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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Umberto Mosso
REFERENDUM, PERCHE’ VOTARE Sì

30/12/2025 - 20:18

REFERENDUM, PERCHE’ VOTARE Sì


In vista del referendum sull’ordinamento giudiziario, l’invito preliminare è uno solo: leggere il testo della legge. Otto articoli, chiari e verificabili, che consentono di andare oltre slogan e mistificazioni da campagna elettorale. Perché la legge al voto non è una riforma complessiva della giustizia, né pretende di esserlo, ma un intervento mirato per riallineare l’ordinamento giudiziario alla riforma del processo penale del 1988.
Da 38 anni l’Italia ha adottato un modello accusatorio che richiede un giudice terzo e imparziale rispetto ad accusa e difesa. Un principio rimasto incompiuto, con effetti distorsivi evidenti, il pubblico ministero percepito come un “giudice”, e le sue iniziative trattate mediaticamente come sentenze. La riforma punta a ristabilire l’equilibrio previsto dal sistema accusatorio, a partire dalla separazione delle carriere tra giudici e pm, funzioni diverse che richiedono anche competenze e formazioni differenti.
Ma il cuore della riforma non è tanto questo. La vera novità, della quale i sostenitori del NO non parlano molto, è l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i pm, e di un’Alta Corte disciplinare. In questi organi, nei quali i magistrati saranno la maggioranza, i componenti togati saranno selezionati tramite sorteggio, superando il sistema delle trattative tra le correnti dell’ANM e quanto ha prodotto scandali come il caso Palamara. Il sorteggio rende tutti i magistrati potenzialmente eleggibili e riduce il peso delle logiche politiche e associative.
Anche nell’Alta Corte disciplinare la componente togata, sempre in larga maggioranza, sarà scelta per sorteggio, senza elenchi predisposti dal Parlamento che, viceversa, saranno istituiti per i componenti “laici”. Un meccanismo che, secondo i sostenitori del Sì, rafforza trasparenza e credibilità, senza intaccare l’autonomia della magistratura. Nessuna modifica costituzionale è prevista su questo e restano intatti i principi di indipendenza garantiti dalla Carta e dal controllo della Corte costituzionale.
Da qui la scelta di votare in modo convinto Sì, respingendo le accuse di una riforma “punitiva” o funzionale al controllo politico dei pm. La conferma del SI non indebolisce la magistratura ma rappresenta un primo passo verso un processo più equo.
Sono consapevole che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in questa fase, mantiene un profilo defilato sulla consultazione referendaria, ribadendo la necessità di non politicizzare il voto e sostenendo che qualunque sarà l’esito non produrrà conseguenze sull’assetto del governo. Allo stesso tempo, appare evidente che, in caso di affermazione del Sì, la stessa Meloni non mancherebbe di rivendicare politicamente il risultato.
Si tratterebbe tuttavia di una lettura di corto respiro, qualora la campagna referendaria si sviluppasse restando ancorata al merito della legge sottoposta a conferma e qualora le forze laiche e riformiste schierate a favore del Sì riuscissero a esprimere con chiarezza le proprie ragioni, garantendo una presenza visibile e incisiva nel dibattito pubblico.
In questa direzione si sta muovendo il Comitato “Sì Separa”, presieduto dall’avvocato Gian Domenico Caiazza, figura ben conosciuta anche in Italia Viva per l’impegno profuso negli anni sulle battaglie per una “giustizia giusta”. Un percorso che trova continuità nel sostegno a questa riforma, considerata, pur nei suoi limiti, un passo avanti significativo nel processo di rinnovamento del sistema giudiziario.







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