Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano
Ci sono donne che, nei secoli, hanno trasformato la loro diversità in forza. Donne che hanno osato pensare, creare, inventare, parlare quando la società le voleva silenziose.
Il 25 novembre non è solo il giorno in cui ricordiamo la violenza subita, ma anche quello in cui celebriamo la resistenza viva delle donne che, attraverso il pensiero, la scienza e la cultura, hanno sfidato l’ordine imposto.
Dalle filosofe dell’antichità, come Ipazia d’Alessandria, che insegnava matematica e astronomia mentre il mondo cercava di cancellarla, fino alle scienziate moderne come Marie Curie, Rita Levi-Montalcini e Margherita Hack, che hanno saputo far brillare la ragione in un universo che voleva toglier loro la luce.
Ci sono state meccaniche, astronome, mediche, ingegnere che hanno inventato strumenti, formulato teorie, costruito ponti e sognato spazi. Hanno scritto libri, pensato sistemi filosofici, aperto scuole, guidato battaglie di libertà.
Ognuna, con la sua voce, ha aperto una breccia nel silenzio. E poi ci sono le donne di oggi, quelle che cambiano il mondo con piccoli gesti quotidiani: un insegnamento, una cura, un’idea nuova, una parola che libera. Sono le eredi di quelle ribelli di ieri trasgressive perché intelligenti, anticonformiste perché autentiche.
Celebrare il 25 novembre significa anche questo: riconoscere la potenza creativa del pensiero femminile, la capacità di trasformare il dolore in sapere, la discriminazione in coscienza, la violenza in visione.
Perché la libertà delle donne non nasce solo dall’assenza di violenza, ma dalla possibilità di pensare, scegliere e creare il proprio destino.
Giovanna Loccatelli