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Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi

Certamente per chi arriva da paesi sottosviluppati .....
. . . c'è gente che rischia la vita seriamente per .....
Ricapitolando: siamo una colonia anglo americana, .....
Oggi 8 Marzo auguri a tutte le donne.
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Si canta Amore a Sanremo
Invitano a diventare
più civili
i carri
del Carnevale viareggino
che al Lupo fa un inchino
e alle ingiustizie
uno sberleffo
In .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Le frittelle di Carnevale

9/2/2026 - 9:30



C’era un giorno in cui ci si mascherava a scuola, un giorno che profumava di allegria e spensieratezza. Le stelle filanti danzavano nell’aria, mentre i sorrisi si allargavano sui volti delle bambine e dei bambini emozionati. Ricordo con affetto il ritorno a casa, dove il Carnevale continuava con una dolce tradizione: le frittelline di Carnevale preparate da mia nonna.


Mia nonna aveva un talento speciale nel rendere ogni festa indimenticabile. L’impasto semplice delle frittelle, composto da ingredienti quotidiani, si trasformava sotto le sue mani esperte in piccole delizie dorate. Non era solo la ricetta a fare la differenza, ma l’amore con cui le preparava, il modo in cui ci guardava mentre assaporavamo quelle bontà. Ogni morso era un pezzo di felicità, legato ai ricordi di una giornata che sembrava non avere fine.


Ora che sono adulta e ho una mia famiglia, cerco di tramandare questa tradizione, ripetendo la stessa ricetta che tanto amavo.


Gli ingredienti non sono cambiati: 500 g di farina di grano tenero 00, 150 g di zucchero, 4 uova, 200 ml di latte, una bustina di lievito per dolci, il profumo di un limone fresco, un bicchierino di liquore e, infine, zucchero a velo per completare il tutto. Ma nonostante la fedeltà alla ricetta, c’è qualcosa che manca: il calore, il sorriso e la presenza di quella donna meravigliosa che sapeva farci sentire speciali.


Le mie frittelle non sono mai come le sue. Mentre friggono nell’olio di semi di arachide, mi ritrovo a rimpiangere quei momenti, ma cerco di riempire il vuoto con i ricordi, sperando che anche le mie figlie e i miei figli possano crescere con la stessa gioia che io ho provato.


Roberta Vignolo



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11/2/2026 - 19:10

AUTORE:
Corinna

Mi dispiace per il cinese imprenditore, ma non ci cascherò mai...il brodo, come il vino, rifilato in una scatola di tatrapak: mai e poi mai, detesto l'dea! E quando li vedo sui ripiani del spermercato rabbrividisco...
Ma cosa ci vuole a mettere sul fuoco un una bella pentola di brodo! Quando bolle metti al minimo e va da se', ed hai anche il secondo pronto: il bollito è sempre buono e si accosta a qualunque contorno, dai sottaceti sbrigativi a pinzimonio a purè di patate, a verdure lessate...oppure cucinato "alla garbaldina" in umido con le patate: è da leccarsi baffi!

10/2/2026 - 20:42

AUTORE:
Corinna

Se qualche giovane scanzonato imprenditore cinese in cerca di idee legge queste poetiche e nostalgiche parole è forse possibile che in seguito troveremo sugli scaffali dei nostri supermercati: Bomboletta Spray Profumo di brodo di Gallina e Bomboletta Profumo di Frittelline di Carnevale.....

10/2/2026 - 13:36

AUTORE:
Ersilia

Sonia con il tuo commento sono tornati mille ricordi di famiglia nei miei pensieri, uno tra i più importanti è quello che, quando una persona in casa si sente male subito metto sul foco il brodo di carne, perché diceva la mia mamma, non c'è medicina migliore per guarire che un pò di brodino di carne con la minestrina!
Ci credi che è sacrosanta verità! Un vecchio rimedio che aiuta davvero a star meglio

10/2/2026 - 7:16

AUTORE:
AUTRICE Sonia

Della mia nonna(classe 1894)io ricordo ancora il profumo del brodo sparso per tutta la sua casetta, che sembrava quella delle fate, che usciva dal pentolone dove lessava la gallina con la pancia ripiena di polpettone: un rito, una vera delizia pasquale, indimenticabile.
Della mia mamma invece (classe 1923)ricordo il bellissimo vassoio di cenci fritti e ricoperti di zucchero vanigliato che non mancava mai il giovedì grasso, e le frittelle di riso o di San Giuseppe il 19 marzo, ora festa del papà, ma ai miei tempi, a perte il santo, si festeggiava l'onomastico del mio nonno paterno Giuseppe detto Beppe, anzi Beppino per la bassa statura o anche Geppetto, e Giuseppina, la mia cara mamma, o Giosi come la chiamavo affettuosamente io.
Ma come dimenticare le sue frittelle di farina di castagne, farcite poi di ricotta?!