rischio che siano aumentati non è da scartatare. A monsieur Macron la balle...
Detto questo chi volesse saperne di più sulla questione francese ( e qui la Voce è fantastica ) puo consultare l'archivio della sezione " partiti e politica " andando al 12 luglio del "24 e leggere lo scritto del prof. Marchi dell'Università di Bologna oppure leggere anche quello che il prof. Ceccanti diceva l'8 luglio, sempre del "24.
Buona serata.