Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.
Da molti anni seguiamo la produzione letteraria e storica di Sergio Costanzo, un autore che tanto ha fatto per far conoscere ai pisani la storia di Pisa dagli albori, una storia spesso dimenticata o cancellata.
Cito le sue opere in questo ambito, da Io Busketo del 2010 a Il fiume si rise, seguiti poi da Ibelin e Il sarto di Palermo, accompagnati da diversi saggi ( La Cattedrale di pietra, Da Zero a Mille) ed altre opere.
Ora, dopo due saggi usciti nel 2022 e 2023 Sergio Costanzo torna al romanzo.
Abbiamo colto questa occasione per ripetere una consuetudine che abbiamo con Sergio, quella di intervistarlo nei momenti più significativi della sua carriera letteraria, per conoscere meglio i vari aspetti e andare oltre il semplice rapporto tra un autore e i suoi lettori.
E sono molto lieto di ospitare in questa rubrica un grande amico della Voce del Serchio.
Allora Sergio, parlaci di questa nuova avventura.
Sono stato animato da molti stimoli diversi, ma convergenti.
L’intento era quello di scrivere una trama non più e non solo pisana, ma di uscire fuori dai confini locali.
Volevo comprendere meglio la figura dell’Arcangelo Michele e della linea su cui sorgono i monasteri a lui dedicati.
Sei riuscito a intercettare Solferino, una casa editrice di tutto rispetto.
Si. La storia a loro è piaciuta subito e li ringrazio per la cura e le attenzioni che mi stanno dedicando.
Il libro esce ufficialmente il 26 settembre in tutte le librerie d’Italia e gli store online e ci sarà un’anteprima giovedì 25 presso il Giardino della Nunziatina in Pisa ( vedi articolo in Eventi).
Perché proprio Michele?
Il culto dell’Arcangelo entra in Italia attraverso la narrazione dei popoli del mare, dall’oriente.
Si radica in Puglia ed è grazie ai longobardi, convertitisi al cristianesimo che ottiene una diffusione nazionale ed europea.
Già nell’alto medioevo, su picchi impervi e isole sperdute, Michele si manifesta (secondo la sua agiografia), e in questi luoghi inospitali vengono costruiti centri di culto.
La cosa meravigliosa è che, dall’Irlanda alla Terra Santa, questi monasteri e santuari sono perfettamente allineati su una linea retta.
La via dell’Arcangelo, dunque.
Sì. La trama si origina nel 795 dopo Cristo, da una piccola baia irlandese e da un’isola impervia che la fronteggia, lo Skellig Mikael.
Un luogo inospitale, uno sperone roccioso dove arditi monaci si erano ritirati in preghiera.
Per vari motivi, che i lettori potranno scoprire, i protagonisti, i fratelli Bren e Flann di Gilroy mac Egan partiranno per un complicato viaggio raggiungendo via via tutti i luoghi segnati dalla linea di san Michele.
Un viaggio complicato?
Moltissimo, andranno per mare e per terra, saranno rapiti dai norreni di Kattegat, riusciranno a sopravvivere a dure prove.
La vicenda dei due fratelli è ovviamente frutto dell’inventiva e delle conoscenze che ho acquisito relativamente a quel periodo storico, ma si inserisce nella storia con la “S” maiuscola.
Nel delicato passaggio dell’Italia dal dominio longobardo a quello carolingio, le operazioni di politica estera di Carlo Magno miravano a estendere i confini del Sacro Romano Impero.
Pochi sanno che l’imperatore franco, alla fine dell’ottavo secolo, iniziò a tessere una trama politica per conquistare anche Costantinopoli e i territori che dominava.
Prima tentò di dare sua figlia Rotrude in moglie all’imperatore d’oriente, poi cercò di coinvolgere in un’intesa militare, il califfo Harun al Rashid di Bagdad.
Quindi non è un romanzo “pisano”.
Non è pisano, è pisanissimo, se mi si passa il termine.
Sui monti pisani nei pressi della Verruca ci sono ancora i resti della Chiesa dell’Angelo, dedicata a san Michele.
I due fratelli passeranno di lì e per Pisa, a cui è dedicato un intero capitolo, la città più importante del medioevo.
Carlo Magno fece muovere le sue spedizioni per mare da Pisa, inviò i suoi ambasciatori su navi pisane e i due fratelli si imbarcheranno su uno di questi convogli diretti in oriente.
Ma i due fratelli troveranno Michele?
Bren e Flann troveranno cose profonde sepolte nei loro cuori, e scopriranno come Michele sia visto e venerato da cristiani, ebrei e musulmani.
Michele è una figura trasversale rispettata dalle tre religioni del Libro.
Ultima domanda. Ma chi ha tracciato questa linea?
La tradizione afferma che nel combattimento tra Michele e gli angeli ribelli, un colpo di spada dell’Arcangelo cadde sulla terra generando una via di fuoco ed energia.
Un messaggio ai lettori, perché dovrebbero acquistare questo libro.
Perché cullarsi nelle tradizioni è bello, ma scoprirne le origini lo è ancora di più.
Perché solo la ricerca e il superamento delle prove ci può rendere migliori, perché molte differenze costruite ad arte per separare i popoli, in realtà non esistono.
È un romanzo e non ho la pretesa che insegni, ma qualche riflessione, in chi legge, potrà scaturire.
Con un grande grazie a Sergio Costanzo, ricordiamo che, dopo l’anteprima alla Nunziatina, il libro sarà presentato domenica 5 ottobre alle ore 14:00 nell’ambito del Pisa Book Festival e poi a Milano il 9 ottobre.