Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Dopo i cieli cupi con la ricerca del colore e della diversità delle sensazioni che la loro vista ha suscitato nei lettori che hanno commentato le precedenti foto e che ringrazio di cuore, ecco un volo di colore che lascia un po’ stupiti.
Lo presento o ci siete arrivati?
Penso proprio di sì, ma due parole non costan niente!
L’upupa compare in numerose opere: nella commedia di Aristofane come re degli uccelli, nelle Metamorfosi di Ovidio e nelle poesie di Montale e Foscolo, a volte simbolo di regalità, altre volte associata a superstizioni e malaugurio.
Già il Foscolo, nel suo “Sepolcri”, non presenta il “Galletto marzolo” (come è chiamato comunemente) in un aspetto degno di tanta bellezze:
…e uscir del teschio, ove fuggia la Luna,
l'upupa, e svolazzarsu per le croci
sparse per la funerea campagna,
e l'immonda accusar col luttuoso singulto
i rai di che son pie le stelle
alle obbliate sepolture…
E questo invece è Montale.
Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muovere più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.
A presto aligero folletto, manca poco a marzo!
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