Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.
Quattro anni fa la Russia di Putin invadeva l’Ucraina.
Ma l’aggressione era iniziata già nel 2014, con l’occupazione e l’annessione illegale della Crimea.Sono quattro anni di guerra totale: centinaia di migliaia di vittime, città rase al suolo, un Paese devastato. Quattro anni di bombe, missili, droni.
Quattro anni di soldati e civili uccisi, tra cui donne e bambini colpiti fin dentro le loro abitazioni.Mentre entriamo nel quinto anno di conflitto, si moltiplicano gli appelli alla pace. Ma non ogni pace è accettabile.
Chi non vuole la pace è Putin. È lui ad aver trasformato la Russia in uno Stato sempre più isolato, che vive di e per la guerra, una guerra che, peraltro, non sta vincendo.La “pace” che propone è una resa umiliante: la cessione del Donbass, la smilitarizzazione dell’Ucraina, l’esclusione da ogni alleanza internazionale. In altre parole, una sovranità limitata. E mentre parla di negoziati, intensifica i bombardamenti su civili, ospedali, scuole e infrastrutture energetiche, con l’obiettivo deliberato di piegare la popolazione civile, lasciandola senza luce e senza riscaldamento.Una pace giusta e duratura richiede condizioni precise, che oggi non esistono ancora. Una pace giusta e duratura significa garantire l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina, con garanzie internazionali solide, come quelle indicate dalla Coalizione dei Volenterosi, con gli Stati Uniti parte integrante di questa tutela e non spettatori di accordi bilaterali con Mosca che sacrificano Kyiv. Significa accelerare la piena integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, nel rispetto della volontà del suo popolo. Oggi, 24 febbraio, l’Europa è a Kyiv: leader europei al fianco di Zelensky per ribadire che l’Ucraina non è sola. In quest’ultimo anno è stata l’Europa a reggere il peso maggiore del sostegno a Kyiv, supplendo alle incertezze e alle esitazioni degli Stati Uniti.
L’Europa non ha abbandonato l’Ucraina al proprio destino: ha continuato a sostenerla politicamente, economicamente e militarmente, difendendo non solo un Paese aggredito, ma i principi stessi su cui si fonda il progetto europeo. Per questo è giusto, come Italia e come Europa, continuare a sostenere con ancora più convinzione la resistenza ucraina, per arrivare a una pace davvero giusta.Non si tratta di prolungare la guerra, ma di consentire a Kyiv di sedersi al tavolo negoziale in condizioni di parità.
Quattro anni di guerra ci hanno insegnato che è in gioco la sicurezza e la stabilità dell’intero continente europeo.Gli ucraini combattono anche per noi. E per questo non possono essere lasciati soli.
Il futuro dell’Europa oggi è in Ucraina e Kyiv è la capitale politica, umana e morale della resistenza.
Slava Ukraini!