Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi

CHI STA COL POPOLO IRANIANO E CHI COI SUOI AGUZZINI.
Cominciano i commenti degli esperti di geopolitica televisiva.
Poco fa uno di loro ha detto che Usa e Israele sono praticamente dei criminali che hanno attaccato un paese che non ne ha mai aggredito un altro.
Nessuno gli ha risposto per le rime che l’Iran degli Ayatollah ha aggredito l’Iran delle donne, dei giovani, del popolo che chiede libertà.
Una aggressione costata decine di migliaia di morti fucilati in strada o nelle caserme degli aguzzini, migliaia di impiccati, anche bambini e adolescenti, decine di migliaia di incarcerati e torturati, bambine vendute come spose, donne violentate, torturate dai guardiani della morale islamica, oppresse.
Per non parlare della violenza terroristica con la quale il regime islamico dell’Iran ha infettato tutto il medioriente, ha guidato la guerra subdola contro Israele allo scopo di sterminarne il popolo e cancellarlo dalla carta geografica.
Ora chi sta dalla parte della libertà chiesta dal popolo iraniano spera che il regime criminale degli Ayatollah crolli e sia seppellito dalle macerie della storia.
Da sempre la libertà dei popoli oppressi ha un prezzo e questo costerà un intervento militare di Trump e, giocoforza, del principale obbiettivo da sottrarre alla violenza terrorista degli islamisti: Israele.
Ma non può esserci alcun ragionevole dubbio che la fine del regime di Khamenei restituirà una vita migliore al popolo iraniano.
D’altro canto, a proposito di prezzi e per ricordarci di noi, il secondo governo italiano post fascista fu presieduto dal maresciallo Badoglio, uno fra i più incapaci e compromessi tra i generali del Regio Esercito Italiano. E in quel governo accettarono di entrare ministri comunisti, socialisti, azionisti, liberali e democristiani. E per le forze antifasciste non fu di facile digestione.
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