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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
Antonio Mazzeo
Chi lavora oggi è più povero di cinque anni fa.

18/1/2026 - 16:38

Dal 2019 a oggi l’inflazione cumulata è intorno al 20%.
Nello stesso periodo il carrello della spesa è aumentato di circa il 24% e le bollette di oltre il 30%.
I salari? Sono cresciuti molto meno: circa la metà, e in molti casi anche meno ancora.
Il risultato è semplice: il potere d’acquisto è più basso di quello del 2019.
Su la Repubblica l’economista Marco Leonardi ha definito la linea del governo Meloni sui salari “politica del criceto”: si corre, si annuncia, ma alla fine si resta fermi. I prezzi salgono, gli stipendi inseguono in ritardo e non recuperano mai davvero.
Leonardi lo spiega senza ideologia: se i prezzi aumentano del 20%, uno stipendio da 100 dovrebbe diventare 120 solo per non perdere terreno. Invece spesso si arriva a 108, 110.

Quella differenza non è astratta: è reddito perso, ogni anno.
E quando arrivano gli aumenti, una parte viene subito mangiata: dall’inflazione e anche dal fiscal drag che fa pagare più tasse.
Il punto politico è questo: il governo ha lasciato correre il costo della vita senza costruire una vera protezione per chi lavora.

Nessun meccanismo automatico sui salari, contratti rinnovati tardi, risposte deboli di fronte a un problema strutturale. Niente salario minimo. E a pagare son sempre gli stessi: le famiglie.
Se i prezzi salgono, devono salire anche i salari.
Non bonus una tantum, ma regole che difendano il lavoro e il potere d’acquisto delle famiglie.
Bisogna rafforzare i contratti collettivi perché tornino a difendere davvero i salari. Non con slogan, ma con regole chiare.

Quando l’inflazione riparte, gli aumenti devono scattare automaticamente, senza aspettare anni di rinnovi.

E se un contratto scade e il rinnovo arriva in ritardo, gli aumenti devono comunque continuare, per evitare che il tempo diventi un modo per far perdere salario reale ai lavoratori.
Non è il ritorno alla vecchia scala mobile, ma un meccanismo moderno, legato agli indici dei prezzi, che protegge il potere d’acquisto e ridà credibilità alla contrattazione.

Perché se i prezzi corrono e i contratti restano fermi, a perdere è chi lavora.
















 








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