Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi
Marcella B Serpi
Antonio Di Pietro, le sue dichiarazioni probabilmente a molti non piaceranno, ma visto che è stato l'idolo degli italiani per anni come esempio del magistrato con l'aureola, forse possiamo pure dargli retta per cinque minuti:
"Chi giudica fa parte degli arbitri, chi indaga fa parte dei giocatori e non può l'uno far parte della stessa carriera dell'altro.
Questa riforma, a prescindere da chi la propone non solo rende più indipendente il pubblico ministero e il giudice dalla politica, ma soprattutto li rende più autonomi al proprio interno dal sistema delle correnti. Purtroppo il caso Palamara ha dimostrato come nel Csm ci sia stato una grande abuso di correntismo per individuare chi dovesse occupare un posto, chi l'altro, chi dovesse essere promosso e chi punito. Questa riforma aiuta il magistrato, non lo debilita.
Questa riforma la voleva il centrosinistra, la bicamerale di D'Alema, l'abbiamo coltivata noi quando stavamo all'interno dell'Ulivo.
Questa riforma è la naturale conseguenza del sistema accusatorio. Io ritengo che sia meglio votare SI perché si riesce finalmente a dividere la squadra degli arbitri dalla squadra dei giocatori. Dopo questa riforma il pubblico ministero rimarrà ugualmente indipendente, ma soprattutto lo sarà il giudice per le indagini preliminari, cioè quel giudice che sta nella fase di indagini dove non c'è la difesa, una sorta di triangolo isoscele con il giudice a capo e le parti in ragione di parità come prevede l'articolo 111 della Costituzione. Piaccia o non piaccia, in quella fase il pubblico ministero chiede al giudice delle indagini preliminari le misure cautelari, le intercettazioni, i sequestri… Poi però quello stesso giudice dovrà passare l'esame del pm ai consigli giudiziari e al Csm.
Questa riforma di fatto e di diritto crea le condizioni perché ci sia un Cms per i giudici uno per i pm e che l'uno non dipenda dall'altro per il tramite della madre di tutta la magistratura, ossia l'Associazione nazionale magistrati. Che è una sorta di associazione privata, ma in realtà racchiude il quarto potere dello Stato.
Questa anomalia va troncata.
Adesso sono separate le funzioni, non le carriere. Funzioni separate vuol dire che io faccio il giudice, lei fa il pubblico ministero. Lei accusa e cerca chi ha commesso il reato, io giudico quel che ha fatto lei. Se l'ha fatto bene o male. Questa è la separazione delle funzioni, che già c'è. Tant'è vero che difficilmente uno passa da una funzione all'altra. La separazione delle carriere vuol dire che il giudice fa la carriera del giudice e il pm quella del pm.
Il Csm oggi si occupa di promozioni, trasferimenti, di decidere a chi far fare o non fare il procuratore di Roma piuttosto che a Canicattì, Mondovì o Montenero. C'è una bella differenza. A Roma, nell'ultima Procura della Repubblica ci hanno messo sette mesi per individuare il procuratore perché non si mettevano d'accordo le correnti all'interno dell'Associazione nazionale magistrati. Una sorta di mercato delle vacche, che già si usa in politica, trasferito nella magistratura. Non mi sta bene. La separazione delle carriere è una cosa totalmente diversa da quella delle funzioni e torno a ripetere, era prevista dai nostri Padri Costituenti. Il sistema accusatorio, che oggi con questa riforma si completa, chiude totalmente il modello fascista basato sul modello inquisitorio dove chi indagava e chi giudicava erano la stessa persona.
Ai miei tempi c'era il pretore: lui faceva le indagini e poi si guardava allo specchio e si diceva "ho ragione oppure ho torto". Il ministro Vassalli ha chiarito che gli arbitri devono fare gli arbitri e i giocatori i giocatori. Personalmente non giocherei una partita sapendo che l'arbitro viene scelto dall'altra squadra, quella con cui mi sono confrontato. Per quanto riguarda l'aumento delle spese come sostengono in tanti, a moltiplicare i costi a carico dello Stato sono gli errori giudiziari. Per risarcire i danni nei confronti delle persone che vengono ingiustamente messe in carcere o indagate senza alcuna ragione i sono delle spese enormi. La riforma mette in condizione il giudice per le indagini preliminari di porre un freno. Si dice spesso che la separazione di fatto c'è perché poi in dibattimento vengono assolti almeno il 50% degli imputati. Il grave sta nel fatto che in quel dibattimento non ci dovevano nemmeno andare. Ci vanno perché molto spesso il giudice per le indagini preliminari, quello che decide se chiuderla lì o se andare in dibattimento è della stessa famiglia del pubblico ministero. Costa molto di più l'errore giudiziario che far funzionare la giustizia in modo più trasparente. Non può la riduzione della spesa giustificare il fatto si perda di fiducia verso i magistrati.
Ai miei tempi quasi il 90% dei cittadini era a favore del magistrato, oggi meno della metà, anche perché il sistema dell'informazione si è molto ghettizzato da una parte e dall'altra. Il cittadino è spaesato. C'è voluta l'intercettazione di Palamara per sapere cosa succedeva all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura e cosa succede all'interno dell'Associazione nazionale magistrati. Chissà quanti altri Palamara ci sono. Questo è il male e lo dico avendo vissuto l'esperienza da magistrato, poliziotto, avvocato, testimone, pubblico ministero, parte lesa, ho indossato tutte le giacchette.
Credo che al cittadino dia più tranquillità entrare in un'aula di giustizia sapendo che il giudice sta lì e il pubblico ministero non ha nulla a che spartirvi. Se ci entra ora, sentirà il giudice dire: "LEI avvocato cosa fa? TU Pm che mi dici? Tra lei e tu c'è una bella differenza.
Si potrà eliminare il potere delle correnti, chi sarà sorteggiato potrà far parte di una delle correnti ma non avrà più quel cordone ombelicale per cui deve rendere conto alla corrente che l'ha eletto.
L'obbligo dell'azione penale il magistrato ce l'aveva prima e ce l'ha adesso e ce l'avrà domani. Anche con questa riforma nessuno può fermare il magistrato che vuol fare il suo dovere. Manco il Padre eterno. Il magistrato che vuol fare il suo dovere ieri, oggi e domani lo può fermare solo un quintale di tritolo o un altro magistrato. Oggi alcuni magistrati si sono appisolati appresso la politica ma l'idea che il magistrato in questo modo va sotto la politica è totalmente falsa, rappresentata falsamente per parlare alla pancia dei cittadini senza far riflettere.
Oggi c'è una magistratura zoppa, una magistratura a due velocità. Il fascicolo, nella fase delle indagini preliminari, è un fascicolo che sta nel dominio di un gruppo di pubblici ministeri e il giudice per le indagini preliminari, che fanno parte dello stesso gruppo, della stessa famiglia. Ognuno dovrà poi giudicare l'altro sul piano disciplinare, delle promozioni, dei trasferimenti. Io mi sento più tranquillo se queste due realtà sono divise fra di loro.
Mi sento più sereno se quando entro in aula di giustizia da parte offesa, da testimone, da imputato so che non c'è un legame di sangue fra chi accusa e chi giudica.