Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano

AL REFERENDUM PENSANDO AD ALTRO
Il dibattito referendario appare sempre più inquinato da informazioni scorrette e da una scelta politica precisa da parte dei sostenitori del NO: evitare di approfondire il merito della riforma.
Negli ultimi giorni, nel campo del NO, la linea è cambiata apertamente. Il voto referendario viene trasformato in una battaglia tutta politica, come dimostrano le posizioni di Landini, Schlein e Conte.
La giustizia esce di scena. Siamo a una sorta di “contrordine compagni”, inutile e controproducente discutere delle norme, meglio farne un referendum contro il governo.
Così i principali leader del NO chiedono un voto senza entrare nel merito della riforma della giustizia, perché su quel terreno gli argomenti scarseggiano.
L’obiettivo diventa allora raccogliere consensi in nome di una presunta unità dell’opposizione.
Ma perché si dovrebbe rinunciare a decenni di battaglie per una giustizia giusta? Perché mettere da parte il rispetto della Costituzione, che impone la terzietà del giudice e la parità tra accusa e difesa, o rinunciare alla lotta contro il sistema delle correnti e la lottizzazione del CSM?
La verità è che il referendum viene usato come un’arma impropria, non per migliorare la giustizia, ma per stabilire chi comanda nell’opposizione e chi ne diventerà il leader. Una competizione che premia l’estremismo e l’avventurismo, non certo una visione riformista.
È evidente che tra le forze di opposizione si voglia trasformare il referendum in un capitolo della lotta per la guida della futura coalizione. Un gioco politico lontano anni luce dalla costruzione di una proposta seria e riformatrice.
A questo gioco non intendo prestarmi.
Continuerò invece a discutere nel merito della nuova legge, convinto che i riformisti democratici, popolari e liberali possano dare un senso progressista alla vittoria del Sì e contendere alla destra il senso di una vittoria che i massimalisti sembrano intenzionati a regalarle.
INSERISCI IL TUO COMMENTO