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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Mario Lavia
Sottotraccia - Attenta Schlein, c’è spazio per una piccola Opa sul Pd delle “anime morte”

20/1/2026 - 10:44

Sottotraccia - Attenta Schlein, c’è spazio per una piccola Opa sul Pd delle “anime morte”

Crescono le insofferenze per la minoranza riformista di quel pezzo di Partito democratico che si è legato a Giuseppe Conte: la segretaria guarda e lascia fare, la caccia è iniziata e Matteo Renzi lo ha capito

Fa politica, Giorgia Meloni. A modo suo, cioè infilandosi in un intrico di contraddizioni – con Donald Trump o con l’Europa? – negando i problemi e realizzando, come il romanzo di Bret Easton Ellis, «less than zero», l’ideologia del nulla elevata a metodo di governo. A maggior ragione è inquietante come dall’altra parte, sotto una coltre di isterie di vario tipo, non si muova nulla. Manca un anno alle elezioni o poco più, calcola Matteo Renzi, non è molto ma non è neppure poco. Però è tutto fermo.

Infatti i sondaggi registrano una situazione cristallizzata. Mentre sotto la cenere cova un nervosismo che ormai tracima. Il Pd, ancora una volta, è l’epicentro del problema. Malgrado l’insofferenza per il «clima irrespirabile» denunciato da Pina Picierno con un messaggio alla segretaria – che non risulta abbia risposto – è improbabile che i riformisti del Pd escano dal partito.

Il fatto è che vogliono cacciarli gli altri. Francesco Boccia, che nel gruppo del Senato è contestato da molti, spiega che «chi mina l’unità interna del Pd aiuta questa destra»: è la riproposizione della lugubre teoria del socialfascismo, cuore dello stalinismo delle “purghe”. La dialettica delle posizioni è un intralcio, anzi il segno della connivenza col nemico. La caccia alle streghe è partita. Con un clima orchestrato dal Nazareno anche sui social mediante connessioni con influencer di varia natura, giornalisti di sinistra (su Facebook una cronista ha definito Pina Picierno «il male, un fiume carsico organico alla destra», seguono parolacce). Il dissenso è malvisto, anche se non si può impedire a nessuno di votare Sì al referendum sui magistrati, ci mancherebbe.

Ma nessun atto, articolo, tweet dei vari esponenti della minoranza passa inosservato agli occhi dei duri del Nazareno, da Marta Bonafoni a Igor Taruffi. La caccia al riformista arriva anche in periferia, dove i militanti vedono nella dialettica delle posizioni un intralcio. Gli attacchi personali agli esponenti più noti della minoranza spesso ispirati dal quartiere generale del partito si moltiplicano.

Così, sulla scia teorica tracciata da Goffredo Bettini (che nel frattempo sembra passare dal Sì al No al referendum), i duri pensano che sia meglio liberarsi di questa zavorra che tanto non porta voti attraverso un congresso “terzinternazionalista”. Liberarsene prima delle elezioni, ovviamente, per avere più posti in lista per i fedelissimi. Elly Schlein guarda e lascia fare. Non è un bello spettacolo.
Non ostacola per esempio l’assalto alla proposta di legge di Graziano Delrio contro l’antisemitismo mosso da Francesco Boccia, con Delrio e i senatori riformisti che resistono e tessono la tela con Italia viva (progetto di legge Scalfarotto) e persino Lega (peogetto di legge Romeo) per difendere lo spirito di quella proposta di legge. Fiutando l’aria, Renzi si è rivolto esplicitamente ai «delusi del Pd» (di «questo» Pd). Se la formula fosse l’indizio di una nuova linea politica saremmo di fronte a una piccola Opa sul partito di Elly Schlein. In teoria una novità. Certo è che la condizione stagnante del partito non può durare a lungo. Il cuore del problema è “ideologico”, culturale, infine politico.

Quello evidenziato da Ezio Mauro su Repubblica: «La verità, molto amara, è che un pezzo della sinistra non accetta di riconoscersi nel metro di giudizio dell’Occidente perché non riconosce i valori e i valori della democrazia (…) Residui di credenza sovietica, cenere comunista, brace antiamericanista sempre accesa, e su tutto la benzina del nuovo populismo, ottuso prigioniero della favola che racconta la democrazia come inganno, truffa delle élite» . E tutto ciò «spiega perché la sacrosanta protesta contro Israele per i crimini di Gaza è cresciuta senza ostacoli a sinistra, dominando il campo fino a tracimare negli slogan terroristici di Hamas: perché si potevano difendere i diritti dei più deboli senza sposare l’Occidente democratico». Mentre alla manifestazione sull’Iran «eravamo quattro gatti», come ha scritto con spirito di verità Filippo Sensi.
Inutile girarci intorno. Il problema del profilo identitario c’è. Su questo Carlo Calenda è stato molto violento, forse come mai prima d’ora: questa è una sinistra di «anime morte» che illude gli elettori «che pensano di votare Berlinguer e si ritrovano Conte». Ed è davvero ingenuo Michele Serra a pensare che basti un buon ufficio stampa per far finta che con un abito di potere come Giuseppe Conte vada tutto bene quando è proprio il conflitto tra i due leader a paralizzare l’opposizione. Se Renzi si muoverà con una linea di maggiore antagonismo nei confronti della timida testardaggine di Schlein forse potrà fungere da punto d riferimento per un’area non enorme ma interessante. Nel lago del malessere che prende corpo tra le «anime morte» del Nazareno i riformisti reggono: ma fino a quando?





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20/1/2026 - 22:39

AUTORE:
bagnaiolo, attivista Pd

A me fanno pena quelli che hanno le ricette facili già pronte.

20/1/2026 - 20:27

AUTORE:
BdB

...i masochisti mi fanno pena😒.

20/1/2026 - 19:57

AUTORE:
bagnaiolo, attivista Pd

Ahhh, perché Renzi sarebbe l'unico oppositore al governo. In tre anni di legislatura ha già votato perlomeno 7/8 volte con la maggioranza. E ora, nonostante faccia il furbo, voterà pure il referendum. Altro che cipolle.
Comunque prima di governà con Renzi meglio l'opposizione.

20/1/2026 - 18:44

AUTORE:
BdB

Caro attivista: alle scadenze elettorali non si trova un lascito come quando si fan le volture ereditarie in famiglia, ed anche la filastrocca ripetuta: proviamoli, se poi governano male alle prossime elezioni non si votano.
Dopo i migliori governi Renzi e Draghi ora abbiamo Lameloni che aveva il 3,5% fino a poco tempo fa e quindi con nessuna esperienza di governo nei comuni - sindaci e presidenti di regione e fallimentare (lei Lameloni) nel governo Berlusconi.
Ed ora se fate gli schinzimi/scanzimi e non date retta all'unico oppositore (Renzi) ci ritroviamo Leily fino al 2032 e poi lascerà Chigi a Ginevra Gianbruno.

20/1/2026 - 18:12

AUTORE:
bagnaiolo, attivista Pd

Gli spiegoni hanno senso quando dicono qualcosa di importante. Se poi sono pieni di errori allora è la fine. Nel "22 il Pd guidava una coalizione con Aws e altre sigle più piccole. Il Mov5stelle corse da solo, fu Calenda a non volerli dentro e che poi si alleò con Renzi. La Liguria non è stata persa, era già al centrodestra. Mentre il comune di Genova è stato ripreso grazie a chi si è nascosto in liste civiche.

20/1/2026 - 16:02

AUTORE:
BdB elettore di centrosinistra

...dice questo:

"Sono mesi che viviamo un clima irrespirabile: sono mesi che alcuni si arrogano il diritto di schernire, ridicolizzare compagni di partito e invitano 'i riformisti' a lasciare la casa che abbiamo fondato. Non è più accettabile e chiedo alla segretaria Elly Schlein di pronunciare parole di chiarezza".

Ora che la segretaria Elena detta Elly possa rispondere alla vice presidente del parlamento europeo non è da aspettarselo.
Il prof Luca Vincitore ha chiarito il perchè; perchè Elena non può mettere sotto torchio Pina.
Il mandato europeo di Pina Picerno scade dopo che Elena/Elly sarà certamente sostituita dalla segreteria del Partito Democratico sol perchè il suo mandato scade prima e non sarà Lei a non riconfermare gli incarichi di partito ed elettorali.

nb: nella precedente tornata elettorale delle elezioni politiche, il seg. PD Enrico Letta, poi dimessosi dopo la frittata di non volere i voti di tutto il centrosinistra; dando retta a Conte Giuseppe che lui Giuseppi era di cs, mentre Renzi e Calenda no.
Poi il PD monco perse la regione Liguria per poi vincere a Genova con tutto il cs.
Impariamo da Gioggia, lei non scarta i più a destra (Salvini&).

20/1/2026 - 15:11

AUTORE:
bagnaiolo, attivista Pd

Perché ti stai a fa tante domande per nulla. I cosiddetti riformisti del PD ora, se vogliono, possono andarsene quando vogliono, se si sentono discriminati. Renzi ha messo su la Casa riformista e gli (li) aspetta a braccia aperte. Il passo sarebbe breve. Ecco, chiediti piuttosto perché non se ne vanno.
Azzardo un'ipotesi : passare dalla padella alla brace conviene ?