Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

La sentenza della Corte costituzionale chiarisce un punto fondamentale: la legge della Toscana sul fine vita resta applicabile.
La Consulta ha riconosciuto la legittimità complessiva, confermando che la Toscana ha agito correttamente per organizzare, attraverso la sanità pubblica, l’accesso a un diritto costituzionalmente garantito.
Le indicazioni della Corte riguardano alcuni profili procedurali da correggere, ma non mettono in discussione l’impianto e il senso della scelta fatta.
«Questa sentenza smentisce chi come la destra, in questi mesi, ha sostenuto che la Toscana avesse sbagliato o forzato la Costituzione», dichiara Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e presidente dell’Assemblea legislativa nella scorsa legislatura, quando la legge fu approvata.
«La Corte dice chiaramente che la Regione non ha agito fuori dal perimetro delle proprie competenze e che l’intervento sul piano organizzativo era legittimo».
Mazzeo sottolinea la disponibilità della Regione a dare seguito alle indicazioni della Consulta: «Come abbiamo sempre detto, recepiremo le indicazioni della Corte, valutando le eventuali modifiche che possono migliorare la norma.
Lo faremo con serietà e rispetto istituzionale, senza arretrare sul principio che ci ha guidato: rendere concreti diritti già riconosciuti».Il nodo politico, però, resta tutto aperto.
«Questa sentenza rende ancora più evidente una cosa: serve una legge nazionale sul fine vita.
Una legge che garantisca uguaglianza, certezze e tutele su tutto il territorio nazionale».«Ma deve essere chiaro – conclude Mazzeo – che quella legge non può rappresentare un passo indietro rispetto ai diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale.
La Toscana ha fatto la sua parte.
Ora tocca al Parlamento assumersi fino in fondo la propria responsabilità».
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