none_o

Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com


Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
none_a
di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
none_a
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Cristiana Torti
UNA CESURA NETTA E UN CAMBIAMENTO DECISO PER UNA GESTIONE DI QUALITA’ DEL PARCO MSRM

29/12/2025 - 12:03

UNA CESURA NETTA E UN CAMBIAMENTO DECISO PER UNA  GESTIONE DI QUALITA’  DEL PARCO MSRM


Delle affermazioni che l'attuale Presidente del Parco Lorenzo Bani ha fatto in una recente intervista se ne può condividere soltanto una: “l'iter del Piano Integrato si è fermato e bisogna ricominciare da capo”. Per fortuna, aggiungo.
Omette però il Presidente di dire che questo piano, sbagliato e dannosissimo, si è fermato soprattutto per le proteste non solo degli ambientalisti e di alcune forze politiche, ma anche per quelle di una nutrita parte del suo partito, con ben tre Unioni Comunali PD che hanno prodotto documenti giustamente molto critici.
E non è affatto chiaro cosa il Presidente intenda per "cultura della conservazione che può diventare conservatrice", contrapponendola ad un altrettanto fumoso “sviluppo sostenibile del parco". Conservare e tutelare il patrimonio di biodiversità e i vari preziosi ecosistemi è compito primario e istituzionale di un parco. A meno che non lo si intenda come un giardino della domenica, dove si passeggia, si va a vedere le corse all'ippodromo e si consuma un déjeuner sur l'herbe parcheggiando l'auto a un passo. Qualunque risorsa, qualunque fruizione e qualunque sviluppo non può prescindere dal principio fondante di tutelare l’ecosistema.
Anche l'iniziativa, utile e certo molto positiva, di realizzare un centro sulla biodiversità finalizzato all'educazione ambientale recuperando la struttura Giacomini, confligge nettamente con le scelte contenute nel Piano Integrato, che cedono ai comuni la pianificazione di aree delicate e preziose, come la golena d'Arno, i litorali e altro; in questo modo, si toglie nei fatti la tutela su ben 9mila ettari, più di un terzo del territorio del parco stesso.

A cosa serve, mi chiedo, mettere in piedi una bolla di perfezione se poi si tranciano via aree importanti e pregiate? La prima tutela della biodiversità è allargare le aree protette, non dismetterne alcune.
Non spiega neanche il Presidente come mai il Piano Integrato preveda (ossimoro più unico che raro nel mondo dei parchi) delle aree a destinazione militare, che inevitabilmente, per la sola loro esistenza e la loro inevitabile logistica non potranno che distruggere ambienti fino ad ora protetti addirittura dall'Unesco. La proposta, avanzata dallo stesso Presidente, di collocare una base militare dentro il parco stesso è inaccettabile non per motivi ideologici ma perché rompe qualsiasi coerenza con la tutela del parco.
Né è credibile, come nella intervista si ribadisce, che una base militare si possa instaurare nel Cisam senza consumo di suolo. Anche laddove le nuove costruzioni (impossibile, per quanto si sa del progetto) potessero coincidere con il già costruito del Cisam, accessi, strade, presenza di mezzi pesanti, rumore e quant'altro non potrebbero che essere elementi di distruzione dell'ecosistema.
Nel verbale del tavolo interistituzionale, sottoscritto due anni fa da Comune, Provincia, Parco e Regione, nero su bianco già si prevedeva l’abbattimento di 2500 piante secolari di alto fusto; ma stime molto serie documentano la necessità di abbatterne almeno 10.000. La strage di un ecosistema assodato e protetto, e tutto ciò in barba alla millantata tutela della biodiversità. Temi che il Presidente abilmente evita, trincerandosi dietro la Vinca.
La verità è una sola: sull'ambiente e sulla gestione del Parco serve una cesura netta e un cambiamento deciso. Aria nuova, e un cambio di passo fondato su conoscenza scientifica, pianificazione seria e responsabilità pubblica. Solo fondate competenze sulle aree protette ed esperienze nella loro amministrazione possono garantire al Parco MSRM una gestione di qualità.



 

Fonte: Cristiana Torti già docente di Storia dell’ambiente e del territorio. Università di Pisa
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

29/12/2025 - 13:01

AUTORE:
Bruno Baglini-Cittadino del Parco

....nessuno ne parla più!
Come il CESSATO (senza enfasi) poligono di tiro militare di Montioni (MdV).
Così come la Via dei Pini nel Parco di Migliarino che era la discarica ed il casino a cielo aperto più grande della Toscana (quarantadue prostitute di colore; giornaliere ed anche nei festivi fino al giugno 2007)
Parlare "sempre del male che verrà" non si vede il bene naturalmente/naturale ottenuto da semplici cittadini (non sempliciotti).