Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano

ELLY SCHLEIN, MATTEO RENZI E LA DIFFERENZA TRA CHI RESTA NEI CORTEI E CHI FA POLITICA DAVVERO
Partiamo dal primo personaggio: Elly Schlein.
Un’icona costruita più per rappresentare che per guidare.
Più simbolo che leader.
Le sue origini spiegano tutto
___Schlein cresce tra Lugano e gli Stati Uniti, in un ambiente accademico, internazionale, protetto.
Un contesto dove la politica è discussa come teoria, come ideale, come battaglia culturale, non come responsabilità, governo, scelte difficili.
Da lì nasce il suo imprinting:
abituata agli slogan, non ai dossier
più preparata alla protesta che alla proposta
più allenata a guidare cortei che ministeri
più attivista da campus che politica reale
___È la radice di tutto ciò che vediamo oggi.
La Schlein “personaggio”
Un repertorio fisso:
• ditino alzato come se ogni volta dovesse raddrizzare il mondo
• testa inclinata a rimprovero permanente
• tono grave e teatrale
• parole sempre identiche: diritti, disuguaglianze, ingiustizie, “noi dobbiamo”, “basta con”, “serve un piano”
Ma quando si chiede come farlo?
Il vuoto.
Tante emozioni, zero concretezza.
Tanti monologhi, zero progetti.
Tanta indignazione, nessuna responsabilità.
Il PD, sotto di lei, è diventato un corteo costante: slogan, forbici morali, ma nessun piano e nessun governo.
E ORA… PASSIAMO DI FRASCA IN PALO: VI PARLO DI MATTEO RENZI
Perché accanto alla Schlein — personaggio da palco — c’è Matteo Renzi:
uno che può piacere o far arrabbiare, ma è un politico vero.
Renzi è uno che la politica l’ha vissuta, consumata, attraversata:
• a 19 anni era già attivissimo nei comitati civici
• a 29 anni presidente della Provincia
• a 34 Sindaco di Firenze
• a 39 Presidente del Consiglio: il più giovane della storia
• con lui, il PD prende il 40% alle Europee: un risultato che nessuno ha più sfiorato
• riconosciuto e ascoltato a Bruxelles, a Washington, nei summit globali
Un politico instancabile, energico, capace di macinare 10 iniziative in un giorno, di fare campagna porta a porta come un sindaco di paese e, il giorno dopo, parlare al Parlamento Europeo.
E poi ci sono i fatti, non le sceneggiate:
• 80 euro: una scelta concreta, visibile, arrivata alle persone
• Jobs Act: riforma strutturale del lavoro, coraggiosa e impopolare
• unioni civili: fatte, non annunciate
• riforma della PA
• riforma della scuola
• tentativo (fallito) di riforma costituzionale, costato la carriera: giusto o sbagliato, ma un atto politico vero
• la gestione di crisi internazionali con credibilità e relazioni personali, non con slogan
Renzi non è un santo.
Ha fatto errori, e lo sa.
Ma è impossibile negarlo: ha governato, ha scelto, ha rischiato, ha costruito.
Mentre molti parlavano di Europa, lui era in Europa.
Mentre molti discutevano di alleanze, lui volava a Washington o al Cairo per trattare davvero.
Mentre la sinistra si chiudeva nel purismo ideologico, lui si muoveva nel mondo reale.
Schlein vive di slogan.
Renzi vive di politica.
SCHLEIN vs RENZI: DUE UNIVERSI
Schlein
– simbolo
– corteo
– indignazione
– parole riciclate
– moralismo da palcoscenico
Renzi
– riforme
– attivismo reale
– relazioni internazionali
– scelte concrete
– responsabilità politica
Schlein denuncia:
Renzi decide.
Schlein recita:
Renzi governa.
Schlein resta nella bolla dell’ideologia:
Renzi si sporca le mani nella realtà.
CONCLUSIONE
__Elly Schlein, alla fine, è rimasta la stessa figura fotografata anni fa nei cortei studenteschi: sempre contro qualcosa, mai per costruire qualcosa.
La sua politica è ancora quella dei manifesti contro la guerra del Vietnam — con la differenza che all’epoca lei non era nemmeno nata.
È ferma agli anni ’70, ai megafoni, ai cartelli, alle assemblee permanenti.
E tutto ciò che fa oggi è ripetere quel copione, parola per parola.
La politica vera, però, non è nostalgia dei cortei.
È responsabilità, scelte, conoscenza del presente.
È costruire, non sfilare.
È governare, non fotografarsi con il ditino alzato.
E qui la differenza tra Schlein e Renzi diventa abissale.
Una è rimasta nel passato dei movimenti.
L’altro, tra errori e successi, ha attraversato il presente per incidere davvero.
Fine del discorso.
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