Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano

Il Carnevale nasce da feste antichissime, precedenti al Cristianesimo. Nell’antica Roma, durante i Saturnali, l’ordine sociale si capovolgeva: per pochi giorni cadevano gerarchie, ruoli e divieti. Con il tempo, il Carnevale fu collocato prima della Quaresima, diventando uno spazio di eccesso e libertà prima della rinuncia.
Ma per le donne, il Carnevale ha sempre avuto un significato più profondo.
In società che relegavano le donne al silenzio e allo spazio domestico, la maschera offriva una protezione preziosa. Durante il Carnevale era possibile uscire, parlare, ballare, ironizzare sul potere, persino travestirsi da uomo. La maschera non nascondeva: permetteva di esistere.
In molte città italiane il Carnevale è stato un tempo di satira e critica sociale. A Venezia, in particolare, la maschera consentì alle donne di partecipare alla vita pubblica e culturale in modo inedito. Proprio per questo, nei secoli successivi, questa libertà venne regolata e ridotta.
Accanto ai grandi Carnevali urbani, esistevano quelli popolari e rurali, dove le donne custodivano canti, rituali e gesti legati ai cicli della natura e della fertilità, saperi spesso esclusi dalla storia ufficiale.
In Toscana il Carnevale ha mantenuto una forte dimensione collettiva e satirica. Il Carnevale di Viareggio, con i suoi carri allegorici, nasce come voce critica verso il potere. Dietro le quinte, le donne sono state e sono sarte, artigiane, organizzatrici, memoria viva di un lavoro condiviso.
Nei piccoli borghi toscani, il Carnevale era anche un rito di passaggio stagionale, dove le donne avevano un ruolo centrale nel tenere insieme comunità, corpo e tempo.
Il Carnevale ci ricorda che il corpo è politico, che il riso può essere resistenza, che per le donne ogni spazio di libertà conquistato anche temporaneo ha lasciato tracce.
Dietro una maschera, per secoli, le donne hanno immaginato un mondo diverso. E immaginare, ancora oggi, è un atto profondamente rivoluzionario.
Ognuna di noi custodisce ricordi di Carnevale legati all’infanzia un tempo di gioco travestimento e libertà. E oggi, che significato ha per te questo tempo dell’anno?
Paola Magli
INSERISCI IL TUO COMMENTO