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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
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Una donna da conoscere: Bianca Garufi

11/1/2026 - 9:49


Bianca Garufi, ricordata soprattutto come la Leuc  che fece innamorare Cesare Pavese, è stata una scrittrice, poetessa, saggista e psicoanalista junghiana, oltre che protagonista dimenticata della Resistenza romana.


“Se non la vita”
Sono stata cavalla mucca farfalla Sono stata una cagna una vipera un’oca
Sono stata tutte le cose mansuete e ampie della terra
il vuoto del corno che chiama alla guerra l’oscuro tunnel dove sferraglia il treno la caverna a notte dei pirati
Sono stata quella che sempre deve essere là una certezza quadrata
Sono stata tutto ci  che poteva servirti a prendere il volo sono stata anche tigre cima e voragine strega
sacra e terribile bocca dentata
Come avresti potuto altrimenti essere tu il cacciatore l’esploratore l’eroe dalle mille avventure? Sono stata persino terra e luna perché tu potessi metterci
il piede sopra

E adesso
questa ruota si è fermata devo fare una cosa mai fatta forse mai esistita una cosa anche per te ma soprattutto per me per me sola tanto autentica e nuova
che trema persino il volto della vita.       Bianca Garufi

 


Bianca nasce nel 1918 a Roma da una coppia di aristocratici siciliani: la madre, unica superstite di una ricca famiglia annientata dal  terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908, è una donna forte e in anticipo sui tempi, con la quale la figlia avrà sempre un rapporto molto complesso. Cresce in un ambiente colto, studia in un collegio romano e trascorre le vacanze estive nel palazzo di famiglia a Letojanni, vicino a Taormina. Qui sviluppa un forte amore per la Sicilia, per la sua cultura e per i suoi miti, che in seguito influenzerà sia le sue opere letterarie, sia il suo interesse per la psicoanalisi junghiana, dove il mito assume un ruolo fondamentale.


Durante la guerra, a Roma, entra nella Resistenza e collabora con Fabrizio Onofri, figura di spicco del PCI che organizza una rete di supporto alle persone perseguitate. Nel 1944 inizia a lavorare negli uffici romani della casa editrice Einaudi, con Natalia Ginzburg e con Cesare Pavese. L’interesse comune per i miti greci, gli archetipi junghiani e la letteratura lega Bianca e Cesare e presto tra loro nasce una relazione intensa, ma travagliata, tra affinità e diversità. Lui le dedica una delle sue opere maggiori, i Dialoghi con Leuc , (Leuc  è una trasposizione greca del nome Bianca), oltre a diverse poesie; insieme danno vita al progetto di un romanzo scritto a quattro mani, Fuoco grande, nei cui protagonisti Giovanni e Silvia è facile riconoscere molti tratti dei due scrittori; e ancora intrattengono un appassionato scambio epistolare che verrà pubblicato solo dopo la scomparsa di entrambi. Nonostante la stima reciproca e il connubio intellettuale la loro relazione si interrompe bruscamente nel 1946 quando Bianca si dimette dalla casa editrice Einaudi.

Nel 1950 Cesare Pavese si suicida in un albergo torinese. Bianca, pur continuando la sua attività di traduttrice (ha tradotto, fra gli altri, Claude Lévi-Strauss, James Hillman, Simone De Beauvoir) e di poetessa, si orienta sempre di più verso la psicoanalisi. Nel 1951 si laurea all’università di Messina con la prima tesi in Italia dedicata a Carl Gustav Jung del quale diviene una delle principali esperte. Nel 1959 pubblica Fuoco grande, che esce firmato da lei e da Pavese, di cui scrive da sola un seguito, Il fossile (1962).

Si trasferisce in Francia, sposa un dirigente francese della Olivetti che segue poi in frequenti spostamenti di lavoro in varie parti del mondo, da New York a Hong Kong, dove fonda e tiene il lettorato di lingua e cultura italiana all’Università Cinese.

 

Negli anni Settanta torna a Roma. Nel 1968 esce il suo ultimo romanzo, Rosa Cardinale, un’analisi psicologica di un complesso personaggio femminile, in cui non è difficile riconoscere forti tratti autobiografici - l’infanzia in Sicilia con la nonna infatuata di spiritismo, l’adolescenza a Roma in un ambiente di intellettuali progressisti, l’amore impegnato ma al tempo stesso disincantato - e che chiude l’esperienza narrativa della scrittrice. Non rinuncia per  a scrivere poesie, come aveva iniziato a fare negli anni giovanili; militante femminista, nel 1974 scrive Femminazione, una pièce sulla condizione delle donne presentata alla Rai. Si occupa anche di moda e del suo rapporto con la psicologia: nel corso di un congresso a San Francisco il suo intervento è incentrato sul corpo e su come ce ne serviamo, tema intorno al quale si combatte ancora oggi la battaglia femminista. Il corpo è strumento di rappresentazione anche attraverso la moda, “specchio del nostro io”.

 

Si dedica appassionatamente alla professione di psicoterapeuta junghiana che svolgerà fino alla morte nel 2006. Cinque anni dopo viene pubblicato Una bellissima coppia discorde. Il carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi (1945-1950).


Fuoco grande


Fuoco grande racconta la storia di Silvia, una giovane che ormai vive e lavora in città e che deve partire improvvisamente per Maratea, la sua cittadina d’origine perché Giustino, suo fratello minore, è in punto di morte. Silvia chiede allora a Giovanni, con cui ha una relazione difficile, di accompagnarla e l’uomo, senza esitare, parte con lei. Questo viaggio costringerà Silvia a ripercorrere il suo tormentato passato e Giovanni a scoprire un segreto di famiglia, tenuto fino a quel momento accuratamente celato. Cesare Pavese e Bianca Garufi raccontano, a capitoli alterni, il punto di vista di Giovanni e quello di Silvia. I fatti sono i medesimi, le versioni divergono. Fuoco grande è, al tempo stesso, un esperimento di narrazione, l'indagine del diverso modo di percepire le cose che hanno i sessi e un romanzo incompiuto (il testo fu ritrovato tra le carte di Pavese fermo all’XI capitolo) eppure perfetto perché s'interrompe a segreto ormai svelato, quando il complesso nodo che lega i personaggi ha avuto piena espressione. In Bianca Garufi comunque resta il desiderio di dare una conclusione a Fuoco grande, l’incompiuto «romanzo bisessuato»: a distanza di 16 anni viene pubblicato Il fossile che conserva la struttura delle due voci narranti, ma a opera della sola scrittrice.


• Fuoco grande di Cesare Pavese, Bianca Garufi, Einaudi, Torino, 1959 (2003)
• Se non la vita. Poesie 1938-1991, Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro
• Il fossile, Einaudi, Torino, 1962
• La fune, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1965
• Rosa Cardinale, Longanesi, Milano, 1968
• Trilogia: Libro postumo - Fuoco grande - Il fossile, cura di M. Masoero, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2018
• Una bellissima coppia discorde. Il carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi
(1945-1950), a cura di M. Masoero, Firenze, Leo O. Olschki, 2011

 

Paola Bernardini


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