Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).
Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.
Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.
Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".
Sembra una cosa scontata dire che occorra vedere con tutti e due gli occhi nella stessa maniera.
Poche persone, infatti, vanno a farsi un controllo visivo, per capire se i due occhi vedono nella stessa maniera .
Spesse volte, più di quanto si possa pensare, i due occhi non vedono allo stesso modo.
Diciamo, per esempio, che un occhio vede 10decimi e l’altro magari 7 decimi o 6 decimi, cosa di cui ci si accorge solo se si fa un controllo optometrico.
Comunque ce ne possiamo anche accorgere in maniera semplice, basta affacciarsi alla finestra, guardare con entrambi gli occhi un cartello stradale, un manifesto leggibile o qualunque altra cosa visibile in maniera chiara con entrambi gli occhi e poi, occludersi prima l’occhio destro, poi l’altro occhio , quello sinistro, per capire se l’immagine vista in entrambi i casi è la stessa.
Qualora l’immagine di uno dei due occhi non sia uguale o sufficientemente simile all’altro occhio, allora occorre andare a fare una visita oculistica, per rimediare , se possibile all’inconveniente.
Si…..dico, rimediare , se possibile, perché, se quella differenza di cui ci siamo accorti a 40/50 anni è sempre esistita e non ce ne siamo mai resi conto prima, può essere nel maggiore dei casi che non si possa neanche rimediare, perché l’occhio che vede meno e che ha sempre visto meno per tutti quegli anni, può esser diventato un occhio cosiddetto “pigro”, ……cioe’ non avendo mai visto bene come l’altro occhio si è messo in disparte facendo lavorare al meglio l’occhio migliore e rimanendo alla sua ruota, come si dice in gergo ciclistico.
Cosa succede, quindi, se ci accorgiamo della diversità di visione dei due occhi?
In particolare niente , perché la visione continuerà come sempre, ma la cosa più importante in questi casi di “ambliopia” (diversità di visione fra i due occhi) riguarda la cosiddetta “profondità di campo”.
Cerco di spiegare in maniera più semplice possibile il problema.
I nostri occhi, in condizione di funzionalità perfetta di entrambi , ci permettono di poter capire e determinate a certe distanze se un oggetto è avanti ad un altro e che distanza può esserci fra i due e noi!!!!
Per esempio siamo in fila con la macchina e cerchiamo di capire se fosse possibile superare le macchine che ci precedono.
La prima cosa da tenere presente è capire, con la massima precisione, a che distanza è la macchina che da lontano si avvicina verso di noi in senso contrario, e a che distanza è la prima macchina della fila che vogliamo sorpassare .
Questo lo si può fare in maniera perfetta solo se i due occhi hanno la stessa efficienza visiva, perche’ uno dei due (semplificando di molto il discorso) si interessa della macchina che ci viene incontro e l’altro si incarica di vedere a che distanza è la macchina che ci precede.
Facile capire a questo punto che se uno dei due occhi non vede bene, una di queste due distanze può essere falsata e quindi dare indicazioni errate per il nostro comportamento; cosa del tutto infausta, perché nel caso delle macchine preso in esame, sarebbe un bel pasticcio.
Diverso ovviamente il discorso se si parla, invece di macchine, di un cartello indicatore posto prima di una strada da imboccare, avremo qualche difficoltà a capire quando girare dopo il cartello, ma non ci saranno certamente problemi particolari.
Comunque la raccomandazione è di fare le prove suggerite a casa, da voi stessi, per capire se i due occhi vedono nello stesso modo.
Vi voglio comunque fare di nuovo la raccomandazione, perché ciò che ho detto ha valore 7 su 10 durante le ore diurne, mentre ha valore fondamentale 10 su 10 durante le ore notturne, quando , come detto anche in altri articoli precedenti, la “profondità di campo” al buio pone grosse difficoltà già a chi ha una visione perfetta……..figuriamoci a chi ha dei problemi visivi!!!!!
Ci tengo a precisare ancora una volta, che nei miei articoli, faccio esempi semplici, in certi casi, poco tecnici, perchè, facendo diversamente, rischierei di non interessare più di tanto il lettore, che non ha certo bisogno di formule tecniche ma di cose semplici da capire e potere eventualmente verificare.
Come sempre a disposizione dei lettori per domande o curiosità, sia attraverso la “Voce”, sia personalmente in negozio.
Auguri di buone feste a tutta la redazione e a tutti i lettori della “Voce”
Venanzio Fonte
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