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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Gloria F. Turacchi
ELLY SCHLEIN, MATTEO RENZI E LA DIFFERENZA TRA CHI RESTA NEI CORTEI E CHI FA POLITICA DAVVERO

25/11/2025 - 19:35

ELLY SCHLEIN, MATTEO RENZI E LA DIFFERENZA TRA CHI RESTA NEI CORTEI E CHI FA POLITICA DAVVERO

Partiamo dal primo personaggio: Elly Schlein.
Un’icona costruita più per rappresentare che per guidare.
Più simbolo che leader.
Le sue origini spiegano tutto
___Schlein cresce tra Lugano e gli Stati Uniti, in un ambiente accademico, internazionale, protetto.
Un contesto dove la politica è discussa come teoria, come ideale, come battaglia culturale, non come responsabilità, governo, scelte difficili.


Da lì nasce il suo imprinting:


abituata agli slogan, non ai dossier
più preparata alla protesta che alla proposta
più allenata a guidare cortei che ministeri
più attivista da campus che politica reale
___È la radice di tutto ciò che vediamo oggi.


La Schlein “personaggio”


Un repertorio fisso:
• ditino alzato come se ogni volta dovesse raddrizzare il mondo
• testa inclinata a rimprovero permanente
• tono grave e teatrale
• parole sempre identiche: diritti, disuguaglianze, ingiustizie, “noi dobbiamo”, “basta con”, “serve un piano”


Ma quando si chiede come farlo?
Il vuoto.


Tante emozioni, zero concretezza.
Tanti monologhi, zero progetti.
Tanta indignazione, nessuna responsabilità.


Il PD, sotto di lei, è diventato un corteo costante: slogan, forbici morali, ma nessun piano e nessun governo.


E ORA… PASSIAMO DI FRASCA IN PALO: VI PARLO DI MATTEO RENZI
Perché accanto alla Schlein — personaggio da palco — c’è Matteo Renzi:
uno che può piacere o far arrabbiare, ma è un politico vero.


Renzi è uno che la politica l’ha vissuta, consumata, attraversata:
• a 19 anni era già attivissimo nei comitati civici
• a 29 anni presidente della Provincia
• a 34 Sindaco di Firenze
• a 39 Presidente del Consiglio: il più giovane della storia
• con lui, il PD prende il 40% alle Europee: un risultato che nessuno ha più sfiorato
• riconosciuto e ascoltato a Bruxelles, a Washington, nei summit globali


Un politico instancabile, energico, capace di macinare 10 iniziative in un giorno, di fare campagna porta a porta come un sindaco di paese e, il giorno dopo, parlare al Parlamento Europeo.


E poi ci sono i fatti, non le sceneggiate:
• 80 euro: una scelta concreta, visibile, arrivata alle persone
• Jobs Act: riforma strutturale del lavoro, coraggiosa e impopolare
• unioni civili: fatte, non annunciate
• riforma della PA
• riforma della scuola
• tentativo (fallito) di riforma costituzionale, costato la carriera: giusto o sbagliato, ma un atto politico vero
• la gestione di crisi internazionali con credibilità e relazioni personali, non con slogan


Renzi non è un santo.
Ha fatto errori, e lo sa.
Ma è impossibile negarlo: ha governato, ha scelto, ha rischiato, ha costruito.


Mentre molti parlavano di Europa, lui era in Europa.
Mentre molti discutevano di alleanze, lui volava a Washington o al Cairo per trattare davvero.
Mentre la sinistra si chiudeva nel purismo ideologico, lui si muoveva nel mondo reale.


Schlein vive di slogan.
Renzi vive di politica.


SCHLEIN vs RENZI: DUE UNIVERSI


Schlein
– simbolo
– corteo
– indignazione
– parole riciclate
– moralismo da palcoscenico


Renzi
– riforme
– attivismo reale
– relazioni internazionali
– scelte concrete
– responsabilità politica


Schlein denuncia:
Renzi decide.


Schlein recita:
Renzi governa.


Schlein resta nella bolla dell’ideologia:
Renzi si sporca le mani nella realtà.


CONCLUSIONE
__Elly Schlein, alla fine, è rimasta la stessa figura fotografata anni fa nei cortei studenteschi: sempre contro qualcosa, mai per costruire qualcosa.
La sua politica è ancora quella dei manifesti contro la guerra del Vietnam — con la differenza che all’epoca lei non era nemmeno nata.


È ferma agli anni ’70, ai megafoni, ai cartelli, alle assemblee permanenti.
E tutto ciò che fa oggi è ripetere quel copione, parola per parola.


La politica vera, però, non è nostalgia dei cortei.
È responsabilità, scelte, conoscenza del presente.
È costruire, non sfilare.
È governare, non fotografarsi con il ditino alzato.


E qui la differenza tra Schlein e Renzi diventa abissale.
Una è rimasta nel passato dei movimenti.
L’altro, tra errori e successi, ha attraversato il presente per incidere davvero.


Fine del discorso.






















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27/11/2025 - 8:36

AUTORE:
Bagnaiolo, attivista Pd

Un mio vecchio commilitone romano de Roma, ormai tantissimi anni fa,quando gli dicevo qualche bischerata che non gli tornava invariabilmente mi rispondeva : " ma ce sei o ce fai ?". Ecco ora lo chiedo io a te. Come si fa a dire che Bersani " non chiese le elezioni anticipate per tentare di vincere anche al Senato ". Quell'anno, era il 2013, si è votato a febbraio in seguito alle dimissioni del governo Monti, rimasto poi in carica fino ad aprile 2013, avvenute nel dicembre 2012. Ricordo che Monti divenne Presidente del consiglio nel 2011 dopo le dimissioni del 4° governo Berlusconi. I risultati delle elezioni furono un quasi pareggio tra centrosinistra e centrodestra, con la variabile 5STELLE al 25%.
Bersani provò a fare un governo, chiese ai 5STELLE l'appoggio esterno non l'astensione. Tutti ricordiamo la famosa diretta streaming con Vito Crimi e Roberta Lombardi. Per Bersani fu impossibile fare il governo così come non poteva chiedere nuove elezioni di lì a poco. Possibilità di trovare maggioranza in Parlamento c'erano, eccome, e re Giorgio caldeggiò questa soluzione. Toccò a Letta fare il governo con " chi ci stava ", secondo i voleri del Presidente della Repubblica. Bersani si dimise da segretario PD il 20 aprile del 2013 poco prima della nascita del nuovo governo.
Venendo a Schlein, la richiesta di voti per l'europee, sapendo di non andare poi a Strasburgo se eletta, è stata comune a tanti : Meloni, Renzi ecc. diciamo una cazzata comune di cui non si sentiva il bisogno. Schlein ha appoggiato il referendum sul Jobs-act coerente con se stessa. Certe battaglie si perdono altre si possono vincere. I contratti di lavoro sono accordi tra le parti, private, non li decide Landini da solo. Magari I contratti di lavoro fossero una legge dello Stato. Il futuro referendum è da vincere, la norma sulla separazione delle carriere non porta nessun beneficio ai cittadini, i processi continueranno ad essere lunghi.
Dire, come fa qualcuno interessato, che avremo finalmente un giudice terzo significa che fino ad oggi ci hanno imbrogliato ? Il no al ponte sullo stretto è dovuto e sacrosanto, non perché lo voleva Berlusconi o Renzi o lo vuole Salvini. Semplicemente perché è un'opera assurda, tant'è che ha già subito 2 bocciature dalla Corte dei Conti. Per il resto ti lascio alle tue presunte certezze prive di riscontri oggettivi.
Buona giornata.

27/11/2025 - 0:21

AUTORE:
Bruno Baglini, Migliarino

Ti risulta che io Bruno del Baglini di Migliarino abbia votato Perenzi?
Sai se attualmente sono iscritto ad IV?

La padella bersaniana è questa: non disse a Giorgio Napolitano di volere elezioni anticipate per tentare di vincere anche al senato perchè tanto Giorgio non avrebbe sciolto le camere, così come alcuni piddini dissero che Renzi sbagliò a non chiedere elezioni politiche anticipate per bissare in Italia quel voto europeo che con la legge attuale con il 41% è bastante per governare da soli, ma Giorgio rispondeva picche.
Sempre il Bersani chiese a Crimi un voto ma di astensione per formare un governo simil Andreotti, solo che Crimi non era il Berlinguer che si astenne per dar vita al cosiddetto governo delle astensioni.

Riguardo alle "attenzioni scleiane " che leggo sui post pubblicati su questo giornale parrebbe che la redazione della VdS abbia in odio la segretaria PD ed il tutto mi ricordano le "attenzioni" - qualche scapaccione e cintolate che ricevevo da mio padre quando ero piccino-.
Il tutto perchè mio padre mi voleva bene, raddrizzandomi parecchie volte quando andavo storto.

Ecco alcune delle storture scleiane:
Chiedere voti per essere eletta alle europee con l'intenzione manifesta se eletta di rimanere a casa.
Chiedere e perdere alla grande (39%) il referendum contro la legge sul lavoro voluta dai dirigenti PD e votata dai deputati e senatori PD, fuorchè Civati and Schlein che ora essendo lei la capa PD voleva la rivincita?
Mentre tutti vediamo che sta funzionando alla grande anche con il governo Meloni raggiungendo il massimo delle occupazioni...si ma...pagano poco; è si il Landini fa scioperi politici invece di contratti vantaggiosi per chi lavora.
Altro referendum da perdere alla grande nella prossima primavera su regole giudiziarie volute già dal tempo dal presidente della bicamerale D'Alema e caldeggiate da Vassalli ed altri giuristi di fama.
Il no al ponte sullo stretto di Messina perchè lo volevano Berlusconi, Renzi e la maggioranza degli italiani accorti.
Salvini è un caso apparte come la maggior parte degli italiani lo soppesano.

W Elly quando è testardamente unitaria se per vincere e governare per far le leggi noi del centrosinistra farà come fece Renzi che ingoiò tanti rospi per avere il governo Conte con tanti ministri PD anzichè Salvini solo o male accompagnato e mandar via lo stesso inutile Giuseppe Conte ed il commissario Domenico Arcuri per avere un governo tecnico di salvezza nazionale con Draghi e Figliuolo per uscire velocemente dalla pandemia.
Se per governare dovrà ingoiare i rospi Calenda, Renzi, radicali ed altri, buon pro le faccia.

26/11/2025 - 22:03

AUTORE:
Bagnaiolo, attivista Pd

Un mi fa ride vai, senno mi viene una paresi.Sono proprio curioso di sapere cosa ho " padellato". Il tratto tipico dei renziani : quando li prendi in fallo la buttano in caciara, modello Calenda.

26/11/2025 - 20:59

AUTORE:
BdB

Ora guardo l'Inter con l'Atletico Madrid, poi se ne ho voglia e tempo ti dico dove padelli

26/11/2025 - 19:24

AUTORE:
bagnaiolo, attivista PD

Correggere. Ma cosa vuoi correggere. I pipponi scritti saltando di palo in frasca non sarebbero nemmeno commentabili.
Intanto chi parla male del suo convento è facile che tu sia te ( ti do del tu anche se non ti conosco) ammesso che tu faccia ancora parte del Pd. Le tue pacate offese, a Elly Schlein e ai suoi estimatori, su questo giornale si sprecano. Del duo centrista evito di parlarne e li lascio ai loro fedeli elettori. Elly Schlein è sempre stata unitaria, ha sempre fatto alleanze con Avs e 5Stelle cosa che invece i due sopra hanno sempre schifato. Solo dopo la batosta alle Europee 2024 Renzi ha ricominciato a lisciare il pelo al centro sinistra rendendosi conto che Iv non decollava, quasi come ItaAirway. Per tua conoscenza al comune di Genova la lista di Iv, con Silvia Salis, non c'era, troppo ingombrante aver fatto parte della maggioranza di centro destra che sosteneva l'allora sindaco Bucci con l'assessore Avvente, meglio nascondersi in una più generica lista civica. Bersani non ha mai voluto tornare al voto, chiese a Vito Crimi allora reggente dei 5Stelle i loro voti per fare il governo. Dissero di no e Bersani lasciò il campo, tant'è che poi si dimise anche da segretario del Pd. Il governo per non andare di nuovo al voto lo fece Letta con Berlusconi e altri. Di Battista in questo caso c'entra come i cavoli a merenda, nel 2022 neanche si era candidato e Speranza nel 2013 non se ne era mai andato. Fondò Art1 con Bersani e D'Alema nel 2019.
L'uomo del Papeete fu " sfanculato " in parlamento da Conte prima di dimettersi da capo del governo Lega/5Stelle, non da Renzi.
La lista Casa Riformista è formata da Iv-Socialisti-+Europa-Repubblicani e via andare, ma ancora non è passata dall'esame elezioni politiche.Verrà il tempo.
In conclusione non volevo correggere e invece mi è toccato di farlo. Meglio non scrivere a braccio, meglio leggere e studiare, che anche la memoria si consolida.
Per quanto riguarda il sesso lasciamo fare ai giovani, per gli anziani più che piacere è fatica...buona serata

26/11/2025 - 14:49

AUTORE:
Bruno della Baldinacca, elettore del Cxs

...non è un buon frate.
Nelle ultime elezioni toscane che riguardano anche noi, vediamo che le 4 (quattro liste) che hanno eletto Giani hanno cercato i voti dai cittadini TUTTI e regola per vincere e poi per fare le leggi noi e non altri e di non dire male dei "frati" dello stesso convento, ma cercare di "convertire/convincere" altri cittadini elettori più prossimi per così sgonfiare il centrodestra.

La coglionata che sentivo spesso quando il PD a guida Renzi e con 5 capolista PD giovani e donne si fece cappotto ma, i coglionciotti sinistri-sinistri del pochi ma boni dissero subito: dal 25% di Bersani al 41,08% di Renzi "vordì che tutti un'ènno 'omunisti".

Enrico Letta, un pò per il dente avvelenato quando il 93% del direttivo nazionale PD lo licenziò (il restante 7% era composto da Civati, Schlein, Corradino ed altri)
L'Enrico per due/tre volte si è falciato l'erba sotto i piedi: alle politiche dando retta a Di Battista ed il suo meccanico che gli fecero credere che con Renzi nel cosiddetto campo largo erano più i voti che il Cxs perdeva di quelli che avrebbe guadaggnato insieme a Renzi e vinse Lameloni; alla regione Liguria fregando Orlando per aver rinunciato ai voti di IV.
La riprova menomale si è fatta al comune di Genova che Silvia Salis non si fece scrupoli del "pizziottino" di voti afferenti all'ex segretario PD.

Veniamo alla scissione dell'atomo; Calenda voleva come Marattin essere nominato segretario di quel "partitino" come lo chiami te senza un congresso.
Rosato e Bonetti puntavano all'organizzazione di IV ma Renzi favorì la Paita e..loro? "senendedero" con il primo scissionista.

Dopo il già detto di Letta ci fu Zingaretti che disse a Renzi: non ti presentare per la terza volta alle primarie perchè le rivinceresti e divideresti il partito.

Elena Ethel detta Elly Schlein ultimamente ha mangiato la foglia dicendosi testardamente unitaria per vincere e governare e se vediamo "la storia" dei segretari partendo addirittura da Togliatti vediamo che: Togliatti fu ministro del governo De Gasperi per risollevare l'Italia dal disastro del ventennio fascista e della guerra.
Enrico Berlinguer votò l'astensione al governo Andreotti per uscire dalla morza delittuosa delle br.

Enrico Letta su indicazione del sindaco di Firenze fece il governo con Forza Italia di Berlusconi/Alfano (Bersani voleva ritornare subito al voto per riperdere da Berlusconi ed esser preso per le mele in diretta striming dai copogruppo dei 5*.
Il governo va fatto con chi ci sta e quindi il vice di Bersani lo fece con i voti determinanti di Berlusconi e 9 ministri PD compreso Speranza ritornato.

In seguito ci fu un'altro compromesso (la politica è compromesso, il contrario è guerra continua).
Matteo Renzi mandò a spigare l'uomo del Papeete che con il suo 40% e più voleva, con elezioni anticipate i pieni poteri e quindi governo da solo ed elezione a PdR di Silvio Berlusconi e...
...ingoiando più di un rospo si ebbe il governo Conte (Renzi voleva Carlo Cottarelli PdC) ma il Di Maio disse: io ho la maggioranza relativa dei deputati, o Conte o elezioni. Si ebbe la partecipazione al governo e Mattarella Presidente

... sono andato a braccio, se ho sbaliato-corigimi...ma, 'nsegnare a babbo a far l'amore è cosa ardua🤠Bona🤷‍♀️

piesse: la lista Casa Riformista che era una della 4 per la presidenza Giani.
A Pisa ha preso 2.299 voti-8.9%
A SGT 1.088 voti. -8.8%
A Vecchiano 412 voti -9,0%
Ergo più dei 5*
Quindi mai dire mai, le vie della divina provvidenza sono infinite; cit Giancarlo Pajetta a Pisa in Piazza s. Paolo all'Orto.

26/11/2025 - 12:06

AUTORE:
bagnaiolo, attivista PD

...il discorso lo riapro io.
Cara signora il suo " eroe " se n'è andato dal Pd di sua sponte, creandosi il suo partitino personale con pochi adepti stretti intorno a lui. Briga e ri-briga ma rimane sempre nel suo piccolo mondo. Anzi, ha subito pure una scissione, Marattin, e alcune defezioni, Rosato, Bonetti. Secondo la vulgata dei suoi cantori avrebbe portato la sua creatura a risultati clamorosi in ambito elettorale. Insieme a l'altro fenomeno di Calenda non hanno inciso, di più, si sono presi a pesci in faccia e divisi. Alle europee del 2024 doveva essere il primo partito, neanche superata la soglia di sbarramento. E dopo a pietire un posto, un'alleanza per entrare nel campo del centro sinistra dopo averne detto peste e corna. Poi si lamenta(no) che le persone non lo(i) votano.
Si tenga pure il suo campione e i suoi successi, e non dimentichi i ruoli : una è segretaria di un partito con aspirazioni future, se mai arriveranno, l'altro ha già avuto la sua occasione, fallendola, e ora opera più che altro per se stesso, anche perchè un partito vero alle spalle non lo ha.