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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Andrea Paganelli
LA PRENDO ALLA LARGA...

3/2/2026 - 18:36


LA PRENDO ALLA LARGA...

 

Quando negli anni 70, non a caso definiti "anni di piombo", i dirigenti democristiani uscivano di casa, erano consapevoli della violenza che c'era, e di avere una caratteristica in più, rispetto ai normali cittadini, quella di essere considerati "obiettivi", considerando che quel partito era diventato il principale bersaglio dei terroristi, che, come si usava dire allora delle BR, avevano "abbassato il tiro", cioè preso a "gambizzare" (sparare alle gambe) dei militanti locali.Risparmio l'elenco delle vittime, che chi vuole può trovare in rete (e assicuro che è molto numeroso), ma questo era per dire che chi come me ha vissuto quella stagione, dalla parte degli "obiettivi", sa che cosa è la violenza, e anche per questo non può essere messa in dubbio la sua buonafede nella condanna dei violenti e la sua distanza estrema da questi criminali.

Però devo dire almeno tre cose:

LA PRIMA, che proprio in quella stagione, siamo stati capaci di sconfiggere il terrorismo, senza bisogno di ricorrere a leggi speciali, né di militarizzare il Paese, come alcuni dirigenti governativi attuali vorrebbero oggi fare.

LA SECONDA, che con i mezzi di allora si riuscì ad arrestare addirittura i vertici delle BR (che a differenza degli scalmanati attgali opera ano in clandestinità), processarli e condannarli.Spero quindi che, anziché qualche ragazzotto, che viene arrestato in qualche manifestazione, e poi liberato perché capitato lì per caso, si riuscisse ad arrestare qualcuno dei veri capetti delle violenze, quelli che guidano e comandano la guerriglia dei gruppi antagonisti, quelli vestiti di nero, con il volto coperto e armati di tutto punto, in modo da identificarli, interrogarli e farli parlare su come operano, quali sono i loro contatti etc.

Mi domando come mai questo non avviene, e nelle maglie della polizia ci restano sempre i ragazzotti. Non voglio pormi altre domande, per ora, ma se questo non avviene mai, significa che le nostre forze dell'ordine hanno dei seri problemi (strategici, sul campo, logistici, di intelligence, con gli informatori od altro). Continuo quindi ad avere fiducia confidando che prima o poi accadrà che questi delinquenti vengano assicurati alla giustizia.

LA TERZA è relativa alla manifestazione di Torino, ed è collegata anche alle due riflessioni precedenti.Dai miei ricordi del servizio militare prestato (pensando a quei 1.500), mi ritorna in mente la composizione dei vari reparti, tipo "plotone, compagnia, battaglione, reggimento, divisione etc." che rappresentano una gerarchia crescente per dimensione e complessità naturalmente a seconda dell'Arma: a mia memoria un Plotone può avere 20-30 anche 50 soldati (noi sui missili avevamo le "Squadre", un po' meno numerose per ovvi motivi) si passa poi alla Compagnia, con circa 150-200 uomini, per 3-4 plotoni (noi avevamo la "Batteria", stessi precedenti criteri), più Compagnie formano un Battaglione (nel nostro caso un "Gruppo") che conta circa 600-800 uomini, 3-4 compagnie, vari battaglioni compongono un Reggimento (e il reggimento c'era anche per noi) con circa 1.800 uomini, fino ad arrivare alla Divisione, che raggruppa più reggimenti fino a 10-12.000 uomini .Ora, mi pongo quindi una domanda... 1.500 delinquenti, tutti vestiti in modo simile (di nero), con caschi, e armati con spranghe e oggetti vari, formano praticamente un "Reggimento" (i militari nella foto sono solo una compagnia, gli antagonisti di Torino 7-8 volte di più)... Considerando anche che non si disperdono ma procedono ben raggruppati e compatti, come è possibile che una massa di persone così numerosa non possa essere individuata, bloccata e separata dal resto dei manifestanti? Se non addirittura fermati e bloccati prima che entrino nel corteo?

Qualcosa non mi torna, ma continuo ad osservare, che poi è il mestiere dei pensionati, osservare e criticare, ah ah....  

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