Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano
Mattarella non è il Papa: c’è confusione nel pacifismo cattolico
Negli ultimi giorni una parte del pacifismo cattolico italiano ha scelto un bersaglio sorprendente: Sergio Mattarella, accusato di essere “guerrafondaio” e contrapposto al Papa come se i due svolgessero lo stesso mestiere, rispondessero allo stesso mandato, parlassero dallo stesso luogo morale e istituzionale.
È una forzatura grave. E dispiace vederla sostenuta anche da un giurista raffinato come Tommaso Greco.
Nel suo recente post Facebook, Greco arriva a evocare il Papa come correttivo morale dell’azione del Presidente della Repubblica, invitando Mattarella – implicitamente – a “guardare al Papa” per cambiare posizione. Ma qui non siamo più nel legittimo dibattito etico: siamo nella confusione dei piani, dei ruoli e delle responsabilità.
Il Papa è una guida spirituale universale. Parla alle coscienze, richiama l’ideale, indica l’orizzonte ultimo della pace, della fraternità, della riconciliazione. Non governa Stati, non garantisce alleanze, non ha la responsabilità diretta della sicurezza di un popolo.
Il Presidente della Repubblica, invece, non annuncia il Vangelo. Custodisce la Costituzione. Rappresenta l’unità nazionale. È garante degli impegni internazionali dell’Italia, della sua collocazione europea e atlantica, della sicurezza collettiva.
Mettere questi due ruoli in contrapposizione non è solo scorretto: è intellettualmente disonesto.
Colpisce che proprio chi si richiama al pensiero cristiano dimentichi un punto decisivo: la Chiesa non ha mai predicato un pacifismo assoluto. Ha sempre riconosciuto – da Agostino a Tommaso, fino al Magistero contemporaneo – la legittimità della difesa, personale e collettiva, quando è l’unico mezzo per proteggere vite innocenti e fermare un’aggressione ingiusta.
Non è Mattarella ad “andare contro il Papa”. È una parte del pacifismo cattolico che va oltre il Papa, trasformando l’annuncio profetico della pace in una prescrizione politica immediata, astratta, valida sempre e comunque, anche a costo di consegnare i più deboli alla violenza altrui.
Mattarella non ha mai glorificato la guerra. Non ha mai usato un linguaggio bellicista. Ha parlato – come impone il suo ruolo – di difesa del diritto internazionale, di sostegno ai popoli aggrediti, di responsabilità dell’Europa.
Accusarlo di “guerrafondaio” significa svuotare le parole di senso, trasformare il pacifismo in slogan e rinunciare a distinguere tra chi aggredisce e chi subisce.
È un errore morale prima ancora che politico.
C’è un rischio, in questo dibattito: quello di un cristianesimo che si rifugia nella purezza dell’intenzione e abbandona la complessità della storia. Un cristianesimo che chiede allo Stato di comportarsi come una coscienza individuale, dimenticando che la politica è il luogo della responsabilità tragica, non dell’innocenza.
Il Papa può – e deve – dire “la pace è possibile”.
Il Presidente deve anche chiedersi: chi paga il prezzo se la pace viene imposta solo a chi è aggredito?
Forse una replica a Tommaso Greco era necessaria. Non per polemica personale, ma per rispetto della verità.
Perché la pace non nasce dalla confusione, né dalla delegittimazione delle istituzioni democratiche.E perché contrapporre Mattarella al Papa significa indebolire entrambi.
La pace, quella vera, non si costruisce disarmando la ragione. Si costruisce tenendo insieme coscienza morale e responsabilità politica. Senza scorciatoie.
Pietro Giordano
Pietro Giordano è noto per il suo impegno nel movimento sindacale e nella tutela dei consumatori. Dopo la sua elezione in Presidenza nazionale della FUCI, ha iniziato la sua carriera nella CISL, ricoprendo ruoli di segretario generale provinciale e regionale nella Federazione dei braccianti, degli edili e nella FISASCAT (Federazione dei lavoratori del commercio, turismo e servizi) dove ha ricoperto la carica di Segretario Nazionale. È stato poi eletto Presidente Nazionale dell’Adiconsum, associazione dei consumatori fondata dalla Cisl. Attualmente ricopre la carica di Presidente Nazionale dell’associazione “Le Officine della Sostenibilità”.