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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Lucio Rizzica, Il Riformista
UN AVVISO DA ASCOLTARE

21/12/2025 - 18:15

UN AVVISO DA ASCOLTARE

Oggi 'Il Riformista' ha pubblicato un’intervista a Luciano Violante che dovrebbe essere letta da chiunque voglia capire davvero cosa sta succedendo nelle piazze “pro-Pal” italiane. E Violante non è un commentatore qualsiasi: è un ex Presidente della Camera, un giurista, uno dei massimi studiosi dell’eversione e uno che ha vissuto —e combattuto— gli anni del terrorismo. Ma soprattutto è e rimane un uomo di sinistra.


Se Violante dice che ormai “siamo all’eversione, ora misure forti”, non lo dice a cuor leggero.
Lo dice perché riconosce dinamiche che abbiamo già visto e che l’Italia ha pagato con il sangue. E qui c'è la prima verità: gli slogan non sono più solo una protesta, ma sono diventati intimidazione.


Violante fa un paragone che dovrebbe gelare il sangue: gli slogan urlati oggi contro i giornalisti, le minacce, la delegittimazione sistematica, ricordano da vicino quelli dei gruppi che anni fa assassinarono Carlo Casalegno e Walter Tobagi.
Non sono opinioni: ma fatti della storia italiana.


Qualcuno finge di non capire, ma è semplice:
quando inizi a trattare la stampa come nemico, quando costruisci bersagli e liste nere, quando l’aggressività verbale diventa un progetto politico, l’eversione non è più una possibilità: ma è già cominciata.


Ed eccola la seconda verità pronunciata da Violante: l’antisemitismo è tornato, e non per caso. E Violante lo dice con un realismo che fa male, ma è necessario: “L’antisemitismo è dentro la storia dell’Europa.” E oggi lo vediamo emergere in forme nuove e antiche insieme:
• scritte sulle sinagoghe,
• simboli ebraici imbrattati,
• insulti, boicottaggi, minacce,
• la criminalizzazione del solo fatto di essere ebrei,
• la fascinazione per slogan radicali importati pari pari dal terrorismo mediorientale.


E questo non on è un “effetto collaterale”: ma è un ritorno ciclico, e chi ha memoria storica lo riconosce.


Infine c'è una terza verità: in tutto ciò che oggi accade non c’è nulla di spontaneo. Violante parla infatti di “Pro-Pal senza freni”. E Maurizio Molinari, da settimane, denuncia la stessa cosa: infiltrazioni, organizzazioni parallele, slogan e modalità che non nascono nel mondo studentesco ma lo sfruttano, lo orientano, lo spingono verso la radicalizzazione.


Le piazze, in parte, sono un grande contenitore.
Ma chi le dirige ha un’agenda precisa. Ha lo stesso linguaggio, le stesse modalità, gli stessi obiettivi: fiducia zero nelle istituzioni, necessità di fare pressione sulla stampa, normalizzazione dell’odio.


Ci sarebbe poi anche una quarta verità: che non va minimizzato mai nulla, come invece qualcuno da più parti tenta di fare. E per questo forse la frase più importante dell’intervista è questa: “L’unica cosa da non fare è trattare la vicenda come fosse una ragazzata.” È esattamente ciò che in Italia facciamo sempre: arriva il segnale d’allarme e qualcuno sorride, sminuisce, spiega che sono solo giovani, solo slogan, solo rabbia. Poi ci ritroviamo a piangere davanti ai giornali del giorno dopo chiedendoci come sia potuto accadere. Violante dice chiaramente che ora servono delle misure davvero forti, perché:
• la democrazia non è infinita,
• la libertà di stampa non è scontata,
• la sicurezza delle comunità ebraiche non è negoziabile,
• e lo Stato deve prevenire, non inseguire.


E Chi conosce la storia adesso ha il dovere di ascoltare. Violante, checché se ne pensi, è una persona intellettualmente onesta, che ha visto e capito cose che molti fingono di non vedere. Che quando dice le cose che dico io, dà loro un altro peso. Perché le dinamiche che denuncia sono sotto gli occhi di tutti ma pochi hanno il coraggio di dirle. Perché l’antisemitismo che riaffiora dentro la retorica “pro-Pal” è un veleno che parte dalle parole e finisce sempre ai fatti. E perché —è inutile girarci intorno— abbiamo già visto cosa succede quando l’Italia sottovaluta i segnali.










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