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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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Una donna da conoscere...Kiki de Montparnasse

24/10/2025 - 7:58


Due libri per conoscere Kiki de  Montparnasse

Man Ray, Le violon d’Ingres Alice Ernestine Prin, conosciuta come Kiki de Montparnasse, nasce nel 1901 in una piccola città della Borgogna. Figlia illegittima di una ragazza madre  che  cerca di guadagnarsi da vivere a Parigi, Alice cresce con la nonna e i   suoi cinque fratelli in un contesto segnato dalla disciplina e dalle privazioni che alimenterà il suo desiderio e di libertà e il suo rifiuto di ogni  convenzione.

Adolescente decide di raggiungere la madre nella capitale passando da un lavoretto all’altro. A quattordici anni posa  per  la  prima volta come modella, la madre la caccia da casa, va a vivere in alloggi di  fortuna, dorme su sacchi di sabbia e si lava nelle toilette dei caffè.

 

Capisce subito  che  può  usare  il  suo  corpo  per  mettere  insieme  un  po’  di  soldi,  mostrando il seno o flirtando con gli uomini per farsi offrire un po' di cibo; inizia così una carriera che la porterà a essere celebrata come simbolo di una generazione: non è solo la sua bellezza a renderla magnetica, ma un’attitudine sfacciata e autentica che le apre le porte di Montparnasse, il cuore pulsante della Parigi bohémien.

 

Alice diventa "Kiki", frequentatrice instancabile della vita mondana, diventa amica e confidente  di  maestri  della pittura, scrittori, personaggi come Kisling, Fujita, Soutine, Modigliani, Jean Cocteau, Ernest Hemingway, i dada e i  surrealisti…  ma  soprattutto Man Ray che la immortala nelle sue opere e con cui Kiki ha una relazione lunga ben sei anni. Una relazione burrascosa segnata da gelosia e anche da una certa invidia del fotografo per il talento della compagna che tanta importanza ha invece nello sviluppo della sua visione artistica. 

 

Gli  anni  Venti sono per Kiki un periodo d’oro: lavora con alcuni fra i più grandi artisti dell’epoca, si esibisce nei cabaret, dove la sua voce roca e il suo cancan ballato senza mutandine lasciano il pubblico senza parole.

 

È una pittrice  apprezzata e un’ottima cantante… Estrosa, sensuale, spregiudicata e anticonformista, è considerata uno dei primi esempi di emancipazione sessuale. E' il periodo in cui scopre la cocaina che "le toglie la fame e la rende felice ”, ma la fa anche finire in ospedale in fin di vita per diversi giorni.

 

John Glassco, nel suo Memorie di Montparnasse, scritto nel 1928,  restituisce al lettore una descrizione precisa di Kiki nel  momento  più fulgido della sua vita: “Fra gli ospiti c’era anche la celebre Kiki. A  quel  tempo, come nuovo arrivato a Montparnasse, non ero consapevole del suo status di regina accreditata del quartiere; ma non ci si poteva sbagliare sul magnetismo della sua personalità, sul fascino della sua voce,  o  sulla  bellezza eccentrica del suo volto. Il suo maquillage era un’opera  d’arte in sé: le sopracciglia erano completamente rasate e rimpiazzate da linee delicatamente incurvate come l’accento sulla n spagnola, le ciglia erano cariche di almeno un cucchiaino di mascara, e la bocca, dipinta di un profondo scarlatto che sottolineava l’umorismo furbo ed erotico dei suoi contorni, ardeva accanto al bianco gesso delle guance, su cui con arte consumata, appena sotto l’occhio, era disegnato un unico neo. Il suo viso   era splendido da qualunque angolazione, ma mi piaceva ancor di più di profilo, quando mostrava la purezza di linee di un salmone ripieno. La voce bassa e roca snocciolava innocue oscenità; i suoi gesti erano pochi, ma espressivi. La pena adeguata per un giornalista arrestato di recente per ricatto,  stava  suggerendo,  sarebbe  stata  buttarlo  in  una  latrina pubblica.
«Et puis – la corde», ha mormorato, piegando leggermente le ginocchia per tirare una catena immaginaria.”
Kiki nel ruolo di musa ispiratrice si affranca dalla sua condizione di miseria senza però mai separarsi da quella schiettezza  popolare  che  costituisce  una parte integrante del suo fascino. Nel 1929 racconta la sua storia in un'autobiografia intitolata Souvenirs: non un semplice resoconto dei suoi anni, ma il ritratto pulsante di una vita vissuta al massimo,  narrata  con ironia e disarmante onestà. La prefazione di Ernest Hemingway, suo amico   e ammiratore, ne celebra il carattere unico. «Se siete stanchi dei libri scritti dalle signore scrittrici d’oggigiorno, eccovi   un libro scritto da una donna che non fu mai una signora.

 

Per circa dieci  anni, come spesso capita, Kiki fu lì lì per essere una regina, ma questo naturalmente è molto diverso dall’essere una signora». Il libro viene considerato troppo audace per i tempi e censurato negli Stati Uniti fino agli anni Novanta, tra le sue pagine troviamo aneddoti sull'amore, sull'arte e su quella Parigi  elettrica che Kiki stessa   incarna.
Con l'arrivo della Seconda guerra mondiale Kiki partecipa alla Resistenza distribuendo manifesti antinazisti e, per sfuggire alla Gestapo, parte per la Borgogna. Quando torna a Parigi è sul viale del tramonto. Si droga, beve, la sua bellezza è sfiorita. Non ha più un soldo e prova a mantenersi cantando   o  vendendo  alcuni  suoi  dipinti  ai  turisti.  Ormai,  non  è  che  l'ombra della donna che tutti a Montparnasse desideravano.

 

A soli 53 anni viene trovata senza vita vicino alla porta del suo  appartamento. Mark Braude racconta la vita di Kiki ricostruendone le vicende biografiche con minuzia da storico e contribuendo a restituire spessore artistico a una figura per lungo tempo considerata quasi esclusivamente come la compagna e – appunto – musa di Man Ray. Kiki non fu soltanto musa, modella e cantante, capace con la sua voce di consolare gli afflitti ubriachi nelle notti vellutate di Parigi, ma anche artista magnetica e irresistibile, pittrice dalla creatività esplosiva, che attirava le folle durante le proprie esposizioni, attrice nei primi film surrealisti, il cui memoir finí sulle prime pagine di tutti i quotidiani francesi.

Una figura con cui la storia è stata ingenerosa. La relazione tra Kiki e Man Ray è descritta con sensibilità e dettagli affascinanti, dando vita a una storia d’amore romantica e artistica senza pari. L’autore sfida i preconcetti comuni riguardo agli artisti e alle loro muse, presentando Kiki come una figura poliedrica e imprendibile, molto più di una semplice ispiratrice. La biografia rivela la sua influenza significativa sulla storia artistica e culturale dell’epoca, mettendo in discussione il confine spesso poroso tra l’artista e la musa.

Con una ricerca accurata e una narrazione coinvolgente, Braude offre al lettore un viaggio appassionante nel cuore pulsante di Montparnasse attraverso la vita eccezionale di Kiki.

Kiki de Montparnasse, Memorie di una  modella. Castelvecchi,   2016
Mark Braude, Kiki di Montparnasse: artista, intellettuale, musa fra Modigliani e Man Ray. Neri Pozza, 2022
 
Paola Bernardini



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