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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
Venezuela - Italia
Torna a casa Alberto Trentini è libero

12/1/2026 - 12:43

Torna a casa Alberto Trentini è libero

Il cooperante italiano è stato scarcerato dopo quattrocentoventitré giorni nel carcere di El Rodeo, in Venezuela. Sono state decisive le trattative diplomatiche con il nuovo governo di Caracas e la mediazione internazionale dopo la caduta di Maduro

Dopo quattrocentoventitre giorni di detenzione senza accuse formali, Alberto Trentini è libero. Il cooperante italiano, arrestato in Venezuela nel novembre del 2024 e rinchiuso nel carcere di El Rodeo I, è stato scarcerato nella notte e trasferito nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas. Con lui è stato liberato anche l’imprenditore torinese Mario Burlò. L’annuncio è arrivato intorno alle cinque del mattino dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di «un forte segnale» da parte delle nuove autorità venezuelane e ha confermato che un aereo è già partito da Roma per riportare entrambi in Italia.

«Questa è la notizia che aspettavamo da quattrocentoventitré giorni», ha scritto la famiglia di Trentini in un breve comunicato, ringraziando chi ha lavorato alla sua liberazione «anche nell’invisibilità». Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso «gioia e soddisfazione», spiegando di aver parlato personalmente con i due connazionali e ringraziando la presidente venezuelana Delcy Rodríguez per la «costruttiva collaborazione».

La scarcerazione di Trentini rientra in una più ampia operazione di rilascio di detenuti politici stranieri decisa dal nuovo governo di Caracas dopo la caduta di Nicolás Maduro. Una svolta maturata in un contesto internazionale profondamente cambiato, con un ruolo centrale degli Stati Uniti e una forte pressione diplomatica per ottenere segnali di discontinuità rispetto al passato. Secondo quanto ricostruito da diversi quotidiani, Washington e altri Paesi occidentali avevano chiesto la liberazione di prigionieri politici come condizione per avviare una nuova fase di relazioni con il Venezuela.

La detenzione di Trentini è stata fin dall’inizio una classica vicenda di diplomazia degli ostaggi. Arrestato il 15 novembre 2024 mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito per conto dell’ong Humanity & Inclusion, che assiste persone con disabilità, non è mai stato formalmente accusato né sottoposto a procedimento giudiziario. Per mesi è rimasto isolato: la prima telefonata ai genitori è arrivata solo dopo sei mesi, la prima visita consolare dopo oltre duecento giorni.

La sua liberazione è stata il risultato di una trattativa lunga e complessa, condotta in gran parte lontano dai riflettori, che ha coinvolto canali diplomatici, di intelligence e, secondo diverse fonti, anche il Vaticano e gli Stati Uniti. Nei giorni scorsi Tajani aveva rivendicato il sostegno del Segretario di Stato americano Marco Rubio e aveva sollevato il caso al G7. Parallelamente, l’Italia ha compiuto un passo politico decisivo riconoscendo Delcy Rodríguez come interlocutrice, dopo aver a lungo rifiutato ogni legittimazione del regime di Maduro.
Trentini non figurava nella prima lista di detenuti rilasciati, ma il suo nome era inserito in una seconda tranche, oggetto delle trattative più difficili. Fino all’ultimo l’esito è rimasto incerto. Poi, nella notte, la decisione. Dopo oltre un anno di carcere senza accuse reali, per Alberto Trentini la detenzione è finita.

 


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