Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano
Non so perché, ma in questi giorni mi sento come se stessi scoprendo un pezzo nuovo di me. Forse succede quando cresci: ti accorgi che certe cose non ti bastano più, che vuoi capire da dove arriva davvero quello che ti fa battere il cuore.
Così ho cominciato ad aprire quei vecchi dischi in vinile che mio zio tiene impilati nel mobile del salotto. Non li aveva mai considerati un tesoro, erano solo “musica della sua giovinezza”. Per me invece sono diventati una specie di atlante segreto.
La prima volta che ho ascoltato Tracy Chapman, ho sentito qualcosa che mi stringeva lo stomaco e allo stesso tempo mi liberava. La sua voce non è perfetta, è vera. Ti arriva addosso senza chiedere permesso, come quando qualcuno ti dice una verità che non volevi sentire ma di cui avevi bisogno.
E poi c’è il blues. Non capivo cosa ci trovassero tutti quegli uomini e quelle donne che suonavano con gli occhi chiusi, dondolando. Adesso l’ho capito: è un ritmo che parte dal pavimento, attraversa le gambe e sale fino al cuore. Ti ricorda che puoi essere fragile e forte allo stesso tempo, che puoi dire tutto anche senza parlare.
Mi accorgo che sto cambiando: quando prendo la chitarra, non cerco più solo di fare le note giuste. Cerco di riprodurre quel feeling, quella specie di libertà che sento nei dischi. Non mi viene ancora, ovviamente. Però quando una nota vibra come deve, dentro sento un piccolo sì. Un sì a me stessa.
A volte penso che crescere sia proprio questo: imparare a riconoscere la propria musica. Non quella che ti dicono di ascoltare, non quella che va di moda, ma quella che ti fa respirare meglio.
E forse un giorno, quando avrò più coraggio, proverò a scrivere anche qualcosa di mio. Per ora mi basta ascoltare, e lasciarmi attraversare.
Di Luna Ferretti