Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.
Sarà capitato certamente, almeno una volta nella vita, a voi che portate gli occhiali da sempre, di avere acquistato una nuova montatura, sulla quale montare la stessa correzione delle lenti che avevate sull’occhiale vecchio.
Vi sarà quindi anche capitato che col nuovo occhiale non abbiate trovato lo stesso confort e la stessa visione del vecchio occhiale.
Vi sarete domandati perche?
Ebbene, ci sono varie ragioni, per cui un occhiale identico in tutto e per tutto ad un altro può funzionare in maniera diversa
-la prima ragione : distanza interpupillare .
La distanza che intercorre fra una pupilla e l’altra.
Se non si tiene conto della distanza interpupillare del vecchio occhiale e se ne applica, sul nuovo, una diversa, specialmente se si tratta di correzioni che superano le quattro diottrie la diversità della distanza interpupillare potrebbe creare problemi.
Non certo problemi definibili e certi, come il non vedere bene, ma malessere leggero, non ben definito, che però condizionano il confort, facendoci dire spesso: con gli occhiali vecchi “ci stavo” meglio !
-La seconda ragione: è quel famoso” angolo pantoscopico” che cambia in genere da occhiale a occhiale, e riguarda in particolare l’angolo formato dall’asta rispetto al frontale dell’occhiale, cosa che si può capire meglio dagli schizzi di fig. 1.
Come si può facilmente capire, l’angolazione diversa delle aste rispetto al frontale fa si che il raggio che attraversa la lente montata sul frontale dell’occhiale venga diversamente deviato verso il punto di visione ( la fovea) , dando così un disagio spesso difficile da capire.
-La terza ragione può riscontrarsi nel tipo di lenti che vengono montate, magari una di qualità eccellente e le altre di qualità diversa..
Proprio per questa ragione sarebbe sempre opportuno quando si fa un occhiale nuovo, rivolgersi al negozio di ottica dove si sono fatti gli occhiali vecchi, in modo che si usino lenti che siano prodotte dalla stessa casa che ha prodotto le precedenti.
-La quarta ragione riguarda “l’indice di rifrazione” delle lenti, che per correzioni superiori alle quattro diottrie sia per la miopia che per l’ipermetropia, se non è dello steso valore dele vecchie lenti, potrebbe causare quel tipo di fastidio di cui abbiamo parlato prima.-
L’indice di rifrazione è quel valore che determina lo spessore delle lenti, in genere varia da un valore minimo di 1,50 a un valore massimo di 1,70.
Più è alto l’indice di rifrazione , più è sottile la lente, vedi fig.2
E’ chiaro, quindi, che se le lenti montate sulla montatura vecchia sono di indice di rifrazione 1,50 e quelle montate sul nuovo occhiale sono di diverso indice, per esempio 1,60, anche in questo caso nel passaggio da un occhiale all’altro si potrebbero avere delle sensazioni di confort fastidiose, alle quali, magari dopo qualche ora l’occhio rimedia, adattandosi alla nuova situazione.
Che dire!
Non altro, se non raccomandare di rivolgersi sempre ad un ottico-optometrista di fiducia per l’acquisto di qualsiasi tipo di occhiale, visti i problemi che si possono incontrare e che vanno risolti solo con la professionalità la serietà e l’esperienza di chi sempre si rende garante del lavoro fatto.
Venanzio Fonte
Ottica vision 2002
Pontasserchio
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