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Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi

Certamente per chi arriva da paesi sottosviluppati .....
. . . c'è gente che rischia la vita seriamente per .....
Ricapitolando: siamo una colonia anglo americana, .....
Oggi 8 Marzo auguri a tutte le donne.
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Si canta Amore a Sanremo
Invitano a diventare
più civili
i carri
del Carnevale viareggino
che al Lupo fa un inchino
e alle ingiustizie
uno sberleffo
In .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
di Aldo Torchiaro su il Riformista.
UN APPELLO DA SINISTRA.

27/2/2026 - 18:59

UN APPELLO DA SINISTRA.


Il referendum garantista del 22 e 23 marzo risponde alla battaglia di sempre del mondo riformista e liberale per una giustizia giusta. Lo sanno, lo dicono, lo ripetono i tanti esponenti della sinistra garantista che aderiscono all’appello lanciato ieri da questo giornale.
Dagli ultimi testimoni della grande tradizione del Pci agli esponenti di quello che fu il Psi, dai giovani cresciuti tra Leonardo Sciascia e Marco Pannella agli amministratori locali del Pd, di Italia Viva, Azione, +Europa, i riformisti italiani che non si iscrivono affatto alla maggioranza di centrodestra ma sostengono con forza le ragioni del Sì al referendum ci scrivono e vogliono farsi sentire. Non accettano di essere inquadrati in una minoranza della minoranza: chi ha vissuto gli anni migliori del centrosinistra di governo, chi ha studiato la necessità di mettere mano a una riforma seria della giustizia, non ci sta ad essere rintuzzato, sminuito, svilito. Il nostro appello al mondo riformista riceve riscontri calorosi.
Il primo a aderire è Biagio De Giovanni. Oggi ha 94 anni ed è tra i più noti filosofi della politica prestati all’impegno civico: parlamentare europeo, già esponente del PCI, del PDS e dei DS. Arriva l’adesione di Claudio Signorile, a lungo vicesegretario del Psi, docente universitario e più volte ministro. Tra i primissimi anche Claudio Petruccioli, cresciuto nel Pci prima e poi nel Pd, già presidente Rai e da anni colonna di Libertà Eguale. Signorile — già ministro, leader socialista, riformista storico, protagonista della Prima Repubblica, maestro di cultura politica e organizzatore instancabile del dialogo riformatore – è il fondatore del Comitato “Giuliano Vassalli”. «È un vento fresco di rinnovamento quello che accompagna il cammino del Sì. Una conquista di modernità costituzionale prevista e voluta da Giuliano Vassalli e dal riformismo socialista, da molti anni», dice al Riformista. L’ex direttore Rai e deputato Psi, Giampaolo Sodano, aderisce. Così come Franco Venturini, socialista che ha dato vita al comitato “VassallI”.
Aderiscono Bobo Craxi, referente Psi per il Sì, e Enrico Morando, già parlamentare del Pd e viceministro delle Finanze nei governi Renzi e Gentiloni. Pina Picierno — vicepresidente del Parlamento europeo, già deputata, progressista convinta, voce autorevole del centrosinistra europeista e garante delle libertà civili – è tra le sostenitrici più convinte della riforma. «Votare sì – dice – è una scelta di responsabilità per rafforzare lo Stato di diritto e restituire fiducia ai cittadini. Le garanzie non possono essere patrimonio di parte, sono il termometro della qualità democratica di un Paese». Alessandro Maran — nato politicamente con il Pci, già senatore, presidente di società editoriali, studioso di sistemi istituzionali e promotore del garantismo – è netto: «Voterò Sì perché i referendum si votano sul merito. La separazione delle carriere garantisce maggiore terzietà del giudice, supera il Csm unico, spezza il correntismo e completa la riforma Vassalli, adottata in tutte le democrazie liberali tranne l’Italia».
Domenico Petrolo — avvocato, docente, voce garantista dalla sensibilità riformista non è da meno: «Voto Sì perché serve separare davvero le carriere. Solo così i GIP saranno liberi di dire No quando il fatto non sussiste, senza subire la valutazione dei PM». Stefano Esposito — ex senatore dem, amministratore locale, riformista laico, attento ai temi della legalità, sostiene il referendum con determinazione: «Voto sì per ridurre gli innocenti arrestati, eliminare le correnti che soffocano il Csm e valorizzare i magistrati capaci, sanzionando chi sbaglia come in qualunque professione». Anche Italia Viva rompe gli indugi ed entra nella partita. Ivan Scalfarotto, deputato, già sottosegretario, attivista per i diritti civili, riformista europeo, giurista politico, voce autorevole di IV, dichiara: «Voto sì perché un processo accusatorio richiede ruoli distinti tra accusa e giudizio. È così che la Repubblica si libera dai residui inquisitori e realizza pienamente i principi costituzionali, dalla presunzione di innocenza alla funzione riabilitativa della pena».
Elisabetta Gualmini — europarlamentare del Pd di recente passata con Azione, politologa, docente universitaria, esperta di welfare e istituzioni europee, dice: «Voto Sì perché si compie finalmente il passaggio dal sistema inquisitorio del codice Rocco a quello accusatorio delle democrazie mature. Il cittadino ha diritto a un giudice davvero terzo e a due Csm che superino il correntismo». Carmen Dal Monte, avvocata, esperta di diritti civili, attivista garantista, studiosa di sistemi giudiziari comparati, si aggiunge: «Chi accusa e chi giudica deve avere responsabilità distinte. L’imparzialità è un assetto istituzionale. Il 22 e 23 marzo scelgo la Costituzione. E voto sì». Volto iconico delle battaglie femministe, Anna Paola Concia, ex deputata Pd, promotrice dei diritti civili, europeista convinta, sottoscrive: «Sono da 30 anni favorevole alla separazione delle carriere: è una battaglia di sinistra riformista e liberale. Il voto è libero da appartenenze politiche. Per questo voterò Sì con convinzione il 22 e 23 marzo».
Chicco Testa, dirigente politico della sinistra che ha servito le istituzioni come parlamentare del Pci prima e dei Ds poi, sostiene il nostro appello: «Per una giustizia giusta si deve votare Si. Per dare il diritto al cittadino di essere giudicato da un giudice terzo e indipendente». Non è un uomo di sinistra ma un convinto liberale Pierluigi Battista, editorialista, scrittore, storica firma del giornalismo italiano, che aderisce all’appello del Riformista ai riformisti: «Voto sì perché voglio una giustizia equa, terza come chiede la Costituzione, che limiti lo strapotere delle correnti e rafforzi i diritti dei cittadini».
Aldo Torchiaro su il Riformista.

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1/3/2026 - 8:16

AUTORE:
Sofy

Care donne che cercate un barlume di luce nel buio nell'oscurità in cui tentano, ci provano costantemente di relegarci da sempre, ponderate bene questa preferenza, perche', pur con i difetti, le istituzioni giuridiche sono le uniche che possono tutelarci...e non mi sembra che che questo governo lo faccia, adeguatamente, anche perche' non ci crede, e le donne ministro, inclusa la premier, lo dimostrano quotidianamente.

28/2/2026 - 21:19

AUTORE:
Gigi

Ascoltando Nordio e company mi do i pizzicotti perche' non riesco a capacitarmi in quale "cul de sac" ci siamo intrappolati!

28/2/2026 - 15:30

AUTORE:
Bertelli

Non è contestazione, sono dati di fatto. Questo sistema giudicante ha garantito tutti perché è figlio della Nostra Costituzione, che stabilisce ai 3 poteri dello stato la pienà autonomia. Nei paesi del mondo libero, Usa in testa, che hanno la separazione delle carriere i Pm sono tutti, lo ripeto tutti, sotto il controllo del potere esecutivo. E il disegno, neanche tanto nascosto, di questa pseudo riforma va in quella direzione. Sembra un copia incolla del programma della loggia P2 di Licio Gelli.
ps. che le leggi vengano fatte per i più deboli è un film in bianco e nero di terza visione...

28/2/2026 - 12:57

AUTORE:
Amico

Carissimo amico Bertelli, da che mondo è mondo ed in tutto e per tutto e per il bene di tutti c'è sempre stata la via delle migliorie e bada bene che le leggi son state fatte per difendere i più deboli.
Basta tornare qualche secolo indietro per vedere come venivano trattati i sottoposti per non dire gli schiavi anche nell'antica Roma che pareva così avanzata ma dove i re decidevano vita e morte su altri.

La faciloneria nel dire: potevate inventarli prima i trattori invece di rivoltare l'intero podere a vanga; dopo la vanga venne il "Martinelli" (l'aratone tirato con due/tre paia di vacche).
Poi il "Landini" a testa calda con ruote di ferro giudato da Nanni del Perondi nel /56 e per altri 20 anni i Landini con 4 marce e ruote di gomma e all'epoca mi parevano insuperabili.
Ora passano "macchine" che non coltrano (arano) e basta ma ruffolano/spianano/concimano/seminano/diserbano nel tempo di fare la spesa all'Coop, al ritorno vedo l'ettaro di terreno 'anto 'asa traformato da erbucciaio a seminato ad arte.

Tutti scemi quelli di prima?

E noi italiani con la Grecia siamo gli unici in Europa ad avere questo sistema giudicante e poi vedi nel mondo gli stati o i regimi che hanno in adozione il nostro modo giudicante e quello che vorremmo al pari del mondo libero e non delle autocrazie.

....non parlarmi di attinenza perchè di attinenze durature in un mondo così veloce nei movimenti ne vedo poche e menomale perchè -solo i micci ed i morti non cambiano mai- cit Maozedong.
bona.

28/2/2026 - 12:19

AUTORE:
Bertelli

Prendo a prestito le parole assurde di Chicco Testa : " ...per dare al cittadino il diritto di essere giudicato da un giudice terzo e indipendente ". Come diceva Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea : quindi dai "48 a oggi i giudici da chi dipendevano nel giudicare ? Eppure nelle aule di tribunale c'è scritto che la legge è uguale per tutti.

28/2/2026 - 8:47

AUTORE:
Elettore

...che il maggior danno al centrosinistra lo han fatto i sinistri-sinistri votando si alle riforme del governo Renzi/Alfano in Parlamento per cinque volte e dopo organizzare i comitati per il no per poi votare NO come Casa Paund, Berlusconi e Salvini vari.
Non da meno il danno fatto dall'avvogado del bobolo facendo cascare il governo di Mario Draghi per avere Lameloni fino al 2037, come minimo.

https://youtu.be/C0LBJQiGl2I

28/2/2026 - 6:20

AUTORE:
Cristo Santo!

Non capisco per quale motivo da sinistra qualcuno senta sempre il bisogno di fare lo splendido con i distinguo per favorire gli avversari. È un ritornello costante, un tamburo battente, un dente dolente. Come mai gli altri si mordono, si abboccano ma poi azzannano e abbattono il "nemico" cantado vittoria?

27/2/2026 - 23:11

AUTORE:
Mario

Come sempre vai a rinvangare lossademorti, guardi i bruscoli e ignori le travi, se non riesci a capire le mosse astute della mantide, le appostazioni scaltre della tarantola che tesse la sua pericolosa ragnatela per fare il pugno di ferro al timone di questa sciagurata arca che galleggia sfruttando i lavoratori....allora mi convinco sempre più che l'Italia ormai sta diventando uno zoo.

27/2/2026 - 20:29

AUTORE:
Elettore-stavolta SI, la volta precedente a casa

...nel referendum scorso che cercò di abrogare la legge sul lavoro approvata dal governo Renzi/Alfano ed infatti persero alla grande perchè tale legge sta funzionando bene anche con il governo di centrodestra.

Quello che siamo chiamati ad approvare il 22 e 23 marzo era una proposta del segretario pro tempore PD Maurizio Martina nel 2019 e sostenuto da Debora Serracchiani, responsabile PD giustizia (che ora è contro).
Che dire; i governi passano e le leggi, la Costituzione* rimangono, poi tutto è perfettibile ma dicendo NO per 2/3 generazioni noi italiani rimaniano così come siamo anche se nel frattempo la nostra Costituzione la abbiamo cambiata 45 volte.

La Costituzione* italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, è stata modificata diverse volte nel corso degli anni attraverso leggi costituzionali (art. 138). Le fonti indicano numeri leggermente variabili a seconda che si contino le singole leggi costituzionali o il numero di interventi specifici, con stime che parlano spesso di 45 o più modifiche fino al 2023.

27/2/2026 - 19:57

AUTORE:
Dory

Carissimi è incomprensibile il vostro appello.
Dalla sinistra mi aspetto un tam tam, un passaparola, un invito a supportare la Magistratura, ultimo baluardo di tutela per il cittadino comune, prima che venga sottomessa all'arroganza della destra che, fintamente unita, fa muro. Soppesiamo bene il voto prima che sia troppo tardi!!!