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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Davide Depascale
TRAVAGLI DEMOCRATICI
Pd, sulla giustizia fa lo struzzo.Niente dibattiti sul referendum

23/1/2026 - 9:42

TRAVAGLI DEMOCRATICI
Pd, sulla giustizia fa lo struzzo.Niente dibattiti sul referendum

La linea ufficiale è schierata convintamente per il No, ma i mal di pancia nel partito si moltiplicano. L'ex consigliere Cassiani fa sponda con Canalis e invita Grosso e Morando all'Arsenale della Pace. Schlein manda avanti Conte e Landini (e Airaudo)
 
 Il referendum sulla riforma della Giustizia continua a essere un nervo scoperto per il Partito Democratico e i suoi esponenti. La linea ufficiale, portata avanti dalla segretaria Elly Schlein, si schiera convintamente per il No alla separazione delle carriere, ma i mal di pancia si moltiplicano, tra chi ha già annunciato che voterà a favore della riforma Nordio contravvenendo agli ordini di scuderia e chi promette di farlo nel segreto dell’urna. Così i dem sembrano aver adottato la sempiterna strategia dell’opossum: esporsi il meno possibile, lasciando le redini della campagna referendaria alla Cgil, con il segretario Maurizio Landini come sempre in prima fila, e al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Anche in Piemonte non sono in programma incontri organizzati dal partito, e qualcuno ha preso l’iniziativa per conto proprio.
Il dibattito della pace
È il caso dell’ex consigliere regionale e comunale Luca Cassiani, che ha già dato il suo endorsement alla riforma Nordio aderendo al manifesto denominato “La sinistra che vota sì” promosso dall’associazione Libertà Eguale, il cui presidente è Enrico Morando, storico esponente piemontese dell’ala migliorista del Pci e viceministro nei governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Proprio Morando sarà uno dei due protagonisti del dibattito referendario in programma il prossimo 4 febbraio a Torino. A “sfidarlo” l’avvocato e costituzionalista torinese Enrico Grosso, presidente onorario del Comitato per il No. Due figure di alto profilo, entrambi afferenti alla sfera della sinistra, ma il Pd non ha voluto metterci il cappello.
L’idea di organizzare il dibattito è venuta proprio a Cassiani, che inizialmente aveva proposto di ospitarlo in una sede di partito, ricevendo però l’alt del segretario regionale Domenico Rossi. Al momento l’unica iniziativa regionale sul tema è il webinar tenuto dai senatori Andrea Giorgis e Anna Rossomando, ma non si è trattato affatto di un dibattito, dato che entrambi sono convintamente schierati contro la separazione delle carriere. Così, con la sponda offerta dalla consigliera regionale cattodem Monica Canalis, il confronto tra Morando e Grosso si terrà all’Arsenale della Pace, l’ex arsenale militare di Borgo Dora che da più di quarant’anni è gestito dal Sermig.
Riforma di sinistra
“Rispetto le scelte del partito ma la ritengo un’occasione persa”, dice Cassiani. “Io mi sono attivato su richiesta degli iscritti, che hanno diritto a essere informati nel migliore dei modi sul quesito refendario. Così al posto della solita messa cantata insieme alla consigliera Canalis abbiamo organizzato un confronto di altissimo livello”. Cassiani poi ribadisce come la riforma Nordio sia tutt’altro che il preludio all’assoggettamento del potere giudiziario a quello esecutivo: “Ne parlava già Vassalli dopo la sua riforma del giusto processo, e ancora nel 2019 nella mozione congressuale di Maurizio Martina si parlava di separazione delle carriere”.
Divisi alla meta
L’opinione dell’ex consigliere è tutt’altro che isolata all’interno del partito, ed è proprio quello uno dei motivi per cui i vertici preferiscono tenere un profilo basso: meglio non esporsi al rischio di evidenziare le divisioni interne, con l’ala riformista, rappresentata dall’europarlamentare Giorgio Gori, dall’ex sindaco di Torino Piero Fassino e dalla vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, che pare tutt’altro che propensa a sposare le ragioni del No. A questo si aggiunge il fattore sondaggi, che a oggi danno il Sì in largo vantaggio. Politicizzare il referendum rischia così di trasformarsi in un boomerang, finendo per rafforzare il governo di Giorgia Meloni e di conseguenza indebolire la leadership di Elly Schlein. In prima linea a combattere meglio che ci vada qualcun altro.
Conte e Landini fanno la voce grossa
Chi non si tira indietro sono invece i “fratelli coltelli” nella famiglia del campo largo del Movimento 5 Stelle, il cui leader, l’ex premier Giuseppe Conte, è da sempre schierato per il no alla separazione delle carriere, in linea con il profilo storicamente “giustizialista” dei pentastellati. Insieme a lui c’è il segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha ripetutamente bollato la riforma Nordio come “un attacco alla Costituzione”, l’ennesimo colpo inferto dalle destre all’ordine democratico repubblicano, e con queste parole d’ordine ha mobilitato gli iscritto al sindacato. Il 23 e 24 marzo capiremo in quanti di loro e del resto del corpo elettorale avranno risposto presente al suo appello.
Airaudo fa da sé
Sicuramente non si tirano indietro gli altri rappresentanti sindacali, come il segretario della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo, che martedì prossimo ospiterà nella sua sede di via Pedrotti a Torino un incontro dal titolo “Giusto dire No”, che la partecipazione – oltre a quella del padrone di casa – dell’attore Neri Marcorè e del filosofo Matteo Saudino, molto popolare su TikTok e sulle altre piattaforme con il nickname “Barbasophia”.  Anche in questo caso, esponenti del Pd non pervenuti.
Effetti collaterrali

 
Schlein e i suoi pregustano in questo modo una situazione win-win: se contrariamente ai pronostici il No dovesse trionfare, potrebbe intestarsi anche lei la vittoria, ma in caso di vittoria del Sì i principali sconfitti sarebbero altri, come Landini ma soprattutto Conte, che le contende la leadership della coalizione. Tuttavia la segretaria rischia di aver fatto male i suoi calcoli: una vittoria del Sì al referendum non potrà che far riemergere le doglianze della minoranza interna, striminzita dopo l’ingresso di Stefano Bonaccini in maggioranza, ma più agguerrita che mai, e che non aspetta occasione migliore per presentarle il conto.

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