Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi
Un passo alla volta, dentro un cammino lungo ma necessario. Chi ci legge sa che il nostro impegno nasce dal desiderio profondo di ridurre fino a cancellare le molte forme di violenza che ancora attraversano la vita delle donne. Alcune sono evidenti, altre più sottili. Tra queste, una delle più diffuse è quella che passa dal linguaggio: quando veniamo nominate al maschile, quando si scrive di noi come se non esistessimo, la nostra identità viene oscurata.
Nel nostro volantino manifesto lo diciamo con chiarezza: le parole costruiscono la realtà. Per questo abbiamo deciso di agire, utilizzando tutti gli strumenti legali a nostra disposizione. Con attenzione e determinazione abbiamo contattato via email e talvolta anche telefonicamente associazioni, istituzioni, enti, cooperative, supermercati, case editrici e molte altre realtà, proponendo un linguaggio capace di rivolgersi davvero a tutte e a tutti.
Le risposte sono state poche. Alcune realtà ci hanno spiegato di non poter intervenire, citando limiti tecnici o informatici. Ma la tenacia è una delle nostre forze: quando sentiamo di percorrere una strada giusta, non ci fermiamo. Così abbiamo scritto ancora.
Ci ha risposto il Servizio Clienti di Esselunga, catena presente a Pisa e in gran parte d’Italia. Abbiamo chiesto che sul loro “Prontospesa” il dispositivo che si ritira all’ingresso la scritta BENVENUTO diventasse una formula inclusiva, capace di parlare anche alle donne. Abbiamo proposto BUONASPESA (alleghiamo le immagini del prima e del dopo).
La risposta è stata attenta e rispettosa: il gruppo incaricato della comunicazione ha valutato la proposta, l’ha riconosciuta coerente con la propria impostazione e si è preso il tempo necessario per organizzare il cambiamento su scala nazionale. Oggi possiamo dire, con grande soddisfazione, che il cambiamento è avvenuto.
Perché questo risultato ci rende così fiere? Perché abbiamo dedicato tempo ed energie a qualcosa in cui crediamo. Perché lo racconteremo anche a chi, finora, non ci ha ascoltate. E soprattutto perché ogni trasformazione concreta scioglie quel senso di impotenza che a volte ci fa pensare che nulla possa davvero cambiare.
Invece il cambiamento è possibile. Nasce dai gesti quotidiani, dalla vigilanza, dalla cura, dalla voce condivisa.
L’invito che vi rivolgiamo è semplice: guardatevi intorno. Segnalate scritte, cartelli, immagini che parlano solo al maschile pur rivolgendosi a tutta la popolazione. Non è una questione di dettagli, ma di riconoscimento.
Sono piccoli passi, sì. Ma i cammini importanti si costruiscono così passo dopo passo, parola dopo parola finché nessuna donna dovrà più sentirsi invisibile.
La Redazione di Spazio Donna