Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).
Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.
Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.
Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".

Il frutto ancora acerbo del fico che viene colto perchè creduto maturo si chiama fio pallone e questo nome viene usato anche per offesa a chi è grande e grosso, ma poo bono.
Un altro nomignolo del fico acerbo, ma questa volta colto volutamente acerbo, è fiazzola. Questa veniva usata come pallina da volano, con l’aggiunta di una penna di gallina infilata nel peduncolo.
C’era una febbrile ricerca di penne nei pollai quando, le sere d’estate, si giocava a tirare i frutti acerbi più in alto possibile, per vedere l’effetto vorticoso che il pesante frutticino aveva, scendendo a paracadute alleggerito dalla resistenza all’aria. Quando poi qualcuno lasciava aperto l’uscetto del pollaio per far prima ad andare a giocare sull’aia, allora ci ”si giocava” tutta la serata: “anche se non sei stato te non importa, vai a chiappà le galline e zitto perchè nsennò vai a letto riscardato‘“!
Secondo era un migliarinese docche come i passerotti più grossi e colorati di marrone scuro, con quella bella testa che la facevan sembrare quella di Moreno quando aveva tutti i capelli pettinati alla Bobbe.
Secondo partì giovanissimo per la guerra d’Africa. Dopo anni di isolamento in quel di Eritrea, senza ricevere altro che un misero rancio di gallette e brodo di lucertola (!), fu chiamato un giorno con massima urgenza al comando di zona e messo sotto torchio con un interrogatorio da corte marziale. Nell’unica lettera ricevuta da Migliarino Pisano (Italia) i familiari, o almeno gli scriventi presunti tali, riferivano al parente lontano che: “le patate erin nate e quel fiino, quello vicino al pozzo che faceva quei bei fiini gentili, era seccato”.
Perché mancavano i classici saluti, domande sulla salute, sul paese? Quel fiino era un classico riferimento a qualcosa di strano e forse pericoloso, non figurava nel manuale della decifrazione dei codici.
Le spiegazioni furono forzatamente accettate, anche perché non c’era un locale da adibire a prigione, ma Secondo fu messo a dieta per venti giorni!
Secondo era amato da tutto il paese per la sua bontà e la sua gentilezza verso chiunque…un po’ meno dagli (fortunatamente pochi) automobilisti che si servivano al suo distributore in piazza a Migliarino che ripartivano senza tappo al serbatoio…era più forte di lui!
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