Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano
Care lettrici di Spazio Donna, sentiamo il bisogno oggi più che mai mentre dilaga la falsa immagine e la falsa informazione difficilmente distinguibile da quelle vere, di dare spazio a storie reali, accadute davvero e documentate di donne che hanno contribuito a cambiare il corso della storia del mondo, storie spesso come vedremo rimaste nell’ombra.
Racconteremo di alcune donne dalle menti brillanti, visionarie, tenaci. Donne che hanno avuto il coraggio di vedere oltre, di seguire un’intuizione, di portarla avanti con determinazione e competenza. Eppure, nel momento in cui quelle scoperte avvenute grazie a loro venivano riconosciute pubblicamente, il merito finiva troppo spesso per essere attribuito non a loro ma a uomini a loro vicini.
Questo meccanismo di esclusione ha un nome preciso: Effetto Matilda. Dare voce a queste storie significa restituire dignità, valore, verità e memoria. Significa riconoscere un sapere femminile che c’è sempre stato, anche quando o non è stato visto o è stato taciuto. Ricordarle è un atto di consapevolezza delle nostre radici, ma anche di cura verso noi stesse e verso chi verrà dopo.
Insieme, vogliamo continuare a illuminare ciò che è stato nascosto, perché nominare è il primo passo per esistere.
Qui sotto c’è un piccolo racconto recuperato da un “Post Viaggio nella Storia “che abbiamo il piacere di pubblicare. Di tutte le donne qui a seguito nominate potete trovare notizie anche nelle pagine di wikipedia
Tutto cominciò come una “storia di fantasmi” nei corridoi silenziosi della Yale University ,New Haven, nel Connecticut USA alla fine del 1969.
Ma quei fantasmi non erano spiriti né ombre indistinte.
Erano donne reali.
Scienziate in carne e ossa che, in qualche modo, erano svanite dalla memoria ufficiale.
Margaret Rossiter, giovane studentessa di dottorato nella Yale Uiverty, stava consultando vecchi archivi universitari quando notò qualcosa di inquietante. Sfogliando fotografie di laboratori dell’Ottocento, vide tante immagini di donne. Donne. Erano lì: accanto agli strumenti, accanto ai colleghi, a volte persino al centro della scena. Maneggiavano attrezzature complesse, prendevano appunti, osservavano campioni. Sembravano parte integrante del lavoro scientifico.
Eppure, quando Margaret cercava i loro nomi nei testi accademici, nelle pubblicazioni ufficiali, nei riconoscimenti dei progetti quei nomi non c’erano.
Scomparse.
Cancellate.
Incuriosita, fece la domanda più semplice e più pericolosa ai suoi professori:
«Ci sono mai state donne nella storia della scienza?»
Le risposte furono vaghe, accondiscendenti.
«Non davvero.»
«Non in modo significativo.»
«Erano rare.»
Margaret capì subito che non era vero, o che forse loro non ne erano a conoscenza che loro non lo sapevano più. E in quel momento Margaret prese una decisione radicale: avrebbe dedicata parte della propria vita a riportare alla luce quelle presenze in quel momento invisibili. Quelle donne, sopravvissute solo nelle fotografie, ridotte a fantasmi dalla storia.
Scavando tra appunti, lettere e archivi dimenticati, Rossiter scoprì migliaia di storie di donne.
Botaniche, astronome, chimiche. Menti brillanti intuizioni geniali sistematicamente oscurate i cui contributi erano nascosti nelle note a piè di pagina, relegati nelle appendici o spesso attribuiti ad uomini: direttori di laboratorio, supervisori, mariti.
Nel 1993, Margaret diede a quel meccanismo il nome di Effetto Matilda, in onore di Matilda Joslyn coniugata Gage, che già nel XIX secolo negli USA aveva denunciata questa forma di cancellazione.
Grazie al lavoro ostinato di Rossiter, oggi ad esempio sappiamo che:
Rosalind Franklin fu essenziale con i propri lavori per la scoperta della struttura del DNA e che il premio Nobel andò a Watson e Crick i due uomini che facevano parte del gruppo di ricerca insieme a Rosalind.
Lise Meitner spiegò per prima il processo della fissione nucleare, ma che il riconoscimento della scoperta fu assegnato a Otto Hahn.
Cecilia Payne capì di quale materia siano costituite le stelle ma il merito di questa scopeta andò al proprio supervisore.
Margaret Rossiter non vide attribuito il suo nome ad un corpo celeste, ad un asteroide,.
Non vinse premi per una formula.
Ma costrinse la scienza, la storia della scienza a guardarsi allo specchio.
A riconoscere quante menti di donne erano state messe da parte.
A fare i conti con un’invisibilità sistematica durata generazioni.
E ci ha lasciata una domanda scomoda quanto indispensabile: l’effetto Matilda riguarda solo il passato o è ancora in atto?
Qui abbiamo accennato all’Effetto Matilda nelle scienze ma potremmo egualmente farlo per la musica, la pittura e per quella parte del sapere che rapinato a noi donne è stato attribuito a uomini
.I lavori di studio e ricerca sono in corso.
𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑖𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖, 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑓𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑏𝑖𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑒 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑎𝑛𝑧𝑒 𝑜𝑟𝑎𝑙𝑖.
La Redazione di Spazio Donna