Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Nella mitologia greca, le ninfe erano divinità femminili minori che, a differenza delle altre dee greche, sono generalmente considerate personificazioni della natura e sono tipicamente legate a un luogo o a una forma di terra specifica. Erano immortali come le altre dee, ad eccezione delle amadriadi, la cui vita era legata a un albero specifico. Oltre che potenze divine legate ai boschi, ai monti, alle acque, alle sorgenti e agli alberi, dai quali prendevano i nomi, le ninfe erano di costumi molto aperti alle unioni con dei, maggiori o minori, e anche con uomini “mortali”. Conosciutissima è quella fra l’oceanina Calipso e Ulisse.
Altrettanto “libidinosi” erano i satiri generalmente raffigurati come esseri umani barbuti con orecchie, corna, coda e zampe caprine e vengono sempre mostrati completamente nudi e rappresentati come esseri lascivi, spesso dediti al vino, alla musica, a danzare e tentare di sedurre o violentare le ninfe, o donne mortali allo stesso modo, di solito con scarso successo.
Ecco un episodio non riportato dai libri di mitologia: diversi Satiri ubriachi ed eccitati rapiscono un gruppetto di Ninfe alle pendici dei nostri monti, cercando di possederle, ma inutilmente finché, arrabbiatissimi, le portano in alto nel cielo gettandole nel vuoto. Le urla delle ragazze richiamano il padre Giove che tramuta il suolo pietroso in un lago ricoperto da enormi foglie galleggianti che attutiscono l’urto. Le ninfe vengono tramutate in magnifici fiori e gli abitanti del luogo non ebbero difficoltà a dare loro il meritato nome, ma alla foglia preferirono darle un altro, nome che è rimasto in un piccolo lembo della nostra terra, il Padule di Massaciuccoli e zone limitrofe.
Siete curiosi?
Le foglie delle ninfe noi le chiamiamo “parapotte”!
p.s.
restando in tema di donne e calendario c’è una vecchissima storiella di un gruppo di francesi che il giorno dell’Epifania erano in giro nei loro possedimenti del sud Italia. Quando chiesero chi fossero quelle ”donne” con abiti festosi e ceste di regali che giravano per le strade, fu risposto che quelle erano “Befane”. Rimasero stupiti avendo capito che erano effettivamente “Belle femme”!
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