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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
Antonio Mazzeo
“Minacce e odio sui social, appello alla destra: fermare la deriva”

9/1/2026 - 16:43

Sono abbastanza abituato alle minacce e agli insulti che arrivano sui social.
Per chi fa politica, purtroppo, è qualcosa che va messo in conto.

Inizio però a essere davvero preoccupato per il linguaggio d’odio e per il livello della violenza politica — finora solo a parole — che sta crescendo nel dibattito pubblico: una visione che normalizza l’odio, legittima la repressione e trasforma l’avversario politico in un nemico da eliminare.

Qualche giorno fa il coordinatore di Fratelli d’Italia di Empoli parlava di “sterminare i comunisti”.
Oggi ho ricevuto questi due commenti su Facebook che auspicano il mio arresto da parte di Trump e richiamano Guantánamo, uno dei simboli più evidenti della sospensione dei diritti, dell’arbitrio e della violenza di Stato.

Non sono provocazioni qualsiasi.
Sono parole che evocano la negazione delle libertà fondamentali, che banalizzano la repressione e che trovano oggi una pericolosa legittimazione nel linguaggio politico di Trump e del movimento MAGA, che sdoganano l’idea che il dissenso vada punito, anche con la forza.

Non sono episodi isolati, né semplici “eccessi verbali”.
Sono il prodotto di una narrazione politica che avvelena il confronto pubblico e rende accettabile ciò che fino a poco tempo fa sarebbe stato unanimemente considerato inaccettabile.

La politica ha una responsabilità enorme: le parole contano.

Per questo rivolgo un appello a tutte le forze politiche, ma in special modo alla destra:
prendiamo le distanze, senza ambiguità, da questo linguaggio e da questi modelli culturali.
Difendere il confronto democratico, anche duro, è un dovere comune.
Strizzare l’occhio all’odio, alla repressione e alla violenza, anche solo verbale, è una responsabilità che non possiamo permetterci.

La storia ci insegna che certe parole non sono mai innocue.
È da lì che iniziano le derive che poi tutti dicono di non aver voluto.
Oggi siamo ancora in tempo per fermarci.

Domani potrebbe essere più difficile.

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